BEES CORNER – Brentford: è buona la prima per mr Smith.

Una gara perfetta, o quasi. Il 2-0 con il quale il Brentford ha archiviato la pratica MK Dons sabato pomeriggio al Griffin Park è tutto sommato un risultato bugiardo. Se la prima frazione di gara infatti si fosse chiusa sul 5-0 non ci sarebbe stato nulla di strano. La musica non è cambiata nella ripresa e il secondo gol non faceva altro che mettere in cassaforte il risultato, giusto per evitare sorprese antipatiche (leggi trasferta a Bolton).

Dean Smith ha così cominciato nel migliore dei modi il suo cammino alla guida del Brentford.
A dispetto del fatto che non aveva a disposizione quella che sulla carta poteva essere considerata la formazione migliore. Tolto Djiuricin infortunato, Swift e Dean squalificati, Smith perdeva anche McCormack nel riscadamento e doveva far partire titolare Canos.
Nulla però veniva tolto allo spirito di questa squadra che portava alla fine a casa i 3 punti ma soprattutto forniva una prestazione nella quale trovare difetti diventa quasi impossibile.
Un Nico Yennaris sempre più a suo agio nelle due fasi (non nascondiamo che su di lui ad inizio stagione avevamo grosse riserve), un O’Connell che prende sempre più confidenza col ruolo (eh si’…giocare fa bene…), un capitan Bidwell autentico stantuffo sulla sinistra (suo il cross, calibrato, nel primo gol).
E che dire del centrocampo? Fatte le dovute proporzioni Diagouraga assomiglia sempre più al Vieira dei bei tempi e al suo fianco cresce sempre di più Woods e fa bella figura perfino Kerschbaumer, il che è tutto dire.
Canos e Judge poi portano genio nella fase offensiva e la presenza di Vibe da centravanti, più incisivo che in altre posizioni, funge da terminale offensivo per un 4-5-1 che in fase offensiva diventa un chiaro 4-3-3.

Ribadito che non ci piacciono queste formulette, quello che impressiona di questa squadra è lo spirito.
Sembra essere tornato quello di un annetto fa, ma se consideriamo che almeno 5 pilastri della formazione dello scorso anno non ci sono più (Odubajo, Douglas, Dallas, Pritchard e Gray, e scusate se sono pochi!) e il sesto (Jota) c’è ancora ma  in pratica non ha ancora giocato, allora va dato atto a chi ha costruito la squadra attuale di aver visto giusto (anche nelle cessioni che, ricordiamolo, hanno portato denaro nelle casse del Club).

La squadra non giocava male con Djikuizen, sembrava però mancare di quella fiducia nei propri mezzi necessaria in certe situazioni per costruire quell’autostima fondamentale in una squadra ambiziosa si’ ma pur sempre “piccola”.
Lee Carsley ha evidentemente saputo toccare le corde giuste e ha ridato spirito e fiducia ad un gruppo che improvvisamente si ritrovava senza punti di riferimento in campo (Douglas un nome per tutti) e quindi senza risultati (essenziali per poter continuare a credere in sé stessi).

Dean Smith, che per uno strano scherzo dell’imprevedibile dea Eupalla potrebbe incontrare in FA Cup il “suo” Walsall, è entrato in punta di piedi in questo meccanismo già oliato trasmettendo ancora più entusiasmo e non ha fatto una piega di fronte alla “tegola” McCormack, e chissà che paradossalmente proprio questo episodio non sia la “chiave” che fa in modo che mr Smith sia un generale fortunato oltre che bravo. Come piaceva a Napoleone.

Negli ultimi minuti della gara contro i Dons si è finalmente rivisto Jota, altro grande protagonista della passata stagione. E’ entrato nel finale per “scaldarsi” a detta di molti, in vista del derby di sabato col Fulham.
#jotainthelastminute

Giancarlo Manunta
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Giancarlo Manunta

Cresciuto nella convinzione che Gigi Riva fosse un suo parente, ha sempre tifato per il Cagliari e l’Alghero, squadra della sua città natale. Folgorato per colpa di GeorgeBest nel 1991 da una visita al Craven Cottage comincia a seguire ilFulham,E’ convinto che prima o poi andrà a vivere a Londra. Personaggio consapevolmente contraddittorio, da qualche anno segue anche il Brentford e considera i suoi due amori calcistici londinesi perfettamente compatibili…
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