FOCUS – Come on Luke Shaw!

La puntata odierna sui ragazzi prodigio della Premier League riguarda un terzino sinistro che, nonostante la giovanissima età, ha incantato a tal punto con la maglia del Southampton da aver scomodato l’illustre paragone con un certo Gareth Bale. Si tratta di Luke Shaw.

Shaw nasce a Kingston Upon Thames il 12 luglio del 1995 e cresce con la passione per il colore blu, lo stesso della sua squadra del cuore: il Chelsea. A otto anni il sogno del piccolo Luke sembra potersi trasformare in realtà dopo un provino sostenuto per entrare a far parte delle giovanili dei Blues. Il calcio, a volte, è tuttavia crudele e Shaw viene scartato dagli osservatori del club londinese che non lo ritengono sufficientemente bravo per entrare nell’academy del team che ha la propria casa a Stamford Bridge. La storia avrebbe ben presto testimoniato il contrario. Il Southampton, evidentemente con osservatori ben più perspicaci di quelli reclutati dal Chelsea, decide di accaparrarsi immediatamente Shaw e di inserirlo nelle proprie squadre giovanili. Il talento, la velocità e l’intelligenza tattica mostrate a soltanto 15 anni valgono al ragazzo costanti apparizioni addirittura nella squadra under 18 del club biancorosso. Nel settembre del 2011 arriva la prima chiamata tra le fila dei grandi dei Saints. Per Shaw non c’è il debutto nella sfida di Coppa di Lega contro il Preston North End ma il suo nome inizia a circolare insistentemente tra i piani alti delle squadre più forti della Premier. Pur senza essere mai sceso in campo con la prima squadra biancorossa, a gennaio del 2012 Shaw viene cercato da club come Arsenal, Manchester City e quello stesso Chelsea che, soltanto pochi anni prima, lo aveva brutalmente ritenuto inadatto. L’allora tecnico del Southampton, Nigel Atkins, risponde picche alle offerte intorno ai quattro milioni di sterline giunte per il ragazzo affermando che Shaw “occupa un ruolo importante all’interno dei nostri piani futuri”. Il 28 gennaio dello stesso anno finalmente Luke rompe il ghiaccio con la prima squadra debuttando nel terzo turno di FA Cup contro il Millwall. Quei 13 minuti finali al posto di Jason Puncheon per Shaw rappresentano l’inizio di un fantastico sogno. Alla fine della stagione 2011/12 il Southampton ottiene la promozione in Premier League e il Southamption gli offre il primo contratto da professionista. Luke è troppo forte per poter giocare con i pari età, i Saints lo capiscono e puntano forte su di lui come titolare sulla fascia sinistra di difesa, a 17 anni, per la stagione successiva. Chelsea ed Arsenal continuano a fare pressioni sul Southampton che, comunque, rifiuta qualunque proposta senza pensarci. I primi mesi di Premier non scalfiscono le certezze di Shaw che, partita dopo partita, mette anzi in mostra tutte le proprie, straordinarie, qualità. La velocità supersonica, la spinta costante sulla sinistra e un piede piuttosto educato valgono a Shaw il facile paragone con Gareth Bale, anch’egli cresciuto tra le fila dei Saints. Tutto il clamore attorno a Shaw non fa che aumentare gli apprezzamenti, e di conseguenza la valutazione economica a lui data dal club di appartenenza, da parte delle grandi squadre. Il Chelsea arriva ad offrire 10 milioni di sterline nel gennaio del 2013 per portarlo a Stamford Bridge ma il Southampton ritiene che una congrua offerta sia pari a 15 milioni e non se ne fa nulla. Nella sua prima stagione a tutti gli effetti tra i grandi, Shaw colleziona 28 presenze tra Premier, FA Cup, e Coppa di Lega.

L’estate del 2013 vede l’avvento di David Moyes sulla panchina del Manchester United e Luke Shaw viene segnalato, insieme a Leighton Baines dell’Everton, come uno dei papabili nuovi terzini sinistri dei Red Devils. Alla fine, però, ancora una volta tutto si conclude in un nulla di fatto e Shaw dimostra la sua fedeltà al club che lo ha cresciuto siglando un contratto quinquennale appena compiuti 18 anni. Quella che si appresta ad iniziare è la stagione della definitiva consacrazione per Shaw che alla fine scenderà in campo 38 volte in totale e si guadagna anche la prima convocazione nella nazionale maggiore di Roy Hodgson, il 27 febbraio 2014 in occasione dell’amichevole contro la Danimarca. Il rendimento pazzesco in Premier vale a Shaw il premio come miglior terzino sinistro della lega, Luke viene infatti inserito nell’11 ideale del campionato, ma soprattutto la realizzazione di un sogno. La chiamata per i primi Mondiali della sua carriera a neppure 19 anni. Hodgson si rende conto di avere tra le mani un terzino sinistro coi fiocchi, di quelli che in Inghilterra non si vedevano da anni, e se ne frega di mostri sacri come Ashley Cole e Wayne Bridge, lasciati a casa in favore del talento e della freschezza di Baines e dello stesso Shaw per la fascia sinistra della difesa dei Tre Leoni.
Nella sessione estiva della stagione 2014/15, Shaw passa alla corte di Louis Van Gaal a Manchester per la cifra roboante di 40 milioni di Euro; le aspettative nei suoi confronti ad Old Trafford sono tante, così come sono tante le pressioni che accompagneranno tutta la sua stagione: da una parte l’adattamento ad una piazza difficile come quella mancuniana, dall’altra una serie di infortuni alla caviglia che lo rallentano, Luke Shaw mette insieme la miseria di 20 presenze nella sua prima stagione con i Red Devils.

Nel campionato successivo segue un regime di allenamento personalizzato, che lo riporta in un grande stato di forma e che lo aiuta a riprendersi di prepotenza il posto di titolare a sinistra nella difesa a 4 di Van Gaal. Ma la sventura è dietro l’angolo.
Il 15 Settembre del 2015, durante il match di Champions League contro il PSV, Shaw subisce una spaventosa frattura di tibia e perone; i tempi per il recupero sono ancora tutt’oggi da stabilire, ed il dramma personale del ragazzo è veramente toccante. Le immagini dell’infortunio patito alla Philips Arena hanno lasciato scioccati tutti i tifosi dello United e tutti gli appassionati europei; tuttavia il ragazzo si è già detto pronto per le terapie del caso, e lo sappiamo bene che la buona volontà può rendere possibile anche un recupero difficile come quello che spetterà a Luke Shaw, che dalla sua ha la giovane età e la fiducia incondizionata del suo club.

Gabriele Fumi

Gabriele Fumi

Il mio unico credo è il football, tutto il resto è in discussione
Gabriele Fumi