BEES CORNER – Brentford: 9 punti in 8 giorni !

Up the Bees!!!
In alto le pinte per il Brentford e per chi lo ama!  9 punti in 8 giorni ! Possiamo dire senza sfociare troppo nella retorica che può alzare la mano chi si aspettava anche solo 7 giorni fa una situazione del genere; 9 punti in tre gare, di cui due in trasferta, sono un bottino senza dubbio ricco che probabilmente anche i più ottimisti alla vigilia mettevano  tra le  possibilità meno probabili.
Anche chi scrive, vedasi  pezzo precedente, timidamente aveva accennato al fatto che tornare dal Molineux con dei punti poteva rappresentare davvero un cambio di passo importante per una squadra che si sta(va) ritrovando e che aveva bisogno senz’altro di una bella iniezione di fiducia. Dentro di noi pensavamo ad un pareggio ma,  come ormai  dovremmo ben  sapere , nel calcio britannico il pareggio è  il frutto di una lotta in campo che vede le due fazioni affrontarsi per vincere ,e solo se le due squadre si equivalgono ne vien fuori il punticino;  non già il frutto di una partita tattica preparata con il chiaro intento di strappare detto punticino dal campo avversario  (usanza tutta latina che per fortuna sta cominciando a sparire anche a certe latitudini).

Ecco perché la partita di mercoledi  sera nelle West Midlands ha visto prevalere il Brentford: si va a giocarsi la partita e poi vediamo come si mette. E bisogna dire che si è messa subito bene, visto che al 16’ o giu’ di lì Djiuricin ha raccolto un invito da sinistra e incurante del contrasto avversario ha calciato trovando  scomposta opposizione: palla tra le gambe del difensore e in rete. 1-0.
il primo tempo è stato un monologo Brentford sotto il profilo del gioco: pallino in mano nostra e Woods e McCormack a comandare le operazioni, grande verve, grande circolazione e  possesso palla.
Abbiamo intercettato un “tweet” di un tifoso dei Wolves alla fine della prima frazione: “sembra che il Brentford si sia trasformato nel Barcellona”. Eloquente, no?

Nella ripresa un solo grande rischio: da ottima posizione in seguito a un rimpallo Afobe sparava alto e male.
Gara controllata abbastanza agevolmente e nel finale Hoffmann subentrato a Djiuricin segna il gol del 2-0.
Tre punti insperati ma meritatissimi, una bella prestazione e ,non ultima,  rete inviolata, e non accadeva da chissà quanto (per inciso: quest’anno è la prima volta).

Due giorni per gioire un po’ con uno sguardo alla classifica (decisamente meno brutta…) e torniamo in campo, sempre in trasferta (si fa per dire: al The Valley col Charlton, una gita fuori porta…),  a Greenwich contro gli Addicks “abbastanza” preoccupati da una classifica asfittica e da un turno infrasettimanale che li ha visti soccombere  sempre al The Valley in maniera pesante (0-3) al cospetto del Preston North End.

La gara comincia con noi molto  (troppo?) compassati e il gli Addicks che cercano di spingere subito forte per sbloccare il  “deadlock” e incanalare la gara per come (supponiamo) l’avevano preparata.
Passiamo in effetti il classico brutto quarto d’ora (quello inziale appunto) dove buttiamo letteralmente via dalla difesa almeno 4 palloni a caso e in una situazione derivante potremmo tranquillamente andar sotto: il tiro di Moussa sottomisura è per nostra buona stella clamorosamente sbagliato.

La formazione è la stessa di 3 giorni prima: davanti a Button la coppia centrale Dean-Tarkowski con a destra Yennaris (male nei primi 20’ con un paio di diagonali mancate e due recuperi di posizione tardivi) e a sinistra il capitano Bidwell; una linea di centrocampo con Diagouraga centrale e Swift a sinistra con Mc Cormack e Woods che si scambiano continuamente la posizione di destra con il Ginger Pirlo che dimostra oltre al grande senso della posizione e i piedi buoni (da cui il “nick”) anche un bel passo sulla fascia con avversario saltato spesso  in scioltezza; e il “bald” Macca che in realtà è ovunque e che si candida di fatto a ricevere l’eredità di Douglas quale leader della squadra con molta più dinamicità  e senso del gioco.
In avanti ancora Djiuricin (continua a non convincerci) e l’immenso Alan Judge che trasforma in oro ogni pallone che tocca.

Passato lo spavento dei primi 20’ (onestamente contro una squadra con piu’ qualità del Charlton potevamo esser sotto almeno 2-0) riprendiamo il gioco in mano e qui davvero possiamo dare a Lee  Carsley ciò che è di Lee Carsley perché il cambiamento di passo e di atteggiamento della squadra rispetto a un mese fa è evidente  e in certi momenti è un piacere per gli occhi. Quando aumentiamo il ritmo e la palla gira bene diventiamo pericolosi e anche imprevedibili, i centrocampisti si scambiano continuamente il ruolo e gli spazi vengono attaccati in maniera efficace, Yennaris e Bidwell ognuno nella sua fascia, spingono che è un piacere e in diverse situazioni il Charlton sulle fasce è stretto spesso in inferiorità numerica e da li’ nascono pericolosi  cross che magari non piaceranno ai “profeti” del calcio cosiddetto moderno, ma restano pur sempre il modo migliore per mettere in affanno una difesa avversaria.

Non è un caso perciò  che  al 26’ Judge (e chi sennò..?) da destra peschi  in area uno Swift puntuale a mettere in rete di testa in solitaria portandoci sull’ 1 a 0. Da qui in poi è solo Brentford e solo la traversa nega a McCormack la soddisfazione di un gran gol al termine di un’azione caratterizzata da una serie di appoggi tutti di prima.
Nel secondo tempo il discorso non cambia, dopo soli 10’ ancora Judge pescato con un cambio di campo da destra a sinistra che manda in tilt la difesa Addicks, rientra sul destro appena dentro l’area e “fulmina” il portiere con un interno piede a rientrare impossibile da parare. 2-0. Da stropicciarsi gli occhi.
Il nostro ritmo cala e gli Addicks tentano il tutto per tutto con due cambi che non portano però effetti concreti. Noi controlliamo la gara e proviamo a ripartire senza nemmeno dannarci troppo in verità, a parte quando Vibe, subentrato a Djiuricin, viene pescato ancora da Judge ancora a sinistra ancora al limite dell’area: il danese capisce che è il suo momento e appena dentro l’area finta il tiro “lungo” e invece la mette sul primo palo tra le gambe del difensore che tentava il contrasto col portiere già in tuffo sul secondo. Proprio sotto gli occhi dei tifosi del Brentford per i quali la gita fuori porta tale è stata. Una vera scampagnata. 3-0 e tutti a casa. Anche Guy Luzon, (ex) allenatore degli Addicks esonerato in serata.

Nel dopo partita Lee Carsley fa sfoggio di modestia dichiarando alla stampa che il merito è dei ragazzi e che per la verità gli era piaciuta di piu’ la gara coi Wolves, mentre al The Valley nei primi 15’ l’approccio è stato sbagliato e abbiamo rischiato troppo. Analisi che ci trova totalmente d’accordo.
Il nostro “gaffer” continua aggiungendo che il Brentford ha bisogno di un tecnico che sia un “vero” Manager e non uno prestato dalle giovanili perché tante e tali sono le ambizioni del Club da giustificare un programma a medio-breve termine che porti in Premier  League con al timone un vero e proprio Head Coach.

Vorrà dire che per il momento ci accontenteremo di giocar bene e vincere. Intanto la classifica si fa tranquillizzante e venerdi’ sera al Griffin Park arriva il QPR per un derby infuocato che manca dalla stagione 2003-04. Purtroppo lo vedremo solo in TV. Better than nothing at all.

Come on you Bees!!!

Giancarlo Manunta
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Giancarlo Manunta

Cresciuto nella convinzione che Gigi Riva fosse un suo parente, ha sempre tifato per il Cagliari e l’Alghero, squadra della sua città natale. Folgorato per colpa di GeorgeBest nel 1991 da una visita al Craven Cottage comincia a seguire ilFulham,E’ convinto che prima o poi andrà a vivere a Londra. Personaggio consapevolmente contraddittorio, da qualche anno segue anche il Brentford e considera i suoi due amori calcistici londinesi perfettamente compatibili…
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