BRIGHTON – Dal rischio di fallimento al sogno Premier 20 anni dopo: i seagulls non vogliono svegliarsi

La storia del Brighton & Hove Albion ha radici ultracentenarie; anche se poco conosciuti, soprattutto al di fuori del Regno Unito, i seagulls vantano ben 116 anni di storia,essendo il club stato fondato nel 1901.

Nel corso del secolo passato, però, pochissime sono state le soddisfazioni per i tifosi: nessun trofeo importante e tanti sogni infranti, come la finale di FA Cup persa con l’ Aston Villa nel 1983 (tra l’altro, ultimo anno degli unici 4 nel quale hanno militato in First Division prima di oggi), o lo spareggio per la promozione in quella che sarebbe poi diventata la Premier League nel 1991, dove vennero sconfitti dal Notts County.

A minare ulteriormente l’umore dei tifosi del sud dell’Inghilterra, ci pensò poi, una scellerata gestione societaria, che portò la squadra a rischiare seriamente di precipitare nel dilettantismo nel 1998. Come capita spesso, bisogna arrivare a toccare il fondo per trovare la forza di risalire: così, da lì in poi, il Brighton decise di fare sul serio e si rimise in carreggiata. Il processo è durato anni ed ha attraversato mille difficoltà, ma la stagione scorsa, finalmente, è arrivata la tanto sperata promozione nel campionato maggiore, con un campionato pressochè perfetto chiuso al secondo posto dietro solo alla corazzata Newcastle.

I principali artefici di questo fantastico risultato sono stati il manager Chris Hughton, riconfermato alla guida tecnica anche per questa stagione, che ha saputo mettere in piedi una macchina da guerra in grado di conquistare la promozione con ben 3 giornate di anticipo; e l’attaccante Glenn Murray che, in prestito dal Bournemouth, è stato capace di mettere a segno la bellezza di 23 gol e fornire anche 6 assist in un totale di 45 presenze, cosa che ha decisamente convinto il club a riscattare il giocatore per una cifra attorno ai 3 milioni e mezzo, già a Febbraio, quando il periodo di prestito era ormai terminato.

La società per il momento si sta muovendo con un basso profilo sul mercato estivo, e sembra indirizzata sulla conferma della squadra che tanto bene ha fatto in Championship, più che imbattersi in improbabili quanto illusorie trattative impossibili. L’idea è quella di fare esperienza in uno dei campionati più ardui d’Europa e di centrare una salvezza che sarebbe un buon punto di partenza per un futuro, magari, più ambizioso.