CITIZENS CORNER – Il Pagellone!

Amici Citizens, con la stagione conclusa è tempo di pagellone; passiamo in rassegna la stagione di tutti i giocatori del City in questa difficile stagione che ha visto i nostri beniamini terminare alla seconda posizione dietro al Chelsea campione e senza un trofeo.

Joe HART, 8- Le incertezze mostrate nella scorsa stagione e l’arrivo di un pupillo di Pellegrini come Willy sembravano aver messo a rischio il posto di Hart come titolare della porta del City, invece il numero 1 della Nazionale inglese ha sfoderato una stagione brillante, mostrando sicurezza, limitando al massimo gli errori e salvando la squadra a più riprese. In Premier League ha mantenuto per 14 volte inviolata la sua porta, nessuno come lui, mentre in Champions League si è prima tolto lo sfizio di parare un rigore a Messi e poi ha parato tutto quello che gli passava vicino al Camp Nou.  Stagione eccezionale la sua, premiata con il meritato rinnovo del contratto. Punto fermo di questo club.

WILLY Caballero, 5,5- Arrivato in estate per sfidare Hart come numero 1 del City, il portiere ex-Malaga totalizzerà solo due presenze in Premier (contro Hull e Sunderland) subendo 4 gol (di cui 2 rigori e un autogol) e 4 nelle due coppe inglesi, dove nelle eliminazioni con Newcastle e Middlesbrough non è sembrato pienamente efficace (specie in FA Cup). Insomma, ci si aspettava un miglioramento di Pantilimon, ma molti tifosi rimpiangono il portierone rumeno.

Pablo ZABALETA, 5,5- Quanto mi piange il cuore a dargli un voto del genere, ma il nostro guerriero Zaba, idolo dei tifosi, non ha confermato la bellissima stagione scorsa. Complice forse anche un Mondiale dove la sua Argentina è arrivata fino in fondo, Pablo è sembrato in molte delle partite spaesato, stranamente non concentrato, non efficace sia in attacco che in difesa, anche se verso fine stagione si è ripreso. Stagione troppo altalenante per lui, speriamo si possa riprendere il prossimo anno.

Bacary SAGNA, 5,5- L’ex-Arsenal, arrivato a parametro zero, doveva essere un ricambio naturale di Zabaleta; 15 presenze per lui, ma come per il suo collega argentino non sempre è sembrato affidabile su quella fascia, forse la carta d’identità comincia a farsi sentire anche per lui. Però c’è anche una nota positiva: la bellissima prestazione a Stamford Bridge contro il Chelsea in gennaio, dove è riuscito a limitare al massimo Eden Hazard. Il suo futuro è comunque in dubbio.

Vincent KOMPANY, 5- Una delle più grandi delusioni dell’anno. Reduce da una stagione fantastica, e da un buonissimo Mondiale col suo Belgio, il Capitano ha faticato enormemente nel 2014/15. Sono tantissime, troppe le prestazioni negative, così come la sua non perfetta tenuta fisica, troppe volte al di sotto dei suoi standard abituali. Ricordo errori col Man Utd, con il Liverpool, contro il West Ham. Il litigio avuto con Fernandinho ad Anfield dimostra il nervosismo di chi sa di non aver disputato una stagione soddisfacente, e i suoi errori si sono ripercossi sui suoi compagni di reparto (Mangala in primis). Speriamo che l’estate libera ci riconsegni un Kompany rigenerato. Siamo comunque con te, Capitano.

Martín DEMICHELIS, 6- Forse il miglior centrale del City in questa stagione, uno dei fedelissimi del Manager non ha tradito le sue attese. Tanta esperienza messa a disposizione per la squadra, ha saputo imporsi nella difesa del City di autorità, collezionando bellissime prestazioni soprattutto nel periodo della rimonta (novembre-dicembre), anche se in qualche partita non è sembrato una sicurezza (con la Roma in casa, o ad Old Trafford). Ma la sua stagione rimane comunque molto buona e la società gli ha offerto un rinnovo per un altro anno, forse per fare da chioccia ai giovani che saliranno in prima squadra.

Eliaquim MANGALA, 6- E’ stato difficile dare un voto al difensore francese, ma ho cercato di analizzare la sua stagione senza farmi distrarre dal costo del suo cartellino. La stagione di Managala è stata molto inconstante: il talento c’è, lo si è visto, ma ancora molti limiti su cui bisogna lavorare, e non sembra molto adatto al (pessimo) sistema difensivo di Pellegrini. Eliaquim ha iniziato cancellando Diego Costa nella sfida col Chelsea, poi il sabato dopo ad Hull ha causato un rigore ed un autogol: la sua stagione è stata così. Bellissime prove (Con gli Spurs, con la Roma, le partite di dicembre) alternate a prestazioni orrende (Burnley, derby di Old Trafford, Swansea). Gli dò 6 perchè era comunque la sua prima stagione e quello che dovrebbe essere il suo punto di riferimento in difesa non ha fatto tanto meglio. Da valutare in futuro.

Dedryck BOYATA, 5- Poche presenze per il difensore belga, solo una in Premier, a Sunderland dove si è comportato molto bene, mentre nel Community Shield in Agosto sembrava impresentabile. Si trasferirà al Celtic nella prossima stagione, forse in pochi lo rimpiangeranno.

Aleksander KOLAROV, 6- Dopo un’ottima passata stagione, sembrava dover essere il titolare indiscusso su quella fascia, ma non ha mai raggiunto il top della forma, troppe volte insufficiente nelle sue prestazioni e così Pellegrini gli ha preferito molte volte Clichy. Negli ultimi mesi però si è ripreso ed ha finito con 17 presenze e due belle punizioni con Aston Villa e QPR. Dopo 4 anni al servizio del City, potrebbe cominciare a valutare altre opzioni.

Gaël CLICHY, 6- Vale lo stesso discorso fatto a Kolarov ma al contrario. La stagione scorsa non era stata esaltante per l’ex-Arsenal, e dunque è partito dietro nelle gerarchie del Manager, ma il calo di forma del serbo lo ha favorito e ha sfoderato delle belle e solide prestazioni sulla fascia sinistra nella parte centrale della stagione; in primavera ha cominciato a calare, dopo lo stupido doppio giallo contro il Barcelona all’andata (chissà senza quel rosso come sarebbe andata…) e dopo il disastro nel derby ha di nuovo perso il posto. Anche per lui il suo futuro è da valutare, ma ha qualche chance in più di rimanere.

FERNANDINHO, 7,5- Altra grandissima stagione per questo brillante centrocampista, tra i migliori al mondo nel suo ruolo; dopo una stagione, quella scorsa, giocata alla grande, era difficile riuscire a ripetersi, ed infatti nei primi mesi ha sofferto, un po’ per la concorrenza nel suo ruolo, un po’ perchè risentiva ancora della tragedia sportiva del suo Brasile alle semifinali dei Mondiali (in molti lo hanno addirittura additato come principale responsabile del 7-1 tedesco), ma piano piano è riuscito a riprendersi e a comandare il centrocampo come solo lui sa fare. Il primo a recuperare palla, rilancia l’azione, la supporta e a volte la conclude anche (come col Burnley), l’unico a salvarsi e a lottare nella disfatta di Old Trafford, titolare indiscusso da gennaio in poi. Il centrocampo riparte da lui.

FERNANDO Reges, 6- Prima stagione al City per il mediano brasiliano arrivato dal Porto per sostituire Javi García; nel complesso la sua stagione è risultata buona, soprattutto nella prima parte di stagione dove giocava con continuità e sfoderava prestazioni molto buone. Poi sono arrivati un paio di problemi fisici che ne hanno rallentato l’ambientamento e la splendida forma di Fernandinho (bellissima la prestazione dei due “Fernandi” a Roma nello scontro decisivo nel girone di Champions) che lo hanno relegato in panchina. Dovrebbe comunque rimanere anche per la prossima stagione.

YAYA TOURE’, 5- La delusione dell’anno. Dopo un’estate tribolata, tra torte mancate, minacce di addio, Mondiale deludente e un lutto gravissimo che hanno fatto seguito ad una delle sue migliori stagioni della carriera (20 gol e un dominio totale nelle partite) il nostro Yaya ha pienamente fallito le attese; raramente lo abbiamo visto come nelle splendide giornate di un anno fa, tanta fatica nel centrocampo e quasi mai decisivo come tutti si aspettavano. Ha comunque chiuso con 10 gol in campionato, ma non bastano per salvare una stagione segnata anche da infortuni e Coppa d’Africa (che ha comunque vinto), e sicuramente non bastano per difendere il titolo conquistato un anno fa, ed ora il suo futuro potrebbe anche essere lontano da Manchester.

Frank LAMPARD Jr., 7- Una bellissima sorpresa: quando è stato annunciato il suo prestito per 5 mesi (poi prolungato) dal New York City FC, in molti sono rimasti sorpresi, chiedendosi perchè andare al City dopo una vita passata al Chelsea e cosa avrebbe potuto dare alla squadra di Pellegrini. Invece Lampard, da grandissimo professionista qual è, ha sfoderato una bellissima stagione, dimostrando ai critici di non essere per niente finito. 33 presenze totali (potevano forse essere di più senza quell’infortunio a novembre), 8 goal e grandissimo impegno e dedizione in mezzo al campo hanno aiutato non poco il City. Da film hollywoodiano il suo pareggio contro il Chelsea, emozionante l’ultimo suo goal contro i Saints e il saluto che il popolo del City gli ha tributato. Siamo un club speciale, parola di Frank Lampard.

James MILNER, 7- Grandissima stagione per il tuttofare inglese, forse una delle migliori della sua carriera. Praticamente sempre presente (40 partite in tutte le competizioni) condite con 8 gol e prestazioni incredibili, il più delle volte come migliore in campo. Gol anche bellissimi, come la punizione al 90′ contro l’Hull, pesanti, come la doppietta in FA Cup e i gol a Stoke e Swansea, nelle situazioni di emergenza si è anche riciclato come “false nine” districandosi benissimo. Probabilmente se non ci fosse stato Agüero sarebbe stato un serio candidato per il City Player of the Season award. Peccato che abbia deciso di non rinnovare e da luglio vestirà la maglia del Liverpool. Thanks for all, Jimmy!

Samir NASRI 5- Stagione deludente per il fantasista francese, anche lui molto al di sotto degli standard mostrati l’anno precedente. Condizionato anche dagli infortuni, ha collezionato solamente 31 presenze in tutte le competizioni, 23 in campionato, con soli 3 gol, anche se uno ce lo ricordiamo molto, il bellissimo gol all’incrocio mostrato a Roma, l’unico momento di gioia della sua stagione. Sono mancati i suoi acuti in campionato, un anno sicuramente da dimenticare per lui, e forse potrebbe anche essere stata l’ultima stagione in maglia City.

JESÚS NAVAS, 6,5- Al secondo anno con la maglia dei Blues, l’ala andalusa si dimostra uno dei fedelissimi di Pellegrini, totalizzando ben 43 presenze in tutte le competizioni (favorito anche dai molti infortuni dei suoi colleghi di reparto). Navas ha giocato una discreta stagione, forse leggermente peggio rispetto all’anno passato, forse perchè non è più una novità per i difensori inglesi, ma è comunque riuscito a sfornare ben 8 assist, nessuno più di lui in squadra. Peccato per lo zero nella casella dei gol in Premier: forse ci avrebbe potuto aiutare molto di più, ma la sua stagione rimane comunque positiva.

DAVID SILVA, 7- Su di lui persino lo Zanichelli sembra povero di aggettivi. Altra bellissima stagione per il fantasista spagnolo, che si conferma sempre di più tra i fuoriclasse di questo sport. 12 gol in Premier League lo fanno come secondo marcatore dietro ad Agüero, e la cosa fa abbastanza scalpore visto che di norma il suo lavoro è quello di far segnare gli altri. Grande professionista, massimo impegno in ogni partita, prestazioni monstre nel 75% dei match, nonostante un lungo infortunio tra novembre e dicembre. Il nuovo City deve ripartire da lui. God bless David Silva.

Scott SINCLAIR, sv- Solo due presenze per l’ala inglese, mai nelle grazie di Pellegrini, ed a gennaio ceduto all’Aston Villa.

Sergio KUN AGÜERO, 8,5- 32 gol in 37 presenze totali, 26 gol in 29 presenze in Premier League, 6 gol in 6 presenze in Champions League. Superati i 100 gol con la maglia del City. Basterebbero questi dati a giustificare il voto dato al campione argentino, lui che non solo si è confermato sugli standard dello scorso anno, ma è riuscito anche a fare meglio. Mai me lo ricordavo così letale, così freddo sottoporta. Non si è mai arreso in tutta la stagione, e tutti noi ci rammarichiamo per quell’infortunio subito con l’Everton e mai completamente superato almeno fino a marzo. Insomma stagione superlativa per lui, conquistando meritatamente il Golden Boot come capocannoniere di Premier, mentre abbiamo ancora negli occhi la sua tripletta a Neuer e al Bayern München in Champions. E’ già leggenda.

Edin DŽEKO, 4,5- Delusione totale. Lo scorso anno i suoi gol, soprattutto sul finale di stagione, ci hanno permesso di vincere il titolo, mentre quest’anno sono solamente 6 i gol totali, di cui 4 in Premier dove è sceso in campo appena 22 volte. Numeri che non sono minimamente sufficienti per un attaccante come lui. Dopo l’arrivo di Wilfried Bony, le sue presenze sono cominciate a calare e dopo la metà di marzo non si è praticamente mai visto in campo. Il City potrebbe pensare anche ad una sua cessione, anche se lui ha recentemente dichiarato di voler restare. L’estate porta consiglio…

Stevan JOVETIĆ, 5- Aveva iniziato molto bene, un’ottima pre-season, titolare nella prima a Newcastle, poi la bellissima e decisiva doppietta al Liverpool, e tutti ormai pensano: finalmente al City è arrivato Jovetić! Invece dopo una prima parte comunque discreta (altri 3 gol, di cui al Sunderland con un bellissimo tacco) si spegne piano piano, complici i soliti infortuni e le grandi prestazioni di Milner. Alla fine saranno solo 5 i gol in totale, su 17 presenze. Ci si aspettava di più, perchè le premesse erano di una grande stagione, invece c’è stata addirittura l’esclusione dalla lista Champions per far spazio al neo arrivato Wilfried Bony. Il suo futuro è un’incognita. Però quella sua doppietta al Liverpool…

Wilfried BONY, 6- Arrivato a gennaio allo Swansea, i primi 5 mesi di Bony al City sono abbastanza ingiudicabili, perchè ha saltato un mese e mezzo causa Coppa d’Africa e un altro mese causa infortunio, in totale sono 7 le presenze, per la maggior parte da subentrato, con due reti (al WBA e quella bellissima allo Swansea), dunque si prende un 6 “politico”, il suo acquisto verrà valutato nella prossima stagione. Ha comunque fatto vedere buone cose, ha fisicità, dimostra di saper dialogare con i compagni, Agüero su tutti, e dunque se giocherà con continuità potrà essere un’arma in più per il prossimo anno.

JOSE’ POZO, sv- Solo 3 presenze per il piccolo ma talentuoso attaccante spagnolo, utilizzato causa penuria di attaccanti nel mese di dicembre. Con l’Everton ha anche sfiorato il gol, il talento c’è ma deve adattarsi ai ritmi e alla fisicità della Premier.

Manager, Manuel PELLEGRINI, 6- La stagione è stata una delusione, vero, ma è troppo facile dare tutte le colpe a Pellegrini. Il cileno ha fatto salti mortali per cercare di avere una rosa adeguata alla difesa del titolo, dal mercato limitato causa sanzioni del Fair-Play finanziario (anche se alcuni acquisti come Sagna o Willy potevano anche essere evitati), alla scarsa forma di molti uomini chiave (Kompany, Yaya Touré, Zabaleta, Nasri, Džeko…), fino alla solita sfilza infinita di infortuni. Il City stava andando benissimo nella prima parte, poi da gennaio è iniziato un tracollo a livello fisico e mentale che ha raggiunto il suo picco nel Derby dell’Old Trafford. A suo merito va detto che è riuscito a quel punto a salvare il salvabile, con 6 vittorie consecutive chiudendo secondo che ad un certo punto mi sembrava impossibile, ma non c’è stata da gennaio una vera lotta al titolo; abbiamo abdicato troppo presto. Pesano e non poco anche le due eliminazioni nelle due coppe inglesi contro squadre di molto inferiori a noi, mentre la solita fortuna dei sorteggi europei ha colpito anche quest’anno, contro un Barcelona così forte c’era ben poco da fare. Insomma, più che dare la colpa al manager io dico che i principali responsabili sono i giocatori, che non hanno raggiunto standard sufficienti. Pellegrini dovrebbe rimanere anche il prossimo anno, una scelta che io condivido, e si può cominciare con una mini rivoluzione nella rosa; con dei nuovi e giovani elementi potremmo tornare a vincere.

Non mi resta dunque che salutarvi e augurarvi di passare delle buone vacanze, ma non rilassatevi troppo: l’8 Agosto si ritorna in campo. C’mon City!!

Alessio Angelucci, Italian Blue Moon