BEES CORNER – Brentford: un punto e a capo. C’è mr Smith!

Tanto tuonò che piovve. Lee Carsley voleva lasciare l’incarico con una vittoria ma le  lungaggini organizzative del Club e certe decisioni arbitrali glielo hanno impedito.
Già dopo la vittoria di sabato scorso al Griffin Park contro il Nottingham Lee Carsley aveva annunciato che era contento di lasciare l’incarico con una vittoria per di più davanti al pubblico di casa ma non aveva fatto i conti con le titubanze del suo presunto successore, poi divenuto effettivo, che invece di accettare subito l’offerta del Brentford ha fatto un po’ di “melina” guidando per un’ultima volta il suo Walsall (alla vittoria contro il Bradford City).

Ne è conseguito che ieri sera al Macron Stadium di Bolton Lee Carsley era per l’ultima volta in panchina e Dean Smith (ecco svelato il mistero del new Head Coach) era in tribuna per vedere all’opera i suoi (nuovi) ragazzi.

Doveva e poteva essere una vittoria contro l’ultima in classifica, peraltro afflitta anche da “money problems” ma una vocina dentro di noi ci tormentava dicendoci che siamo nel calcio da troppo tempo per non sapere che certe gare nascondono delle insidie. Puzza di beffa insomma. E beffa è stata, alla fine.
Non certo per il pareggio in sé, un punto in trasferta non si butta mai via a priori, ma per come è venuto.
L’inizio è in scioltezza e ci illudiamo di assistere ad una vittoria spettacolare: già al 10’ il vantaggio con un doppio scambio Swift-Judge che porta il  “loanee” ad una grande conclusione dal limite dell’area: 1-0.
Da li’ in poi, per una ventina di minuti, commettiamo il primo errore di una serata che si dimostrerà stregata concedendo al Bolton di reagire prendendo campo e facendoci chiudere nella nostra metà senza riuscire a ripartire. I Wanderers non creano troppi grattacapi ma prendono coraggio e si rendono conto che in fondo siamo una squadra “normale” e si può giocare. Ecco il nostro errore: farglielo credere.
Ripartiamo (bene) solo una volta al 30’ quando un veloce “breakthrough” porta Vibe solo davanti al portiere: la conclusione a botta sicura è però parata da Amos che si allunga e di piede respinge.

Poi sale in cattedra l’arbitro, il pessimo Carl Boyeson: un entrata assassina di Davies su Diagouraga (da codice penale) viene sanzionata solo con un giallo e al 44’ la perla della serata: un altro scambio Judge-Swift vede il buon John entrare in area palla al piede con un difensore che lo affronta e lo stende: rigore solare che solo l’arbitro, peraltro piazzato bene (what did you see mr Boyeson?)non valuta e anzi  ammonisce Swift    per simulazione. Incredibile.
Quindi un primo tempo che poteva vederci in vantaggio di due o tre gol e in superiorità numerica si conclude col vantaggio minimo e  11 contro undici. Incredibile.

Nella ripresa ci si aspetta che la partita venga chiusa e in effetti non cominciamo male e le occasioni non mancano: Bidwell di testa di poco a lato, Vibe che invece di cercare Yennaris sul secondo palo liberissimo cerca il compagno sul primo e viene chiuso.

La beffa arriva al 65’ quando un corto rinvio di testa di Woods trova al limite dell’area Danns pronto alla battuta: ne esce uno strano tiro che con Button coperto sbatte sul palo e va dentro. 1-1.
Da li’ cominciano i famosi cinque minuti del “mona” (Nereo Rocco docet) in cui il Bolton ci stringe d’assedio in una lodevole reazione d’orgoglio che produce una paratona di Button su mischia sottomisura, 6 corners consecutivi e soprattutto (per chi guarda e ora scrive) tanta ansia. Poteva andar peggio.

Ci riprendiamo un po’ perché, giova ricordarlo, siamo superiori al Bolton e creiamo di nuovo gioco, ma la sensazione è che non segneremo e infatti non lo facciamo. Servono a poco i cambi, tardivi se non addirittura sbagliati: Canos per Wodds andava messo prima (ieri il Ginger Pirlo non ha girato); perché Vibe in campo per 90’? Ad un certo punto era stanchissimo e almeno un quarto d’ora Hoffmann lo meritava; invece entra Kerschbaumer per Swift e perdiamo in qualità, poi anche Saunders per Judge senza che le cose cambino. Due palle gol limpide però le creiamo nel finale ma prima Amos (il migliore dei suoi) fa il miracolo su tiro di Vibe, poi Kerschbaumer ritarda la conclusione da posizione ottima e consente alla difesa di riparare in corner. Serata storta insomma.

Da oggi il nuovo Head Coach Dean Smith sarà alla guida della squadra. Gli auguriamo di proseguire il buon lavoro di Lee Carsley. Anche due anni fa nei primi giorni di dicembre abbiamo cambiato Manager.
Ricordate come è finita?

U Bees!!!

Giancarlo Manunta
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Giancarlo Manunta

Cresciuto nella convinzione che Gigi Riva fosse un suo parente, ha sempre tifato per il Cagliari e l’Alghero, squadra della sua città natale. Folgorato per colpa di GeorgeBest nel 1991 da una visita al Craven Cottage comincia a seguire ilFulham,E’ convinto che prima o poi andrà a vivere a Londra. Personaggio consapevolmente contraddittorio, da qualche anno segue anche il Brentford e considera i suoi due amori calcistici londinesi perfettamente compatibili…
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