CITIZENS CORNER – L’ennesimo passo indietro

Amici Citizens,  sarà un Natale amaro in casa City, dopo la sconfitta all’Emirates Stadium contro la rivale più agguerrita per il titolo: l’Arsenal si impone 2-1 ed è l’ennesimo passo indietro di una stagione che nell’ultimo mese e mezzo ha visto più delusioni che gioie. Arriviamo a Natale con 4 punti di ritardo dai Gunners, 6 dalla capolista Leicester e una marea di incertezze, di dubbi per il futuro.

IL MATCH- Recupera Agüero dal primo minuto, non Kompany. Pellegrini sorprende tutti e schiera Delph al posto di Sterling. Nell’Arsenal ci sono assenze pesanti, come quelle di Alexis Sánchez e di Santi Cazorla. Il City comincia il match in grande stile, grande controllo del possesso palla e la sensazione di colpire da un momento all’altro; De Bruyne è ispirato e chiama Čech alla parata, poi viene lanciato da Agüero in campo aperto, ma il belga impiega troppo a decidere se tirare o passare in mezzo a David Silva e il suo destro sfila fuori a pochi metri dal palo. E’ il turning point del match, perchè poco dopo l’Arsenal supera per la prima volta la trequarti offensiva e trova il vantaggio con uno splendido di Walcott servito da Mesut Özil. Il gol spegne il City, che va in totale confusione, mentre i Gunners prendono coraggio; un errato disimpegno di Mangala permette a Mesut Özil di lanciare Giroud, il cui tiro passa sotto le gambe di Hart (poco reattivo qui) per il 2-0 che chiude il primo tempo. 2 tiri, 2 gol.

ASSALTO INUTILE- Nella ripresa Pellegrini inserisce Sterling per Delph nella speranza di rimontare. Ci alziamo di molto esponendoci però al contrattacco dell’Arsenal e per due volte Campbell ha la palla del 3-0: prima spara alto da buona posizione, poi Hart di piede gli dice di no. E noi? Due colpi di testa di Agüero (per il resto in ombra) parati facilmente da Čech, un tiro di Sterling che non crea problemi al portiere ceco. Invece Hart ha del gran lavoro da fare e stoppa Ramsey dopo una bella azione. Entrano anche Wilfried Bony e Jesús Navas, e l’andaluso avrebbe anche una mezza occasione per segnare, ma il gol della bandiera lo trova Yaya Touré con un sinistro imparabile all’incrocio dei pali. Il gol sveglia il City che prima rischia con Ramsey, poi ha l’occasione di pareggiare ma Bony, De Bruyne e Yaya Touré sono imprecisi. Assalto infruttoso, e l’Arsenal esce vincitore per 2-1.

ANALISI- Non sembriamo una squadra che vuole vincere il titolo. Lo dicono i numeri: senza vittorie in trasferta dal 12 settembre, solamente 2 gol away nelle ultime 5 partite, 5 sconfitte in Premier League prima di Natale (nessuno è mai riuscito a vincere il titolo perdendo così tante partite prima del 25 dicembre), nessun clean sheet quando manca Kompany. Lo dice l’atteggiamento: il City all’Emirates è durato 30 minuti, fino al gol di Walcott, poi il blackout e via con errori elementari che puntualmente vengono puniti; in difesa l’assenza di Kompany si fa giorno dopo giorno sempre più pesante, con un Mangala sempre in vena di errori e Otamendi che sta perdendo certezze. Anche a centrocampo abbiamo sofferto: tanti i palloni persi da Fernandinho e Yaya Touré, Silva mai entrato in partita, mentre De Bruyne è andato via via spegnendosi. Una squadra che vuole vincere il campionato non dura 30 minuti e perde la testa dopo un gol subito; abbiamo avuto davanti un Arsenal tutt’altro che fenomenale, ma che aveva una voglia di vincere enorme, al contrario di noi. Ora si fa dura, perchè in questa Premier non c’è nulla di scontato e le brutte sorprese possono capitare ovunque, ma bisogna ricominciare a trovare il gioco, a ritrovare le nostre certezze e la fiducia nei nostri mezzi: solo così potremmo lottare per il titolo, a partire dalla sfida del Boxing Day con il Sunderland e la complicatissima trasferta di Leicester, un Natale caldissimo… C’mon City!

Merry Christmas to all City fans!!

Alessio Angelucci, Italian Blue Moon