FOCUS – FA Cup history parte seconda: Stanley Matthews, Hillsborough e Cardiff

Durante il primo focus sulla storia della FA Cup, ci eravamo lasciati con la cronaca della prima – storica – diretta televisiva di una finale nel 1938.
La partita fu Preston North End-Huddersfield, terminata 1-0 per i Lilywhites con gol su rigore di Mutch addirittura al 120esimo, davanti ad un annoiato Wembley che in quel giorno registrò quasi novantaquattromila spettatori.
Dopo di che arrivò (di nuovo) il grande demone della guerra: manifestazione sospesa ed Europa rasa al suolo.
Nel 1948, dopo una lunga e faticosa ricostruzione, anche il football ripartì lentamente e con esso, ovviamente, anche la FA Cup; nella stagione del nuovo inizio il trofeo viene alzato dal Man United, prima squadra in assoluto ad eliminare in ogni turno una squadra di First Division (compreso il Blackpool, giustiziato con 4 gol in finale).
Ed è proprio il Blackpool, nel 1953, ad entrare negli annali della competizione con quella che subito fu rinominata la “Stanley Matthews Final”: il capitano dei Tangerines (che tre anni più tardi vincerà il primo Pallone d’Oro della storia) fu autore di una partita mostruosa che permise ai suoi di ribaltare il punteggio, vincendo 4-3 contro il Bolton. Particolare non da poco, fu la presenza della Regina Elisabetta II a Wembley, nell’anno della sua incoronazione ed al debutto assoluto sugli spalti.

Il decennio successivo vide l’egemonia del Tottenham Hotspur, che ottiene il double nel 1961 e che alza di nuovo al cielo di Wembley la coppa nel 1962 e nel 1967. Se gli anni Settanta vedono il cinquantesimo anniversario del tempio sacro di Wembley, gli anni Ottanta danno origine alla centesima finale nella storia della competizione; Tottenham-Manchester City finisce 3-2 per i londinesi, con gol decisivo di Crooks al 70esimo davanti a 100.000 spettatori.
Sale poi in cattedra il Liverpool, che per due volte sconfigge i cugini dell’Everton in finale (1986 per 3-1 e 1989 per 3-2). Il 1989 è però ricordato soprattutto per la tragedia di Sheffield, dove persero la vita 96 tifosi dei Reds durante la semifinale contro il Nottingham Forest allo stadio Hillsborough.
Ai tifosi Reds, nonostante fossero molti di più rispetto ai dirimpettai, fu assegnata la curva meno capiente (la Lepping Lane, mentre a quelli del Nottingham fu assegnata la “grande” Spion Kop End).
L’atmosfera era carica, trattandosi della semifinale di un trofeo prestigioso come la FA Cup, tra due squadre che da sempre avevano battagliato sul campo senza esclusione di colpi.
L’arrivo dei tifosi del Liverpool procedeva molto lentamente per via dei pochissimi ingressi, e la polizia pensò quindi di aprire un grosso cancello situato all’entrata di un tunnel che portava dritto all’accesso centrale ed a quelli laterali della Lepping Lane; tutto questo però si rivelerà in seguito una scelta catastrofica. A circa venti minuti dall’inizio del match, i tifosi iniziarono a spingere per riuscire ad entrare in tempo, ma molti di loro rimasero incastrati in una sorta di imbuto creatosi all’interno del tunnel.
I tifosi che già erano sulle terraces e coloro che cercavano di entrare vennero schiacciati verso le pareti e verso le recinzioni che dividevano il campo dagli spalti (che nel frattempo erano state rinforzate per via dei provvedimenti post-Heysel).
La gara iniziò ugualmente, ma dopo 6 minuti fu sospesa per via di un invasione di campo da parte di parecchi tifosi Reds che, presi dal panico ed assembrati in condizioni disumane, stavano cercando di evitare una sicura morte per schiacciamento. La Polizia fece una valutazione del tutto erronea e, pensando ad un invasione di campo per motivi belligeranti, iniziò a respingere tutti gli Scousers che letteralmente stavano piovendo sul terreno di gioco.
Quando ci si rese conto dell’effettiva situazione, 96 persone (tra cui il cuginetto di Gerrard) avevano già perso la vita.

Dopo questa parentesi tragica che ancora oggi tocca il cuore di ogni appassionato di footy, lo spettacolo riprese però ad andare avanti. Gli anni Novanta segnarono così l’inizio della leggenda del Man Utd di Sir Alex: 5 coppe conquistate, la prima nel 1990 ai danni del Crystal Palace (1-0 al replay, dopo il pirotecnico 3-3 della prima gara).
I Red Devils si aggiudicarono di giustezza anche le edizioni del 1994,1996,1999 ed anche 2004, quando Cristiano Ronaldo e Ruud Van Nisterlooy demolirono il Millwall.
Dal 2001 al 2006 la finale si disputò nella splendida atmosfera del Millennium Stadium di Cardiff, a causa dei lavori di rifacimento di Wembley; l’ultima gara di FA Cup disputata nel glorioso stadio delle Due Torri fu quindi quella tra Chelsea ed Aston Villa, terminata 1-0 per i blues con gran bordata da fuori area di Roberto Di Matteo nel 2000.
In Galles è l’Arsenal del guru alsaziano Arsene Wenger a fare la voce grossa, conquistando per ben tre volte la competizione, nel 2002,2003 e 2005. Il ritorno a Wembley è poi colorato di blues, con il Chelsea che trionfa in tre edizioni. Memorabile poi la vittoria nel 2013 della cenerentola Wigan ai danni del supercolosso economico Manchester City: 1-0 con rete di testa di Watson al 91esimo sugli sviluppi di un corner.

Nella prossima parte del focus sulla FA Cup, presenteremo alcuni tra i più popolari cult heroes della competizione. Ci soffermeremo inoltre sulla straordinaria impresa della Crazy Gang del Wimbledon del 1988. Follow us, keep the faith!

Gabriele Fumi

Gabriele Fumi

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Il mio unico credo è il football, tutto il resto è in discussione
Gabriele Fumi