Superblues Corner – Qualcosa che mi riconcilia col calcio

Ipswich Town

Eccovi il mio primo racconto datato 2007 su come è nata la mia passione per l’Ipswich Town…

Trovo il fatto di supportare una squadra come quella dei “tractor boys”, come un qualcosa che mi riconcila col calcio. Mi spiego meglio: anch’io ovviamente sono un tifoso di calcio nostrano, di una squadra di livello ben più alto e molto più prestigiosa dei “blues”(sono tifosissimo del Milan)…ma ogni volta che mi tuffo in internet a guardare siti, risultati e informazioni sulla squadra del Suffolk, mi sembra di staccare e di andare sulla mia personale isola deserta, dove riconciliarmi con il calcio, un calcio più genuino e più vicino alla mia idea di tifo e di sport! Ma perchè proprio l’Ipswich Town? Tutto comincia sin da quando ero bambino, con mio fratello, che è molto più grande di me, che ogni volta che giocava con me a Subbuteo prendeva la squadra blu e faceva sempre l’Ipswich Town!Il tutto perchè ricordava molto bene le imprese della squadra legate agli anni in cui la allenava il mitico Bobby Robson. culminati nella vittoria della coppa uefa del 1981 (io non c’ero nemmeno, sono nato un anno dopo!) e aveva ancora nel cuore, sebbene fossero passati diversi anni, quelle serate europee immaginate dalle radiocronache o viste sulla televisione in bianco e nero! Il mio “matrimonio” ufficiale, dove giuro amore al club, arriva nel 2001 in occasione della sfida di coppa uefa contro l’Inter. La partita di andata la guardo in tv, ma a quella di ritorno, nello stadio della “mia” città, non posso proprio mancare! E’ il 6 dicembre quando mi aggiro nei dintorni dello stadio e riusco a comprare il biglietto al primo anello blu (settore allora riservato ai tifosi ospiti durante le partite casalinghe dell’Inter) e riesco a coronare il mio sogno: quello di andare a tifare la squadra in mezzo ai suoi sostenitori! Da quella sera è stata passione allo stato puro, finalmente avevo trovato qualcosa che aveva dei veri valori nello sport. Di certo non mi sono innamorato del bel gioco o dei fuoriclasse dell’Ipswich (visto il livello e che quella sera perse ben 4 a 1!), ma di ciò che ho vissuto. In primis erano arrivati a Milano in più di 10.000. Poi, nonostante il risultato fosse 4 a 0 il pubblico incitava la squadra come se fosse la finale di coppa del mondo; al gol del 4 a 1 (su rigore proprio sotto il “nostra” settore) è esploso un boato manco fosse il rigore decisivo di Grosso a Berlino nel 2006!!! A fine partita applausi reciproci tra la squadra e i tifosi: i primi per ringraziare i supporters per essere accorsi in massa e aver sostenuto la squadra con tutto il cuore fino alla fine, i secondi per ringraziare la squadra per essersi battuta dando tutto quello che poteva dare (in Italia non succederà mai perchè dopo una sconfitta per 4 a 1 i giocatori verrebbero massacrati).Tutti partecipavano al tifo, senza criticare, incoraggiando e basta, prima, durante e dopo la partita in modo civile. Per quanto mi riguarda, conta anche il trattamento che ho ricevuto: mi hanno accettato alla grande, cercavano di capire perchè ero lì, cercavano di insegnarmi i cori e di raccontarmi qualcosa sul club. Poi quando mi hanno visto tirare fuori dalla tasca una bandiera inglese, mi hanno fatto diventare a tutti gli effetti uno di loro! A fine partita mi hanno anche omaggiato con una sciarpa, come segno di riconoscimento per aver tifato con loro…insomma, altra categoria! Pensavo che certe cose succedessero solo nelle favole, o almeno nella mia testa, per l’ideale che ho io di tifo e di sport! Da quella sera coltivo il desiderio di andare a Portman Road (lo stadio dell’Ipswich) e ci vorrei andare almeno una volta nella vita. Comunque non passa un sabato -o qualsiasi altro giorno giochino- che non mi informo sul risultato, e quando c’è l’opportunità di vedere una partita in diretta tv o in streaming non me ne perdo una!

Sono passati quasi 10 anni da questo mio primo racconto, il mio desiderio si è avverato e molta strada è stata fatta: mai avrei pensato addirittura di diventare presidente dell’ITFC Italian branch! Tutto questo dimostra che con passione e dedizione i sogni possono diventare realtà.