BEES CORNER – Brentford: la prima volta di Lee Carsley

Ha un sapore molto dolce la prima vittoria del Brentford nella gestione di Lee Carsley.
Il 2-1 casalingo ottenuto al Griffin Park contro il Rotherham potrebbe fare da spartiacque tra ciò che è stato finora in questo inizio di stagione, e ciò che potrebbe essere da qui in avanti.
Al di là del risultato e della prestazione ci sono degli elementi che fanno senz’altro ben sperare per il seguito di questa stagione che in fondo è solo all’inizio e che potrebbe anche riservarci  qualche bella sorpresa in luogo dei patemi d’animo fin qui sofferti.

Alla luce della gara di sabato sembra molto lontana la sconfitta contro  il Derby County patita 15 giorni orsono nelle Midlands. Se poi aggiungiamo che il Derby County è una squadra costruita con  malcelate ambizioni  di Premier League e che proprio sabato ne ha rifilati 4 ai Wolves (altra presunta “big” e nostro prossimo avversario) ecco che il ridimensionamento (della sconfitta ) prende corpo.

Lee Carsley deve aver riflettuto a lungo durante la pausa dovuta alle Nazionali oltre ad aver evidentemente lavorato su degli aspetti specifici. Per la gara contro il Rotherham dunque ci sforna una formazione nuova di zecca sia negli undici in campo, sia in qualche “ritocchino” dal punto di vista tattico.
davanti a Button la difesa è la stessa : Dean,  Tarkowski e Bidwell, con l’inserimento  a terzino destro (perdonate ma a noi amanti del calcio che fu di chiamarlo laterale basso proprio non ci viene….) di Nico Yennaris,  che presumiamo sarà il padrone di quel ruolo vista la partenza in prestito fino a gennaio di Josh Clarke che pure a noi non era affatto dispiaciuto.
A centrocampo un quartetto quasi del tutto nuovo con lo spagnolo Canos finalmente in campo dall’inizio e McCormack a fare da scudo a Woods con a sinistra il nuovo arrivo Swift, giovane di buone speranze arrivato da un paio di settimane per un prestito mensile dal Chelsea, prestito rinnovabile auspichiamo; in avanti, e qui sta la piccola novità, Djiuricin e Judge, quest’ultimo opportunamente avanzato di una decina di metri per sfruttare le sue qualità in fase conclusiva, con esiti, come vedremo, più che positivi.

Restano in panchina Diagouraga, apparso nell’ultimo periodo quantomeno spaesato in un centrocampo che doveva reggere in pratica da solo, e i presunti bomber Vibe e Hoffmann ai quali Carsley ha preferito Djiuricin suscitando in chi scrive più di una perplessità visto che lo slavo tiene fede a quei luoghi comuni sui giocatori di scuola balcanica (bravino, bravo se si impegna, ma più che altro sembra svogliato); noi personalmente avremmo preferito Hoffmann che in quanto a concretezza teutonica sembra più affidabile, ma probabilmente le scelte di Carsley sono state dettate anche dall’impegno infrasettimanale ormai imminente.
Detto che il giovane Woods sembra sempre più a suo agio in un ruolo delicato quale il suo e che il nickname di Ginger Pirlo non sembra proprio del tutto campato in aria, è il fatto che questa squadra sembra aver ritrovato un’anima a confortare i tifosi. Ci sembra azzeccata la scelta di Mc Cormack a fare da spalla a Woods, l’esperienza e la grinta al servizio della classe per  “tappare” qualche inevitabile falla dovuta alla giovane età del “rosso”. La qualità di Canos e Swift sulle fasce, specie il primo, consente a Yennaris continue sovrapposizioni dalle quali nascono cross sempre pericolosi che mandano in crisi la difesa avversaria; Swift permette anche lo spostamento in avanti di Judge che cosi’ non è costretto a sfiancanti recuperi che inevitabilmente lo fanno arrivare poco lucido negli ultimi sedici metri, e non è assolutamente un caso che il primo gol nasca da un cross di Yennaris da destra spazzato “come viene” dalla difesa e piazzato da Judge in rete con un delizioso “lob” dal limite dell’area, cosi’ come non è un caso che la sovrapposizione Swift-Bidwell a sinistra produca il centro che sempre Judge, in classica posizione da seconda punta, mette in rete con una rara (per lui, piccoletto)  incornata.

Certo  chi leggesse senza aver visto la gara penserebbe ad un Brentford padrone del campo e della gara, ahinoi non è stato cosi’ sabato pomeriggio perché certe tendenze autolesioniste a sprazzi (per fortuna solo a sprazzi) sono venute  comunque fuori. Lo testimonia il gol del momentaneo pareggio subito a ripresa appena cominciata (segno di evidente “lack” di concentrazione), gran gol dai 30 metri per carità, con Button incolpevole, ma che nasce da 3 (dico tre!) rinvii consecutivi alla carlona con palla regalata agli avversari che alla fine capitalizzano.
Un altro paio di situazioni difensive pericolose vanno senz’altro analizzate (da Carsley, non da noi…) per fare in modo che certi brividi lungo la (nostra) schiena vengano addebitati  solo all’autunno e al clima in rapido cambiamento.

I soliti Bastian Contrari potrebbero, anzi lo fanno, avanzare riserve sul fatto che abbiamo in fondo vinto una gara casalinga contro una squadra alla nostra portata e con diversi problemi. A questi “tifosi” vorremmo ricordare che tre settimane fa in una gara casalinga contro una squadra alla nostra portata e con diversi problemi la partita l’abbiamo persa.
Di contro, possiamo aggiungere che il Rotherham è una nostra diretta concorrente nella lotta al mantenimento della Championship e che se avessimo perso saremmo stati ultimi in classifica. A buon intenditor…

Il turno infrasettimanale ci dirà qualcosa in più sullo stato di salute della squadra, andiamo a trovare una squadra  (Wolves) reduce dalla batosta di Derby e che in casa difficilmente concede sconti. Ecco perché tornare dalle West Midlands  con dei punti rappresenterebbe una ulteriore iniezione di fiducia per questa squadra e GodOnlyKnows se ne abbiamo bisogno.

We’re Little Old Brentford anyway

Giancarlo Manunta
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Giancarlo Manunta

Cresciuto nella convinzione che Gigi Riva fosse un suo parente, ha sempre tifato per il Cagliari e l’Alghero, squadra della sua città natale. Folgorato per colpa di GeorgeBest nel 1991 da una visita al Craven Cottage comincia a seguire ilFulham,E’ convinto che prima o poi andrà a vivere a Londra. Personaggio consapevolmente contraddittorio, da qualche anno segue anche il Brentford e considera i suoi due amori calcistici londinesi perfettamente compatibili…
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