COTTAGERS CORNER – Fulham: La beffa è al 97’!

 

 

Partiamo dalla fine? La partita è Charlton-Fulham. Stai vincendo 1-2 in trasferta e il recupero di 4’ è finito. C’è stato un infortunio a pochi secondi dal fischio finale e per soccorrere l’infortunato non si è giocato, quindi come è giusto l’arbitro accorda un ulteriore minuto di recupero. La situazione migliore per chi deve gestire il risultato: il ritmo (nemmeno forsennato a dire il vero) degli avversari spezzato, si rifiata, ci si piazza e poi alla ripresa del gioco teniamo la palla fino a quando non fischia. Questo in generale. Ma non quando in campo c’è il Fulham, specie se il Fulham è tra le due squadre quella che deve gestire la situazione (leggi squadra matura).
Infatti alla ripresa del gioco il portiere rilancia lungo e la palla è subito persa, l’azione del Charlton si sviluppa con una serie di passaggi tutti di prima, tipico di quando la squadra avversaria è piazzata malissimo, e porta ad un cross dal fondo lungo sul secondo palo che viene impattato magnificamente da Cousins che segna e quindi  pareggia. Tutto ciò in 25 secondi dalla ripresa del gioco. Finita qua?  Quasi. Palla al centro e il Fulham la riperde, un lancio per Watt lo trova quasi a tu per tu con Lonergan e ci vuole un disperato Stearman per impedirgli di segnare ancora. Sarebbe stato davvero troppo. Ma comunque nella normalità del calcio britannico. Oppure tipicamente da Fulham.

A voler essere tecnici a tutti i costi nel replay dell’azione del pareggio si vede benissimo che il Fulham è piazzato malissimo, sia con i centrocampisti sia con i difensori, è altrettanto evidente che mentre l’azione si sviluppa sulla destra, l’esterno destro basso è in netto ritardo su Cousins che ha già “chiuso “ il secondo palo ancor prima che il cross parta (nel replay  si vede il difensore del Fulham che non corre ma “cammina”!), ed è questo che gli consente di impattare in maniera devastante grazie proprio al “passo” di vantaggio sul terzino.
Ma se ci fermassimo a questo tipo di analisi saremmo troppo severi, oltre che noiosi.
Quali altre considerazioni ci spettano quindi? E’ presto detto: per 80’ una sola squadra in campo: il Fulham.
Squadra giovane che gioca un bel calcio arioso, si prende qualche rischio ma quando va avanti fa male agli avversari. Ne sa qualcosa il portiere del Charlton Pope, bombardato nel primo tempo dai vari Richards, Pringle e McCormack. Al di là comunque delle conclusioni a rete, seppur notevoli, a far impressione è la facilità con cui il Fulham riesce a penetrare la difesa avversaria andando se non a concludere, quantomeno ad un passo dalla conclusione. Ad un certo punto è sembrato di rivedere la gara vinta, stravinta, col QPR. La formazione era in pratica la stessa se si eccettua Richards in luogo di Fredericks e Christensen al posto dello squalificato Cairney.
Il gol di Tunnicliffe consentiva il vantaggio minimo al riposo e nella ripresa McCormack (magnifico giocatore, vogliamo ribadirlo) segnava ancora. 0-2. Solo che mancava ancora mezz’ora al termine e qui il nostro caro Kit forse ci metteva del suo nel cominciare a considerare la partita in via di archiviazione: toglieva Pringle uno dei piu’ lucidi nell’aiutare i compagni in difesa e riproporre l’azione di rilancio, e un quarto d’ora piu’ tardi anche Dembelè, forse stanco, che costituiva una minaccia costante per la difesa ospite e lo sostituiva con Woodrow, forse in termini oggettivi piu’ concreto del francese ma assai meno “zanzara”.
In tutto questo lasso di tempo in ogni caso il Fulham teneva bene e andava diverse volte vicino al terzo gol, la puzza di beffa cominciava a sentirsi all’81’ quando da un calcio d’angolo nasceva l’1-2 del Charlton; gol che sembrava rivitalizzare i padroni di casa e che di contro metteva qualche ansia agli ospiti.
Cominciava cosi’ una serie di palle buttate via alla rinfusa, mal gestite a centrocampo, azioni di rimessa concluse troppo frettolosamente (e male).  Veniva sostituito O’Hara, vero cervello della zona nevralgica, uscito al 90’ e dunque assente nel momento decisivo (un caso?chissà), fino all’epilogo già descritto che lascia davvero l’amaro in bocca e che poteva essere anche amarissimo. Due punti persi? Sicuramente. Sicuramente sarebbe stato meglio stare qui  a  commentare una vittoria meritata portata a casa con qualche sofferenza finale.

In definitiva il Fulham continua ad essere una sorta di Dr Jekyll e Mr Hyde, bello da vedere spesso e altrettanto “disappointing” altre volte. Una squadra che sa giocare un bel calcio, a volte davvero gradevolissimo, ma che poi commette quegli errori tipici della gioventù poco esperta nel gestire determinate situazioni che alla fine la rendono “brutta” (vedi anche l’espulsione di Cairney al 35’ del primo tempo sullo 0-0 nella gara infrasettimanale casalinga poi persa coi Wolves).
Ma 2-2 ha detto il campo e 2-2 va accettato. Ne sono certo consapevoli anche  quei 300 tifosi che per la “trasferta” al The Valley hanno scelto il Boat Trip, sul quale, nella via del ritorno avranno brevemente commentato la partita per poi affogare la delusione una volta sbarcati al Putney Pier nel vicino Bricklayer’s Pub.  Visita obbligata  anche in caso di vittoria. No doubts.
Cheers!

Giancarlo Manunta
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Giancarlo Manunta

Cresciuto nella convinzione che Gigi Riva fosse un suo parente, ha sempre tifato per il Cagliari e l’Alghero, squadra della sua città natale. Folgorato per colpa di GeorgeBest nel 1991 da una visita al Craven Cottage comincia a seguire ilFulham,E’ convinto che prima o poi andrà a vivere a Londra. Personaggio consapevolmente contraddittorio, da qualche anno segue anche il Brentford e considera i suoi due amori calcistici londinesi perfettamente compatibili…
Giancarlo Manunta
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