FOCUS – La sfortunata stagione del Brighton, con l’incubo Middlesbrough

Due mesi maledetti e il Brighton Albion dice addio alla Premier League. Il primo, quello che va da metà dicembre a metà gennaio, e il secondo, quello di maggio, quello che ha spento i sogni di gloria dei Seagulls, che non vedono il massimo campionato inglese dal 1983, un’eternità. Eppure, mai come quest’anno ci sono andati vicini. Campionato chiuso al secondo posto, a parimerito col Middlesbrough, terzo solo per differenza reti, un’ultima giornata da brivido proprio nello scontro diretto contro il Boro, chiuso in pareggio e che ha promosso la squadra di Karanka in Premier, e una semifinale playoff persa contro lo Sheffield Wednesday, davvero sfortunata. Ma andiamo con ordine ad analizzare questo incredibile campionato del Brighton.

Dalla 1^alla 22^giornata, ovvero per quasi tutto il girone d’andata, la squadra di Hughton non ha subito nemmeno una sconfitta. Il primo ko è arrivato proprio contro il Middlesbrough, in casa, un 3-0 il 19 dicembre che ha avuto ripercussioni anche sulle partite successive, se è vero com’è vero che i Seagulls hanno inanellato una serie di tre sconfitte in quattro partite che ha in parte cancellato l’ottima prima parte di stagione. Ma la vetta è sempre rimasta a portata di mano, nonostante questo passo falso prolungato fino al 12 gennaio, giorno della sconfitta per 2-0 col Rotherham. A partire poi dalla vittoria la giornata successiva contro il Blackburn, il Brighton ha saputo rialzarsi e ha duellato fino alla fine con Burnley e Middlesbrough per la promozione diretta in Premier. L’ultima sconfitta stagionale risale, infatti, al 20 febbraio, un 4-1 contro il Cardiff, ma successivamente sono arrivate ben 9 vittorie e 5 pareggi, uno score che però non ha permesso a Bruno (capitano della squadra) e compagni di raggiungere la promozione.

Lo ‘spareggio‘ perso contro il Middlesbrough al Riverside Stadium ha avuto ripercussioni sia fisiche che psicologiche anche successivamente, quando era in programma lo spareggio vero e proprio contro lo Sheffield. C’erano ben 15 punti di differenza a favore del Brighton in questa sfida, ma nessuno li ha visti. La sconfitta per 2-0 a Hillsborough e il pareggio per 1-1 all’AMEX Stadium hanno condannato la squadra di Hughton ad un altro anno in Championship. La sfida contro il Boro valeva circa 200 milioni di euro, tanto valgono gli incassi di una squadra promossa in Premier, grazie alla vendita dei diritti televisivi in tutto il mondo, denaro che poteva diventare anche maggiore, circa 350 milioni di euro, se si conquista anche la salvezza. Stuani aveva portato in vantaggio i padroni di casa e a nulla è servito il pareggio di Stephens a inizio ripresa. Serviva il colpaccio esterno che non è arrivato. La sfortuna poi ha colpito i Seagulls nel match d’andata contro il Wednesday, con ben 4 infortuni nello stesso match, che hanno costretto dapprima dei cambi forzati al tecnico Hughton e poi addirittura a rimanere pure in 10 nel finale. E al ritorno la squadra non ha avuto la forza di ribaltare il punteggio, andando in vantaggio con Dunk al 19′ e vedendosi pareggiare da Wallace al 28′. Un 1-1 che ha spedito la squadra di Carvalhal alla finale di Wembley contro l’Hull City.

Il Brighton comunque è già ripartito, All’indomani della certezza della mancata promozione, è stato subito rinnovato il contratto per altri 4 anni all’allenatore Chris Hughton, che al di là di tutto ha condotto l’Albion ad un’ottima stagione. Il prossimo anno l’obiettivo Premier sarà ancora più forte, come conferma il presidente Tony Bloom: “Chris merita ampiamente questo nuovo contratto dopo una stagione così straordinaria. Non c’è dubbio che sia uno dei migliori e più abili manager inglesi e siamo lieti di continuare con lui anche la prossima stagione. Vogliamo fare un ulteriore passo in avanti e realizzare il nostro obiettivo di raggiungere la Premier League”. E allora, buona fortuna ai gabbiani. See you soon in Premier League.

Marco Orrù