FOCUS – 1993/94, NEPPURE UNO SHEARER DA URLO BASTA A FERMARLI: RED DEVILS DOMINATORI ASSOLUTI!

La Premier League 1.0 è andata in archivio al termine di una bagarre bellissima, che si è risolta soltanto all’ultimo respiro in favore del Manchester United di Alex Ferguson. Il football d’Oltremanica prova a rialzare la testa dopo anni bui e lo stesso tenta di fare la società inglese. Dal punto di vista politico, la situazione continua tuttavia ad essere piuttosto sconfortante. Dopo il grande successo alle elezioni del ’92, il capo del governo John Major è già sulla graticola, con un numero di consensi sceso vertiginosamente. Sul versante politico opposto, i laburisti non se la passano meglio e brancolano nel buio, non rappresentando un’alternativa governativa credibile; il partito, in sostanza, è ben lontano dalla svolta di successo che imporrà Tony Blair col suo nuovo corso. Ad accendere l’entusiasmo del popolo inglese ci pensa, così, la musica. Dai sobborghi nascono i primi focolai di un movimento che a metà degli anni Novanta occuperà la scena nazionale ed internazionale: il Britpop. La stampa britannica cerca in tutti i modi di spingere al successo le nuove band che stanno sorgendo, nel tentativo di riportare in auge l’immagine del proprio paese anche agli occhi del resto del mondo.

Uno dei gruppi musicali più sponsorizzato è quello dei Suede, che ottengono le copertine dei giornali specializzati ancor prima di pubblicare il loro singolo di debutto e col loro primo album raggiungono direttamente la vetta delle classifiche britanniche nell’aprile del 1993. I Blur di Damon Albarn e Graham Coxon, invece, lavorano al terzo album, Parklife, che vede la luce nella primavera del 1994 e certifica il successo definitivo della band londinese grazie a pezzi come Girls & Boys e la “title-track” Parklife. Nel maggio del 1993, arriva intanto la grande occasione per gli Oasis dei fratelli Gallagher. I litigiosi Noel e Liam vengono invitati, insieme al resto della truppa, a suonare in un locale di Glasgow. La band impressiona il produttore Alan McGee, che decide di offrire il primo contratto a coloro che negli anni successivi, proprio insieme ai Blur, scriveranno la storia del Britpop, in una battaglia su cui i tabloid inglesi non stenteranno a gettare sempre più benzina sul fuoco per ravvivare l’immagine della cultura inglese verso l’esterno.

Torniamo al calcio ora e, in particolare, alla seconda edizione della Premier League. Ai nastri di partenza troviamo tre new entry provenienti dalla First Division: Newcastle, West Ham e Swindon Town. Il Manchester United si presenta alla nuova stagione da campione in carica e assoluto favorito per la vittoria finale. Il mercato, grazie ai proventi dei diritti televisivi, continua ad offrire operazioni scoppiettanti e costose; i Red Devils mettono a segno un grande colpo acquistando un giovane centrocampista irlandese tutto muscoli del Nottingham Forest: Roy Keane. Grazie ai 3.75 milioni di sterline spesi da Ferguson, Keane diventa anche l’acquisto più costoso nella storia del calcio inglese. Altre operazioni di rilievo, che superano il milione di sterline, riguardano David White, David Rocastle e, soprattutto, Tim Flowers. Il portiere passa dal Southampton al Blackburn per la cifra di 2.5 milioni di sterline; è un record, mai nessun portiere era stato pagato tanto da un club della terra d’Albione.

L’8 agosto del 1993 si parte. Dopo cinque giornate il Manchester United è già padrone, comandando la classifica a quota 13 punti tallonato da Liverpool e Arsenal. Il settimo turno regala, tuttavia, una grande sorpresa. A Stamford Bridge si sfidano un Chelsea piuttosto malandato e l’imbattuto United di Ferguson. Tutto lascia presagire che non ci sarà storia ma Gavin Peacock non la pensa esattamente così e al 17’ sigla il gol che decide il match in favore dei Blues. Il ko londinese non lascia, comunque, strascichi nello spogliatoio dei Diavoli Rossi, tanto che alla decima giornata i punti di vantaggio sull’Arsenal salgono addirittura a cinque. Settimana dopo settimana, la stagione appare sempre di più una passerella trionfale per i ragazzi di Ferguson, che il 20 novembre 1993 battono ad Old Trafford il Wimbledon dell’idolo della Gialappa’s Band John Fashanu per 3-1 e volano a +11 sull’Aston Villa, divenuto primo ormai nel campionato degli ‘umani’. La grande delusione è rappresentata dai Rovers di bomber Shearer, settimi e protagonisti di un campionato piuttosto anonimo fino a questo punto della stagione.

A Ewood Park suona però la sveglia e da questo momento in poi la squadra di Kenny Dalglish inizia a volare. Alla ventesima giornata, infatti, il Blackburn si prende la seconda piazza in coabitazione col Leeds United e non la lascia più. Il Manchester United è comunque lontanissimo, visto che sono addirittura 13 i punti che separano le due squadre. Eppure in pochi mesi tutto sarebbe clamorosamente cambiato. La svolta avviene il 5 marzo del 1994. Trentaduesima giornata. I ragazzi guidati da Ferguson fino a questo momento hanno stradominato la Premier, schiacciando praticamente chiunque capitasse sulla propria strada. Fino ad ora, appunto. Ad Old Trafford arrivano, infatti, quel Chelsea e quel Gavin Peacock che nel girone di andata hanno condannato lo United ad un’incredibile sconfitta, peraltro rimasta l’unica in tutto il campionato. Accade l’inimmaginabile. I Blues di Glenn Hoddle passano a Manchester e a condannare Alex Ferguson ci pensa ancora una volta lui: Gavin Peacock! E’ una storia assurda, sembra uno scherzo architettato alla perfezione, eppure è tutto vero. Il Blackburn accorcia ma resta comunque ancora lontanissimo, a ben 10 punto dallo United capolista.

Da questo momento in poi, però, qualcosa cambia. I meccanismi sin qui perfettamente oliati della macchina da guerra di Ferguson si inceppano. Nei due turni successivi, infatti, i Red Devils impattano sia contro l’Arsenal che contro il neopromosso Swindon Town; dall’altra parte, invece, il Blackburn, trascinato da un super Alan Shearer, batte West Ham e Sheffield Wednesday. A otto giornate dalla fine i punti di distacco diventano soltanto sei. Tutto si riapre. Ciò che soltanto fino a un mese fa sembrava fantascienza ora è possibile. La brava gente del Lancashire inizia a crederci e con loro la squadra di Dalglish.

Si arriva così al 2 aprile del 1994. Ad Ewood Park arriva il Manchester United. E’ una gara da dentro o fuori; il Blackburn può continuare a cullare ancor più da vicino il proprio sogno oppure vedere conclusa la Premier con sei giornate di anticipo. I cuori biancoblu battono forte e un doppio Shearer li innalza quasi fino al Paradiso. Finisce 2-0 per il Blackburn. I Rovers sono a soli tre punti dal Manchester United ora, con l’inerzia tutta dalla loro parte. Sembra l’inizio di una favola. L’ultimo titolo del Blackburn risale esattamente a ottant’anni fa: 1914. Anche i numeri ormai sembrano essere dalla parte di Shearer e compagni.

Alex Ferguson, però, non è certo l’ultimo degli sprovveduti e da quel pomeriggio da dimenticare ad Ewood Park fa ripartire il Manchester United, che si ritrova proprio quando ormai nessuno gli avrebbe dato più fiducia. La distanza rimane invariata in vetta fino alla terz’ultima giornata, quando i Diavoli Rossi sconfiggono per 2-0 i cugini del City e il Blackburn rallenta sorprendentemente contro il QPR di Les Ferdinand. E’ la fine dei sogni di gloria della truppa guidata da Dalglish. La settimana successiva, i Rovers, ormai scarichi fisicamente e mentalmente, cadono a Coventry; lo United vince a Ipswich, in rimonta grazie a Cantona e Giggs, e si laurea campione per la seconda volta di fila. E’ un titolo ampiamente meritato. Nonostante il calo finale, infatti, i Red Devils si sono presi la vetta della classifica sin dalla prima giornata e, di fatto, non l’hanno mai più mollata.

L’ultimo turno diventa interessante soltanto ai fini della combattutissima lotta salvezza. Alla fine retrocedono Swindon Town, Oldham Athletic e Sheffield United. Si salvano, invece, con grande sofferenza l’Everton e il Southampton del leggendario Matt Le Tissier, decisivo ancora una volta per le sorti dei suoi, che realizza una doppietta decisiva nel pareggio esterno contro il West Ham.

Alla prossima settimana mates, per un’altra appassionante stagione di Premier da rivivere insieme!

Matteo Luciani