COTTAGERS CORNER – Quale Fulham è quello vero?

Ci sarebbe di che esser soddisfatti. In effetti lo siamo. Avevamo auspicato 4 punti (come minimo) per le due gare casalinghe, una a metà settimana col Leeds e una nel sabato canonico ancorchè in uno strano orario, e in effetti 4 punti sono arrivati. Personalmente non ce li aspettavamo in questa sequenza; nel senso che i primi 3 nei nostri onirici piani personali dovevano arrivare dalla gara col Leeds, fresco di cambio di allenatore e presumibilmente sotto choc, per poi presentarci sempre al Cottage contro il Reading, vicecapolista, a giocarci le nostre chances.

Ma il Fulham non sarebbe il Fulham se facesse ciò che ci si aspetta. Perciò per restare fedeli alla sindrome del Dr. Jekyll contro il Leeds abbiamo fatto il punticino meritando di perdere, mentre contro il Reading abbiamo sfoderato una partita che al Cottage non si vedeva da tempo. Quale Fulham è quello vero?

Procedendo con ordine, la gara contro il Leeds era quella sulla quale si puntava maggiormente, intanto perché venendo da un buon risultato in trasferta (Boro) era lecito attendersi una conferma dei progressi della squadra, eppoi anche perché si affrontava al Cottage una squadra con evidenti problemi che veniva peraltro da 3 sconfitte di fila, sconfitte costate il posto a Uwe Rosler, il cui destino sembrava segnato da inizio stagione, prova ne sia il fatto  che le sue “odds” erano sempre state basse tra i bookmakers per chi scommetteva su di lui nel “next to be sacked”.
Ciò detto l’inizio gara era buono e si metteva abbastanza bene quando Dembele segnava il gol del vantaggio al 23’. Da li’ in poi la squadra sembrava accontentarsi e pian piano veniva fuori il Leeds, vuoi per questioni di orgoglio professionale, vuoi anche per la spinta che i calorosi 5000 venuti dallo Yorkshire fornivano, nonostante tutto, ai giocatori in campo. E sebbene il pareggio giungesse  solo su penalty al 64’, con Lewis che “rischiava” davvero di respingere il rigore del  neozelandese Wood, il Leeds cominciava  a credere nel colpaccio  mettendo  alle corde la difesa di casa, con Lewis che per due volte faceva il miracolo (autentico) su Antenucci e piu’ in generale con una squadra  (la nostra) che ad un certo punto badava  piu’ a resistere per il pareggio che a cercare di ripartire per cercare la vittoria.
L’inguaribile ottimista che è in noi vede il bicchiere mezzo pieno e considera che quest’anno ben piu’ di una volta abbiamo concesso gol agli avversari nel finale. Questa volta no e,  come subito dopo anche lo stesso Kit ammetterà negli spogliatoi, “we must be thankful for the point”.

Tutta un’altra storia la partita contro il  Reading tre giorni dopo. Symons fa 4 cambi, al centro  della difesa torna Ream per Burn, a metà campo fuori Pringle e O’Hara (che non vanno neanche in panchina) per una linea composta da Fredericks (era ora!), il rientrante Cairney, Tunnicliffe e Christensen. In avanti Dembele con il magnifico McCormack a fare un immenso lavoro di raccordo tra centrocampo e attacco.
I cambi diventano cinque quando al 37’ Kacaniclic deve entrare al posto di Richards infortunato con conseguente spostamento di Fredricks sulla linea di difesa e Christensen a destra. Lo svedesino va a sinistra.
Si era a quel punto già sotto 0-1 per il bel gol di Piazon al 13’ ma il Fulham non aveva demeritato e , a parte una certa abulia in certi momenti, la squadra sembrava viva e cercava di ribattere colpo su colpo ad un Reading che sul piano del palleggio sembrava avere qualcosina in piu’.
Il patatrac avveniva ad inizio ripresa, quando un appoggio sconsiderato all’indietro di Cairney trovava l’ex Orlando Sa pronto ad infilarsi in area  e a battere Lewis con un bel diagonale. 0-2 e game over? Poteva essere. Ma qui salta fuori il Fulham che non ti aspetti. Il gol subìto è una frustata e alla ripresa del gioco sembra di vedere l’Olanda nel primo minuto della finale di Monaco ’74. Non abbiamo contato i passaggi consecutivi ma il presidio della metà campo avversaria è in forze e soprattutto quelli del Reading non la toccano mai. Dal limite dell’area con una bella girata conclude Ross McCormack.1-2 e gara riaperta.
Passano 4 minuti scarsi e l’arbitro ignora un clamoroso “handball” in area ospite, fortuna che nel proseguo dell’azione Christiansen mette in mezzo basso trovando Dembele pronto alla deviazione sotto misura.2-2.
Reading sotto choc che sprofonda. Graziato dall’arbitro che ferma per offside (inesistente) McCormack lanciato a rete da un profondo lancio di Fredericks, ma punito da Kacaniclic che dopo uno scambio con Dembele si “beve” la difesa e batte con un preciso rasoterra il portiere avversario. Da 0-2 a 3-2 in 6’.
Cottage in visibilio e noi con esso.
La vocina antipatica che ci ricorda che manca piu’ di mezz’ora al termine e  che col Fulham non si sa mai, viene zittita intanto da una prestazione che continua ad essere costante nonostante il vantaggio: la reazione del Reading non c’è, la squadra sembra “sparita” dal campo, e poi al 74’ da un doppio scambio Dembele-McCormack con lo scozzese che con un colpo di tacco delizioso smarca il francesino in piena area per il 4-2. Game over. Nel finale c’è ancora spazio per un’azione insistita di McCormack (prestazione da incorniciare, come quasi tutte quelle dello scozzese) che si vede negare il gol da un salvataggio sulla linea dopo aver mandato in tilt la difesa ospite. Partita memorabile.

Where do we go from here? Dove possiamo arrivare? Kit Symons per il momento allontana i fantasmi e parla piu’ o meno apertamente di zona play-off. Siccome ci piace correre sul filo del paradosso proviamo a immaginare le due prestazioni capovolte (grande prestazione e partita col Leeds, poi gara mediocre col Reading): ci viene il sospetto  che certi  “entusiasmi” sarebbero un pochino differenti. Passateci l’eufemismo. I “Kit Out” si sprecherebbero.

La conferma, manco a dirlo è attesa già sabato a Bristol, dove una squadra con ambizioni non può certo lasciare punti.

But we are Fulham….o no?

Giancarlo Manunta
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Giancarlo Manunta

Cresciuto nella convinzione che Gigi Riva fosse un suo parente, ha sempre tifato per il Cagliari e l’Alghero, squadra della sua città natale. Folgorato per colpa di GeorgeBest nel 1991 da una visita al Craven Cottage comincia a seguire ilFulham,E’ convinto che prima o poi andrà a vivere a Londra. Personaggio consapevolmente contraddittorio, da qualche anno segue anche il Brentford e considera i suoi due amori calcistici londinesi perfettamente compatibili…
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