ARSENAL-MAN UTD 1-2, Rooney e De Gea sbancano l’Emirates

Arsenal-Man Utd 1-2, Rooney e l’autorete di Gibbs lanciano i Red Devils

Arsenal-Man Utd 1-2, Rooney e De Gea fanno piangere Wenger

Marcatori: aut. Gibbs (56′), Rooney (85′), Giroud (95′)

Formazioni iniziali:

Finita la pausa per le nazionali, si ricomincia col botto all’Emirates. Nella tana dei Gunners arriva il Manchester United di Van Gaal, in cerca dei tre punti che varrebbero il sorpasso in classifica ai danni dei rivali. Wenger ritrova Olivier Giroud, ma il francese si accomoda in panchina lasciando spazio al grande ex Danny Welbeck, supportato da Sanchez e Oxlade in avanti. Al centro della difesa dell’Arsenal c’è Monreal al fianco di Mertesacker.
Nei Diavoli Rossi pesano le assenze dei nuovi arrivi Rojo, Blind e Falcao; dietro giocano i giovani Blackett e McNair, mentre in mezzo al campo è Fellaini a far coppia con Carrick. Il ballottaggio tra Januzaj e Valencia viene vinto dall’ecuadoregno, sistemato sulla fascia destra per sostenere l’azione offensiva insieme al trio delle meraviglie Di Maria-Rooney-Van Persie.

PRIMO TEMPO – L’Arsenal spinto dal proprio pubblico parte col piede sull’acceleratore e imprime alla partita un ritmo molto alto. Al quinto minuto una bella incursione di Chambers sulla destra mette in crisi la difesa dei Red Devils, la palla filtrante per Welbeck mette l’attaccante inglese davanti a De Gea, ma la sua conclusione è rimpallata in corner dal puntuale McNair. I Gunners prendono coraggio e hanno in mano il pallino del gioco e Wilshere ha una chance colossale per il vantaggio al minuto 13, ma il numero 10 a tu per tu con De Gea spara sul corpo del portiere spagnolo. Nel seguito dell’azione, Luke Shaw accusa un problema ad una caviglia ed è costretto a lasciare il terreno di gioco; al suo posto subentra Ashley Young.

Wilshere fallisce una clamorosa occasione solo davanti a De Gea

Lo United prova a scuotersi, ma l’unica occasione degna di nota è una punizione calciata alta da Rooney al 21° minuto. Pochi minuti dopo è ancora David De Gea decisivo, stavolta in uscita sulla percussione centrale di Oxlade-Chamberlain. Alla mezz’ora frizioni tra Wilshere e Fellaini, prontamente sedate dall’arbitro e da Wayne Rooney nella veste di paciere. Sanchez impegna De Gea al 33° con un tiro dalla distanza, ma lo spagnolo para a terra.
Dal 36° al 38° è Di Maria show; prima l’argentino prova un sinistro a giro che termina di un soffio alla destra di Szczesny proteso in tuffo. Due minuti dopo l’ex Real Madrid salta come birilli due avversari nella sua metà campo e si invola verso la porta avversaria, servendo Wayne Rooney la cui conclusione viene stoppata in modo provvidenziale da Chambers. Lo United ottiene tre calci d’angolo consecutivi, sull’ultimo dei quali Chris Smalling, completamente smarcato, svirgola un pallone che avrebbe potuto fare molto male alla difesa dell’Arsenal. Dopo due minuti recupero si chiude la prima frazione sul risultato di 0-0.

SECONDO TEMPO – La ripresa comincia senza cambi nelle due squadre. E si riparte come nella prima frazione, ossia con l’Arsenal in avanti. Oxlade prova a sfondare centralmente, ma guadagna soltanto un corner. Al quarto minuto Welbeck sfugge a McNair e si presenta solo davanti a De Gea, bravissimo nel chiudere lo specchio della porta all’attaccante dell’Arsenal respingendo di petto la sua conclusione. Poco dopo brutta tegola per i Gunners: Wilshere subisce un duro intervento e la sua caviglia subisce una bruttissima botta che lo costringe ad uscire dal campo. Al suo posto entra Santi Cazorla. Un minuto dopo il Manchester United passa in vantaggio. Ed è un gol incredibile quello che porta avanti i Red Devils. Ashley Young crossa dalla sinistra, Gibbs e Szczesny si scontrano violentemente, la palla finisce a Valencia che lascia partire un tirocross che viene deviato nella propria rete dal difensore inglese. 1-0 United e come se non bastasse Szczesny è costretto ad abbandonare il campo lasciando il posto a Martinez. 

Pochi istanti dopo l’Arsenal potrebbe soccombere, ma una segnalazione di fuorigioco errata ferma Rooney in un due contro uno in campo aperto. Al 20° Cazorla ferma Young lanciato in contropiede e si becca il primo cartellino giallo di giornata. Due minuti dopo è il fantasista spagnolo a calciare dai 20 metri su sponda di Welbeck, ma De Gea è ancora pronto e non si lascia sorprendere dalla conclusione centrale del suo connazionale. Al 75° finisce la gara di Robin Van Persie, al posto del quale subentra il giovane James Wilson. E un minuto dopo arriva il momento del ritorno in campo di Olivier Giroud che prende il posto di Aaron Ramsey, apparso avulso dal gioco e non ancora in condizioni ottimali.
Proprio Giroud sfiora il pari al primo pallone toccato, deviando alto di testa su calcio d’angolo al minuto 77°. L’ultimo quarto d’ora è di totale pressione dei Gunners, con Giroud e Welbeck in area e Sanchez e Oxlade sulle ali a provare di scardinare la difesa di Van Gaal.
Ma la partita finisce al minuto 85, quando Wayne Rooney sigla il raddoppio in contropiede, servito da Di Maria. A tu per tu con Martinez, il numero 10 dei Red Devils supera l’argentino con uno scavetto e regala il 2-0 ai suoi, spegnendo definitivamente i sogni di rimonta dell’Arsenal. All’89° Young lascia il posto a Fletcher, mentre l’arbitro assegna un recupero corposissimo; 8 minuti. L’Arsenal viene letteralmente graziato da Di Maria che prova ad imitare Rooney; tutto solo in contropiede davanti a Martinez, l’argentino prova lo scavetto spedendo il pallone a lato.
Al 95° accorcia le distanze l’Arsenal grazie a Olivier Giroud. Un sinistro violentissimo quello dell’attaccante francese che batte un De Gea non impeccabile per la prima volta nel match. 1-2 e Gunners in avanti alla ricerca di un pari che avrebbe del clamoroso. Ma non c’è più tempo. La sfida finisce 2-1 per il Manchester United che compie il sorpasso in classifica ai danni dell’Arsenal.

Vittoria di prestigio per Van Gaal, la prima contro una rivale di alta classifica. Sempre ammesso che l’Arsenal si possa ancora considerare tale, vista la continua, perenne, incapacità dei Gunners di colmare quel gap più psicologico che tecnico che la divide dai top club della Premier. All’Emirates è già tempo di tirare le conclusioni, mentre in casa Red Devils il futuro sembra poter riservare soddisfazioni. E con un Rooney così… sognare è lecito.