Irons corner – A quelli che…

A quelli che non ci hanno mai considerato e continueranno ostinatamente a non farlo…

A quelli che tanto il WHUFC è una squadretta e si vince facile…

A quelli che è tutta fortuna, non ripeterete mai una partita come quella con l’Arsenal…

A quelli che è meglio se vi accontentate di queste piccole gioie tanto non siete nessuno…

A quelli che noi siamo la prima squadra di Londra (o San Pietroburgo, non ricordo)…

A quelli che dopo l’eliminazione in UEFA già cantavano il de profundiis

A quelli che da vedovi di Big Sam, con Bilic si prendono quattro gol a partita…

A quelli che Carroll non si allena bene e non ha la testa da vero giocatore…

A quelli che Payet è sopravvalutato (vero Didier?)e con l’incognita ambientamento in Premier

A quelli che Zarate è un ex – giocatore…

A quelli che va bene, ma in casa giocate da schifo…

A quelli che ci ignorano come giocassimo in un campionato a parte…

A questi e molti altri dedico la vittoria di Sabato coi Blues e il terzo posto in classifica con la bellezza di 20 punti in 10 partite (la nostra migliore partenza in Premier).

#beatTheBlues – Erano 494 minuti che non segnavamo col Chelsea, ci ha dovuto pensare Zarate a sbloccarci, tirando fuori una prestazione superba di cui il gol al diciassettesimo è stata la ciliegina sulla torta. I ragazzi hanno giocato con un’intensità pazzesca, mettendo in gravissima difficoltà la squadra di Mourinho che, contrariamente a quanto dice la classifica, non si è certo offerta quale agnello sacrificale!

Pur in 10 uomini dalla fine del primo tempo per un doppio giallo meritatissimo di Matic (bravo e calmo l’arbitro Moss in questo caso), il Ch€l$ea si è dato molto da fare, raggiungendo il pareggio e, complice un attacco claret&blue un po’ spuntato nella ripresa, anche a causa della fatica fisica, ha perfino rischiato di vincere con un bel tiro di Ramires, pochi istanti prima del goal che ha ci ha fatto esaltare regalandoci i tre punti… e chi se non lui, l’uomo della provvidenza, The Second Coming poteva farci ascendere alla gloria?

Andy non è un professionista – Così si è sentito dire di questo giocatore, che ha potuto dimostrare solo parzialmente le sue grandi qualità a causa del gran numero di infortuni che lo hanno coinvolto: ed è vero, non è un professionista, è un uomo innamorato del calcio e legato fortemente ai colori degli Irons che lo hanno adottato e ne hanno fatto una bandiera. Con tutto il rispetto per Sakho, che fa a sportellate ogni maledetta partita senza risparmiarsi (e con ottimi risultati), AC9 è la punta che ti fa sognare: araba fenice che risorge dopo ogni drammatico infortunio, rude alla vecchia maniera, cecchino infallibile e “capo fancaXXista” quando si tratta di fare squadra … come si fa a non amarlo? Non è un professionista perché per Andy questo non è un lavoro, portarci in alto, farci sognare, regalarci momenti indimenticabili, come quando abbiamo tenuto il fiato sospeso guardando la parabola del suo colpo di testa insaccarsi alle spalle del portiere del Ch€l$ea , sono una missione che solo un profeta come The Second Coming può svolgere!
Bilic e Mou – Il nostro condottiero croato sta finalmente raccogliendo i frutti del proprio lavoro: dopo mesi a predicare più pazienza da parte dei ragazzi in casa e a strigliarli, per fargli alzare sensibilmente il livello di attenzione, pare che finalmente sia stato ascoltato. L’importanza del match ha di certo aiutato, quale Martello non vorrebbe vincere coi Blues che rappresentano l’antitesi di tutto ciò che definiamo west ham way, partendo dai tifosi e arrivando al presidente? La vittoria non è stata frutto di una prestazione da “il cuore oltre l’ostacolo”: abbiamo giocato alla pari con una squadra tecnicamente superiore anni luce e l’abbiamo spuntata con merito. Dodici tiri di cui cinque nello specchio della porta, contro otto e quattro del Chelsea, sette corner contro quattro e un possesso palla sostanzialmente equivalente (45% contro 55%), niente male per una “squadretta” come il West Ham! Un plauso a Bilic che sta portando avanti la sua filosofia di gioco senza paura e senza fare grossi proclami, lasciando parlare il campo, che fino ad ora gli ha sempre dato ragione.

Da un lato un allenatore silenzioso, le cui dichiarazioni più forti sono i risultati, dall’altro il chiacchierone di Setúbal, che perde la partita, perde la scommessa col bambino-mascotte della gara (“se vince il West Ham tu prendi la maglia del Chelsea autografata, se vinco io mi dai la tua maglietta”) e perde pure il posto in prima fila, essendo stato espulso a fine primo tempo, e costretto così a lasciare la sua postazione a bordo campo… prima era colpa dello staff medico, poi degli arbitri e ora di chi? Sarei curiosa di sentire la risposta, ma sono troppo impegnata a festeggiare.
Piedi per terra – Da tifosi è giusto festeggiare, ma la squadra, come ha correttamente fatto notare coach Bilic, non può permettersi di dormire sugli allori, ma deve continuare a lavorare sodo come ha fatto sin dal primo giorno: in questo modo potranno esserci, sì, risultati buoni e meno buoni, ma non certo un calo drammatico. In sostanza possiamo continuare a brindare alla nostra ottima forma, tanto i ragazzi sono già al lavoro per cercare di farci continuare i bagordi, strappando un risultato positivo a Vicarage Road contro il Watford.
L’appuntamento è per sabato alle nostrane ore 16:00, sperando di tirare agli Hornets un bello scherzetto in occasione di Halloween (e magari di vedere AC9 in campo dal primo minuto), noi saremo pronti come al solito a sostenere i Martelli…
COME ON YOU IRONS!

Elisa Villani

Elisa Villani

Veronese nata nell'anno del Mundial, ex giuri-studente ora logimasterata e giuri-praticante, ha tre grandi amori: il suo Mr D., il West Ham United e l'Unendo Yamamay Busto Arsizio. I suoi sport preferiti sono il jogging, il Subbuteo, entrambi praticati a un buon livello amateur, e il sollevamento forchetta in cui è fuoriclasse alla Maradona.
Vive, ama e impreca tra la Bassa Veronese, i Tribunali veneti, il Palayamamay e il divano da dove segue le partite degli Irons.
Elisa Villani