COTTAGERS CORNER – Fulham: provaci ancora Kit!

C’eravamo lasciati la scorsa settimana con un tutto sommato positivo bilancio dei primi 12 mesi di Kit Symons “in charge” al Craven Cottage. Ciononostante  abbiamo assistito ad una serie di “pezzi” da parte di un certo tipo di stampa presunta specializzata (in “boutades” ci verrebbe da aggiungere) sullo stesso ormai stucchevole motivetto del “Kit Out”.

In poche parole se il Fulham non fa punti nelle prossime due partite (Boro e Leeds) il buon Kit fa le valigie.
Con l’aggiunta che, sempre secondo detta stampa, le valigie di Kit erano già pronte un mese fa e che solo il rotondo 4-0 nel derby con il QPR  ne ha ritardato la chiusura. Poi il rovescio casalingo col Wolverhampton e soprattutto il pareggio esterno 2-2 con il Charlton, ottenuto sciupando due gol di vantaggio, avrebbero rinnovato le perplessità del Board e fatto tornare d’ attualità il discorso “zaino”. “Sack” per i più addetti che sanno l’inglese.

La trasferta nel profondo Yorkshire industriale di Middlesbrough, città che richiama sinistra una delle pagine più nere dell’italica pedata, non serve a chiarire le idee di chi crede di averle annebbiate.
Lo 0-0 finale anzi continua a scavare il solco tra le fazioni del “Kit Out!” e del “Keep Kit”. Per dirla con una metafora consunta ma sempre efficace: il bicchiere è mezzo vuoto. O mezzo pieno.

Alla vigilia lo 0-0 poteva essere un risultato sottoscrivibile, il Boro in casa ha un ottimo “score”, ha una buona, buonissima rosa di giocatori, quasi tutti antipatici come il loro allenatore (non per caso forse ex allievo di Mourinho), e soprattutto punta dichiaratamente alla Premier  League, peraltro come altre 6 o 7 squadre di Championship, perché evidentemente non si accontentano di essere antipatici, vogliono anche essere presuntuosi. Giusto per non farsi mancar nulla. Gli abbondanti spazi vuoti sugli spalti del Riverside Stadium testimoniano  palati fini e che il Fulham (evidentemente) non è il Man Utd.

Alla fine dei 90’ però lo 0-0 finale lascia un filo di amaro in bocca. Probabilmente ad entrambe le formazioni. Ma noi pensiamo a noi. Come è giusto.
Si affrontavano due tra i migliori reparti offensivi della categoria, quindi era lecito aspettarsi una gara scoppiettante. Il pareggio ad occhiali  invece rispecchia l’equilibrio in campo ma vorremmo essere perdonati se pecchiamo per una volta di faziosità e diciamo che le migliori occasioni sono state nostre.

Symons presenta un undici di partenza dove Garbutt prende il posto di Husband a sinistra e Burn quello di  Ream al centro della difesa. Christensen continua a sostituire Cairney ancora squalificato a centrocampo e per il resto la squadra è quella del The Valley. In panchina si rivede Scott Parker, tornato a disposizione dopo il lungo infortunio.
Il primo tempo è molto bloccato, il Boro spinge ma i pericoli per Lonergan sono molto limitati, noi non riusciamo quasi mai a ripartire bene anche se c’è una situazione un po’ confusa in area locale dove i nostri chiedono addirittura il  rigore per un presunto fallo su Dembele.

Nella ripresa la falsariga è la stessa, ma noi usciamo piu’ spesso e piu’ decisi dalla nostra trequarti con Pringle e O’Hara sempre sul pezzo e il magnifico McCormack a dare una grossa mano come sempre a tutti.
Corriamo qualche rischio ma non è Lonergan a fare grandi parate bensì un ottimo filtro di centrocampo a far arrivare poco agli avanti avversari e quel poco abbastanza “sporco” e quindi poco giocabile.
In particolare segnaliamo un provvidenziale quanto disperato intervento di O’Hara pronto ad immolarsi al limite dell’area su un tiro a botta quasi sicura  dell’ex Udinese Fabbrini che se fosse passato avrebbe certo creato qualche grattacapo al buon Lonergan.

Dall’altra parte la sensazione è che con un pochino di convinzione in più si possa far male alla difesa avversaria, un gran tiro di McCormack viene miracolosamente parato dal portiere e sono almeno due le azioni non concluse per un soffio.
Qui i detrattori di Kit avranno di cui argomentare perché a metà ripresa ci sarebbe lo spazio per osare qualcosina in più. Infatti le possibili e potenziali sostituzioni sono 3: Parker al posto di un O’Hara che ha speso molto, Woodrow in luogo di un evidentemente stanco Dembele, Kacaniclic al posto di Christensen.
Nessuna viene effettuata probabilmente perché Kit punta decisamente al pareggio e teme la beffa nel finale. Le uniche sostituzioni sono quella di Fredericks al posto di Christensen a 10’ dalla fine (quasi incomprensibile) e quella forzata di Lonergan in porta per colpa di un risentimento muscolare.
La temuta beffa nel finale non arriva, anzi è McCormack al termine di un ottimo contropiede a concludere alto da ottima posizione,  e ci portiamo a casa un pareggio meritato sì ma che con un pochettino di coraggio in più poteva essere una vittoria che avrebbe rappresentato il “colpaccio” della giornata.
Ora due partite casalinghe con Leeds e Reading. E’ aperto il dibattito su cosa ci si aspetta da due gare così impegnative: chi pretende 6 punti, chi dice che una vittoria (3 punti) è meglio di due pareggi, chi invece, come noi personalmente, si “accontenterebbe” di 4 punti.
Con una pregiudiziale: che i primi 3 arrivino stasera…..

Play it  again Kit !

Giancarlo Manunta
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Giancarlo Manunta

Cresciuto nella convinzione che Gigi Riva fosse un suo parente, ha sempre tifato per il Cagliari e l’Alghero, squadra della sua città natale. Folgorato per colpa di GeorgeBest nel 1991 da una visita al Craven Cottage comincia a seguire ilFulham,E’ convinto che prima o poi andrà a vivere a Londra. Personaggio consapevolmente contraddittorio, da qualche anno segue anche il Brentford e considera i suoi due amori calcistici londinesi perfettamente compatibili…
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