BLUES CORNER – Not in our house!

Amici blues un carissimo saluto a tutti voi!
Immagino che molti di voi saranno abbastanza soddisfatti per la prova dei ragazzi, almeno nella seconda frazione, che ha definitivamente negato agli Spurs qualsiasi remota speranza di vittoria del titolo di campione d’Inghilterra.
Mi sono piaciuti i nostri ragazzi, hanno affrontato il derby con carica ed ardore giocando per vincere ma senza scendere in vergognosi episodi di sleale e violenta condotta come hanno fatto quelli là del nord di Londra, che hanno dato l’idea di esser scesi nel west London per menar le mani più che altro.
Siamo subito partiti bene ed abbiamo saputo contenere per gran parte del tempo le loro manovre per poi ripartire.
Abbiamo avuto solo un momento di appannamento e confusione che ci è costato ben due reti.
Questo parziale avrebbe tramortito la squadra in tantissime altre occasioni in questa stagione ma i ragazzi hanno saputo rialzarsi, hanno trovato dentro di loro le giuste motivazioni per ribellarsi ad un destino che li vedeva soccombere umiliati in casa dai nostri acerrimi rivali.
Davvero è mancato poco a che quella meravigliosa striscia di imbattibilità si spezzasse.

Mai sottovalutare il cuore di un campione”, questo diceva un celebre allenatore di pallacanestro americana e questo è forse quello che hanno fatto i nostri avversari che si sono limitati all’intimidazione per provare a zittirci.
Prima Cahill con una zampata in area e poi un super goal di Hazard hanno rimesso in pari le sorti del match.
Decisivo in questo senso è stato l’ingresso di Eden nella ripresa: confesso che visto l’abulico giocatore di questa stagione nutrivo forti dubbi al momento del suo ingresso in campo, ma poi il nostro numero 10 ha saputo smentirmi e sono felice ora di dire che mi sbagliavo.
Mancano due partite, cerchiamo di finire il campionato con dignità.

IL DERBY – Un Tottenham ancora speranzoso di riaprire la corsa al titolo di campione d’Inghilterra scende a Stanford Bridge con l’idea di spezzare la maledizione che fa datare al 1990 la loro ultima vittoria in casa nostra in campionato.
Gli Spurs impostano la partita in maniera molto aggressiva, forse troppo, cercando in ogni modo lo scontro ed il contrasto, anche sleale e ben oltre il consentito, e confondendo in più di un’occasione il calcio con la lotta di strada.
Ma limitiamoci alla cronaca: partiamo meglio noi ed infatti dopo 3 minuti su corner di Fabregas andiamo vicini alla rete con un colpo di testa di Cahill.
Pochi minuti dopo Rose prova a rispondere con una conclusione mancina da quasi 25 metri che però termina alta.
Al 27’ ci prova Son ma il suo sinistro ai limiti dell’area finisce ben a lato alla destra di Begovic.
Pure la conclusione su punizione da 30 metri di Kane alla mezz’ora non ci impensierisce più di tanto.
Ci fa male al 34’ lo scambio tra Eriksen e Lamela che serve Kane in area, il centravanti del Tottenham aggira il nostro Asmir e deposita a porta vuota.
E’ un colpo duro da metabolizzare per noi anche perché con il vantaggio gli ospiti si incattiviscono ancora di più ed iniziano inspiegabilmente a cercar la rissa ad ogni contrasto come Vertonghen con Diego Costa.
Questa situazione ci penalizza: al 43’ Begovic rinvia su Ivanovic a metà campo che però è impreciso nel disimpegno a Mikel, ne approfitta Eriksen per rubar palla e far ripartire l’azione degli Spurs, finalizzata al meglio da Son su passaggio proprio del danese.
Di nuovo dopo la rete gli ospiti risfoderano il gioco violento e scorretto e questa volta è Rose ad usare le cattive maniere su Willy.
All’intervallo siamo sotto 2-0 in casa contro una squadra che i numeri dicono esser la più corretta del campionato ma che in verità si sta rivelando esattamente l’opposto.
La ripresa vede Hazard in campo e gli Spurs che si rendono pericolosi con Kane, ma Begovic si fa trovare pronto.
Al minuto 57’ però inizia la nosra riscossa: corner di Willian e zampata di Cahill che ci sveglia definitivamente dal torpore e dalla rassegnazione.
Nei minuti successivi ci proviamo con intensità ed ardore: al 61’ Willian da solo in area potrebbe fare meglio di una palla morbida piazzata sul secondo palo, preda di Lloris.
Al 73’ Hazard mette un cross basso sotto porta per Costa ma l’insidia viene sventata.
Sul ribaltamento Walker confeziona una buona chance per Mason ed Eriksen ma prima Begovic poi Ivanovic sventano.
Goal sbagliato, goal subito e per noi è sublime: azione personale di Hazard che duetta con Diego per un dai e vai per poi infilare un destro morbido a rientrare nell’angolino alto alla sinistra di Lloris sotto la sir Matthew Harding stand.
Estasi totale per noi, doppia beffa per gli Spurs e complimenti al Leicester di Ranieri.
Da censurare la rissa finale con spintoni ed insulti.


LE PAROLE DEL GUUS –
A fine match Guus Hiddink ha sottolineato come si sia trattato di una sfida molto sentita ed emozionante con alcuni accenni di rissa che non avrebbero dovuto trovare spazio.
La squadra ha reagito bene nella ripresa con un Hazard particolarmente ispirato.
Ottime le prestazioni di Willian e Pedro contro una squadra molto ben allenata ed impostata.
Il nostro manager sottolinea la difficoltà nel recuperare il doppio svantaggio e rivela come abbia ricevuto una chiamata da Ranieri che lo ringraziava per aver bloccato sul pareggio il Tottenham.

LA MIGLIOR ACADEMY CE L’ABBIAMO NOI – E’ stata una pessima annata per la prima squadra mentre i nostri ragazzini continuano a mietere successi: con un perentorio 3-1 ai pari età del Manchester City ci aggiudichiamo per la quinta volta negli ultimi 7 anni la FA Cup.

SUNDERLAND ARE THE NEXT – Sabato 7 maggio alle 16, ora italiana, i ragazzi saranno di scena in trasferta contro i black cats alla disperata ricerca di punti per non retrocedere.

Edoardo Orlandi
@Chels_Italy

Edoardo83

Laureato in giurisprudenza, ama l'antichità classica greco-romana, il basket NBA e la Premier League. Tifa per l'Inter ed il Chelsea

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