BEES CORNER : Brentford, la sosta al momento giusto?

Come ben sappiamo nel calcio delle chiacchere le soste dei vari campionati per consentire alle varie nazionali i raduni per le partite di qualificazione e le amichevoli non sono troppo ben viste.
Specialmente in Italia, dove le chiacchere sono sempre troppe a tutti i livelli e quasi tutto ormai è sceso al livello di “bar sport”, anche se si ostinano a chiamarli “talk show” ( ma show de che?).
Si suppone che il giocatore in nazionale si possa distrarre, non si alleni come al suo solito col club, si possa addirittura infortunare con relativo danno per la società che in fondo gli paga lo stipendio.

Questo vale naturalmente per squadre che hanno tra le loro fila diversi nazionali che andando in giro per l’Europa, o il resto del mondo, tornano nella migliore delle ipotesi, stanchi.
Non vale per esempio per il nostro Little Old Brentford che annovera (si fa sempre per dire) ben 3 (tre!) giocatori in “odore” di nazionale. Il virgolettato è d’obbligo visto che i 3 in questione la Nazionale l’hanno appena annusata.
Alan Judge ad esempio dei 180’ giocati dalla sua Irlanda contro Germania prima e Polonia poi non ne ha giocato nemmeno uno.
Tanto meglio aggiungiamo noi, visto che in pratica fino ad ora l’Irish Messi è stato per il Brentford l’unico a garantire un po’ di qualità, gara contro il Derby a parte dove ha imbroccato una delle sue rare giornate storte ed è apparso piuttosto stanco. In questo caso ci auguriamo che la nazionale gli sia servita per “staccare” un po’ e ritrovare un po’ di fiducia visti gli imminenti impegni del Brentford e i play-off per Euro 2016 ai quali l’Eire parteciperà.

Lasse Vibe e la sua Danimarca hanno addirittura riposato nell’ultimo turno e nella trasferta con sconfitta in Portogallo  il nostro non era nemmeno in panchina. Anche per lui riposo (speriamo) e tra un mese play-off.

Se poi consideriamo che O’Shaughnessy  è un ragazzo della Academy del Brentford e peraltro la sua nazionale è l’under 21 ecco che alla fine la questione “sosta” non ci tocca o quasi.

Immaginiamo dunque Carsley  impegnato sul Training ground a cercare di mettere ordine in questa squadra che nelle ultime giornate è sembrata davvero non al meglio (eufemismo).
Magari al campo di allenamento si è fatto vedere Matt Benham, “owner” del Brentford e maniaco delle statistiche, a sciorinare qualche numero, speriamo incoraggiante  e di buon auspicio per i ragazzi.
Al di là delle statistiche basterebbe uno dei vecchi buoni consigli del compianto Boskov: “gol si fa tirando spesso in porta”, ma noi ormai viviamo un calcio fatto di laterali bassi e alti, di 4-3-2-1 o altre formulette più o meno magiche che in realtà, come abbiamo ultimamente toccato con mano, magiche non sono affatto.
Tornando ad un calcio di altri tempi c’era un vecchio allenatore che soleva dire: “datemi un portiere che pari, uno stopper che marchi e un centravanti che segni e poi agli altri so io cosa dire”.

Ecco, crediamo  che in questo si sia entrati ”dentro” al problema. Button è un ottimo portiere, a volte lo si può definire grande portiere (sempre in riferimento alla Championship, beninteso), certo è che se  gli avversari sbucano da tutte le parti lui miracoli ne può fare pochi e quei pochi (perché qualcuno ad onor del vero lo fa) non salvano il risultato.
Dello stopper che marchi nel Brentford non c’è traccia. Se lo avessimo avuto già lo scorso anno a quest’ora saremmo in Premier League (quelle che certuni  chiamano  Deanate lo scorso anno ci sono costate almeno 10 punti); Tarkowski è un ottimo partner di difesa ma non un leader; O’Connel va senz’altro rivisto e Bjelland addirittura (per ora) non pervenuto.
Il centravanti che segnava lo avevamo e lo abbiamo venduto al Burnley. Indi per cui….

Al di là di queste considerazioni sono due fondamentali preoccupazioni a toglierci il sonno (si fa sempre per dire) 1 : questa squadra non ha un  leader in campo, Douglas non c’è piu’ e  piu’ di uno lo rimpiange; il capitano Bidwell ha solo 24 anni. Fate voi.
2:  questa squadra non ha un leader in panchina: Dijkuizen poteva diventarlo se gliene avessero concesso il tempo, la proprietà lo ha tolto di mezzo dando la squadra letteralmente al primo che passava di là.
Ora si attende il ritorno dei grandi infortunati, Jota e McEachran su tutti. Ma non dobbiamo dimenticare che anche questi sono ragazzi molto giovani e un conto è giocar bene con la testa libera, un altro caricarsi sulle spalle i problemi della squadra.
Considerando poi che quest’anno, classifica attuale alla mano, non ci  sembra di intravvedere un Blackpool, e nemmeno un Wigan, azzardiamo  che c’è di che preoccuparsi.
we’re Little Old Brentford anyway…

Giancarlo Manunta
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Giancarlo Manunta

Cresciuto nella convinzione che Gigi Riva fosse un suo parente, ha sempre tifato per il Cagliari e l’Alghero, squadra della sua città natale. Folgorato per colpa di GeorgeBest nel 1991 da una visita al Craven Cottage comincia a seguire ilFulham,E’ convinto che prima o poi andrà a vivere a Londra. Personaggio consapevolmente contraddittorio, da qualche anno segue anche il Brentford e considera i suoi due amori calcistici londinesi perfettamente compatibili…
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