CITIZENS CORNER – La fine di una stagione fallimentare

Amici Citizens, l’essere usciti dall’ultimo trofeo disponibile taglia le gambe all’entusiasmo, ma è proprio ora che dobbiamo farci coraggio e tornare a credere, aihmé nella prossima stagione. Ma  c’è ancora il derby da giocare. 

ARSENAL-CITY: Nei primi 45′ la squadra di Guardiola comanda il gioco e cerca la via del gol tramite il possesso palla, i Gunners sono costretti a giocare di rimessa. Al minuto ventidue il City è costretto  ad effettuare il primo cambio, Silva esce a causa di un contrasto con Gabriel, al suo posto entra Sterling. L’Arsenal si rende pericoloso sui calci piazzati e Koscielny riesce ad insaccare sfruttando una torre di Giroud, ma l’arbitro annulla giustamente per fuorigioco. Anche i Citizens si vedono annullare un gol: Sane crossa, la palla attraversa la linea di fondo secondo il guardalinee ed il tap-in vincente di Sterling è inutile. Match che porta con se anche episodi dubbi da entrambe le parti, l’Arsenal reclama un rigore per una trattenuta di Navas su Sanchez, mentre i Citizens lamentano un tocco di Chamberlain su Aguero in area di rigore.

La ripresa inizia con le squadre molto cariche e lo stadio si infiamma. L’Arsenal spinge, ma si scopre e al minuto 62, Yaya Toure lancia Aguero, l’argentino è perfetto e supera Cech con un delizioso colpo sotto. L’Arsenal reagisce e trova il pareggio con un inserimento sul secondo palo di Monreal, che di destro firma l’uno a uno al minuto 71. I Citizens nel finale sono molto sfortunati e colpiscono due legni, con Toure prima e con Fernandinho poi.

Nel primo supplementare Guardiola è costretto al doppio cambio per gli infortuni di Fernandinho ed Aguero, ai quali subentrano Delph e Fernando, con conseguente cambio di modulo. Ma è l’Arsenal che trova il gol, grazie ad una zampata di Sanchez al minuto 102. Non accade molto nei secondi quindici minuti dei supplementari, l’Arsenal riesce a gestire bene e l’Arsenal è in finale.

ANALISI: Ancora una volta siamo stati noi a “regalare” la partita all’Arsenal, o meglio, è stato Guardiola. Pep aveva preparato discretamente bene la gara, ma non l’ha letta bene durante i 90 minuti (e poi i supplementari). L’errore principale è stato non riuscire a gestire il vantaggio (parole sentite troppo spesso, tra l’altro sopratutto il precedente incontro con i Gunners). Perché non ha senso lasciare in campo 4 attaccanti quando il centrocampo si trova “sulle gambe” e gli avversari superavano la prima linea di pressing (troppo) facilmente arrivando a puntare la difesa.

Ma ovviamente non tutte le colpe sono di Guardiola, perché ancora una volta si è messa in mezzo la sfortuna: prima abbiamo perso Silva per infortunio, un assenza pesantissima per il fondamentale ruolo di regista avanzato che svolge; e poi ci siamo visti, ingiustamente, annullare un gol regolare.

Ancora una volta, ancora contro l’Arsenal, abbiamo preso un gol su palla inattiva, forse qualcosa andrebbe rivisto. Anche i calci piazzati offensivi lasciano molto a desiderare.

Durante i 120′ il City ha lanciato lungo ben 70 volte (come l’Arsenal) vincendo però solo il 38% dei duelli aerei, di solito questo non succede ad una squadra di Pep. Si sono viste solo corse a folate in avanti, niente possesso palla a cercare superiorità numerica (ma solo fine a sé stesso) e sopratutto niente pressing sul breve per recuperare palla (pressing troppo disorganizzato).

Infine Pep ha difeso i giocatori per la buona prestazione, come sempre durante la stagione, anche quando la prestazione non è stata all’altezza. Forse un po’ di critica sarebbe servita.

Lorenzo Cracchiolo

Studente, amo la tattica applicata al calcio e i bei ritmi della premier!