FOCUS – Alan Shearer, il mostro sacro della nazione Geordie

Quando parliamo di calciatori che hanno contribuito a scrivere la storia della Premier League, non si può che partire da chi nel campionato inglese è stato in grado di infrangere record su record a suon di gol: signore e signori, Mr Alan Shearer.

I primi passi – Shearer, classe 1970, nasce a Gosforth nella provincia di Newcastle Upon Tyne e inizia a giocare per le strade della propria cittadina come ogni bambino in giro per il mondo. In età scolastica, Shearer guida la squadra di calcio della sua scuola alla vittoria in un torneo svoltosi nel meraviglioso St. James’ Park, il tempio dei Magpies. Mai il piccolo Alan avrebbe potuto immaginare allora che quella sarebbe un giorno diventata la sua casa. In origine il futuro numero 9 della nazionale inglese prediligeva la posizione di centrocampista perché, come spiega egli stesso nella propria autobiografia, “si sentiva maggiormente al centro del gioco”.

Southampton: un inizio memorabile – Trascorsi alcuni anni, il ragazzo decide di aggregarsi al Wallsend Boys Club, una squadra amatoriale che risulterà poi rappresentare la sua fortuna; proprio durante un match giocato tra le fila dei Wallsend, infatti, Shearer viene notato da Jack Hixon, uno degli scout del Southampton, che decise di aggregarlo al ritiro estivo delle giovanili dei Saints. Dopo due anni di reti gonfiate sui campi delle squadre B inglesi, il 26 marzo 1988 a soli 17 anni Shearer debutta sul campo del Chelsea in quella che sarà la Premier League a partire dal 1992 e che a quel tempo prende il nome di Football League First Division. Due settimane dopo, Shearer scrive il primo record della sua longeva carriera realizzando una hat-trick contro l’Arsenal e diventando così il più giovane calciatore inglese a siglare una tripletta nella massima divisione inglese a 17 anni e 240 giorni, distruggendo il trentennale record dell’ex bomber di Chelsea e Tottenham, Jimmy Greaves. Nonostante lo straordinario avvio di carriera, l’inserimento in prima squadra per Shearer risulta essere piuttosto graduale. Nella stagione successiva infatti, 1988/89, Alan colleziona soltanto 10 presenze senza mai andare in gol. Nell’estate del ’91 arriva la prima grande vetrina anche a livello internazionale. Il bomber dei Saints partecipa al Torneo giovanile di Tolone con la rappresentativa inglese under 21 e folgora i tanti osservatori presenti con numeri spaventosi: 7 gol in 4 partite. Diventano così inevitabili i primi rumours di mercato che accostano il ragazzo a club blasonati come Manchester United, Leeds United e Liverpool. Tutto si conclude però in un nulla di fatto perché Shearer ancora non ne vuole sapere di lasciare Southampton. La stagione seguente è quella della definitiva consacrazione per Shearer, che per la prima volta va in doppia cifra, 13 reti in 41 presenze. Nell’estate del 1992 il manager dei biancorossi Ian Branfoot capisce che stavolta è davvero impossibile riuscire a trattenere il ragazzino inglese e apre un tavolo di trattative che vede alla fine i Blackburn Rovers spuntarla ancora sul Manchester United grazie alla cifra record, per il mercato di allora, di 3.6 milioni di sterline.

Blackburn, Ewood Park e la vittoria della Premier – Shearer arriva ad Ewood Park tra le alte aspettative dei tifosi; aspettative che verranno immediatamente ripagate dal bomber del Tyneside nonostante un brutto infortunio al crociato riportato in una gara del dicembre ’92 contro il Leeds United. Alla fine della stagione 1992/93 saranno ben 22 i gol in sole 26 partite. Nel frattempo, Shearer entra anche in pianta stabile nella rosa della nazionale maggiore inglese. Nella stagione seguente i numeri di Shearer sono pazzeschi: 48 match disputati e 34 reti all’attivo. Tutto ciò gli vale il titolo di Player of the Year per la prima volta nella sua carriera. Nonostante l’Inghilterra non riesca a qualificarsi ai Campionati del Mondo del 1994 negli Stati Uniti, Shearer continua a segnare con regolarità anche con la maglia dei Tre Leoni. Il campionato successivo rappresenta l’anno del fantastico trionfo dei Rovers ai danni del Manchester United di Sir Alex Ferguson proprio all’ultima giornata. Shearer migliora il proprio record mettendo a segno addirittura 34 gol e insieme a Chris Sutton, 15 gol in Premier quell’anno per lui, forma la più forte coppia d’attacco della lega, soprannominata affettuosamente dai fan del Blackburn SAS (Shearer and Sutton). Quella del 1995/96 è la stagione che porta l’Inghilterra agli Europei da disputare tra le mura amiche e Shearer, nonostante un lungo digiuno di gol con la maglia della nazionale, viene acclamato come una delle star del torneo. Con la maglia del Blackburn le reti continuano ad arrivare in numero spropositato, 37 in 48 partite giocate stavolta, ma è l’appuntamento con la nazionale di quelli da non fallire.

Euro 96, Wembley ed il ritorno a Newcastle – Dopo l’onta della mancata qualificazione a USA 94, l’Inghilterra si prepara a vivere gli Europei da paese ospitante con grande carica e voglia di rivalsa. “Football’s coming home” cantano i supporter inglesi sulle note della canzoncina ideata da Baddiel e Skinner. Il calcio sta arrivando in tutti gli stadi inglesi e Shearer si rivela, alla fine del torneo, il calciatore più prolifico della manifestazione con 5 reti all’attivo. Neppure il penalty fallito nei rigori decisivi contro la Germania per andare in finale a sfidare la Repubblica Ceca macchiano le sue straordinarie prestazioni. Dal punto di vista del club invece l’estate del 1996 chiude l’epopea Rovers per Shearer, che anche stavolta sfiora il Manchester United ma alla fine, convinto da Kevin Keegan (allenatore del Newcastle), decide di tornare a casa e sposare la causa dei Magpies. La storia di questo trasferimento è tutta da raccontare. Dopo aver sostanzialmente raggiunto un accordo con Sir Alex Ferguson per trasferirsi ad Old Trafford, Keegan chiede un ultimo colloquio a Shearer per convincerlo della bontà del progetto del Newcastle. Le motivazioni dell’ex leggenda del calcio britannico si rivelano più che sensate agli occhi di Shearer che decide così di andare a giocare in quel St. James’ Park che lo vide trionfare da ragazzino con la squadretta della propria scuola. Al primo anno in bianconero Shearer continua a segnare gol a grappoli, 28 in 40 apparizioni totali. Questi numeri, tuttavia, non valgono il titolo ai Magpies che, dopo essere stati a lungo in testa alla Premier, vengono beffati dal Manchester United e terminano al secondo posto come accaduto nella stagione precedente. L’anno seguente, quello che porta ai Mondiali di Francia, inizia male per Shearer che si procura un grave infortunio al ginocchio in un’amichevole nella tana dell’Everton, Goodison Park. Alla fine di quell’anno Shearer disputerà soltanto 23 partite in totale con 7 gol all’attivo. Qualcuno ipotizza addirittura un suo forfait per la rassegna iridata ma alla fine Shearer al Mondiale ci va e, per giunta, da capitano.
L’unico Mondiale disputato da Shearer con la maglia della nazionale si conclude però con un sostanziale fallimento collettivo. L’Inghilterra esce infatti agli Ottavi contro l’Argentina e ancora una volta le sono fatali i rigori. Shearer conclude la rassegna con 4 presenze e 2 gol. Il numero 9 del Newcastle torna in quella che rimarrà la sua casa fino a fine carriera, St James’ Park e riesce anche a tornare al gol con una certa continuità rispetto alla stagione precedente grazie all’assenza di infortuni. Dal 1998 al 2000 sono ben 52 le reti totali siglate in maglia bianconera. Nel 1998 Shearer diventa anche capitano della squadra succedendo al leggendario Rob Lee. Dopo l’addio di Keegan, tuttavia, il Newcastle non è più competitivo come nella prima annata firmata Shearer. I Magpies si trovano, infatti, molto più spesso a dover fare i conti con le zone calde della classifica che non con quelle nobili nonostante un bomber come lui in rosa.

Finale di carriera a suon di gol – Vista la scarsa fortuna con il Newcastle, la nazionale inglese diventa ora per Shearer una vetrina internazionale ancor più importante. Agli Europei disputati in Belgio e Olanda del 2000, l’Inghilterra fallisce però di nuovo non riuscendo a qualificarsi in un girone con Romania, Portogallo e Germania. Il bomber del Newcastle mette a segno 2 gol non sufficienti a passare il turno e decide di dare l’addio alla Nazionale al termine della manifestazione. La stagione seguente all’Europeo è molto travagliata a causa di vari infortuni e si conclude con sole 7 reti in 23 presenze. Il triennio 2001-2004 è ben più florido dal punto di vista realizzativo per Shearer che segna in totale 80 gol tra Premier e coppe, sia nazionali che internazionali. I risultati del club, però, sono sempre più insoddisfacenti. Il Newcastle diviene ormai in pianta stabile una squadra che non riesce a puntare al titolo e dal punto di vista internazionale i risultati non sono eccellenti. Nell’estate del 2003 i Magpies non passeranno neppure i preliminari di Champions League contro il modesto Partizan Belgrado; davvero uno spreco per un talento come Shearer che però, con grande onore, ha deciso di sposare fino a fine carriera una causa e non soltanto una squadra. All’inizio della stagione 2004/05 Shearer annuncia che quella sarebbe stata la sua ultima Premier da calciatore prima del ritiro. Accanto a Patrick Kluivert mette a segno 19 gol in 42 apparizioni. Il popolo bianconero non vuole credere alle parole d’addio del proprio beniamino che alla fine, grazie all’ottima stagione disputata e alle parole dell’allenatore Souness decide di rimanere sui campi di gioco per un’altra annata in cui segnerà, all’età di 36 anni, ancora e tanto: 14 reti complessive.
Immediatamente dopo il ritiro dal calcio giocato iniziano a succedersi voci sulla possibilità che Shearer possa sedere in panchina e continuare la propria storia d’amore con il Newcastle. In realtà l’ex bomber bianconero si iscrive al corso per conseguire la licenza come allenatore ma quelli inerenti i Magpies rimangono rumours fino al primo aprile del 2009. Quel giorno, infatti, Shearer viene nominato nuovo allenatore di un Newcastle alla disperata ricerca di punti per evitare la retrocessione in Championship. La leggenda bianconera confessò nella conferenza stampa di presentazione che il Newcastle era il club della sua vita e avrebbe fatto tutto pur di non farlo retrocedere. Nonostante la passione e l’impegno profusi alla fine Shearer non riesce a compiere il miracolo e, con soli 5 punti in 8 partite, il Newcastle termina in First Division dopo 16 anni.

Questa era la storia di Alan Shearer, l’uomo dei record del calcio inglese, colui che detiene ancora oggi il record assoluto di reti segnate in Premier League (260) e in una sola stagione (34 come Andy Cole). Non proprio poca roba.

Gabriele Fumi

Gabriele Fumi

Il mio unico credo è il football, tutto il resto è in discussione
Gabriele Fumi