FOCUS – FC United of Manchester, il football è dei tifosi

Non solo opportunità sociali, ma anche finanze sostenibili

Una squadra per le persone. Una squadra per la gente.
Da quando il miliardario statunitense Malcolm Glazer ha preso in maniera stabile la presidenza del Manchester United, una fetta della tifoseria dei Red Devils ha iniziato a storcere il naso per via delle politiche di gestione societaria.
Nel 2005 un’ampia fetta di fans decise quindi di fondare una squadra di calcio dal nulla, rifiutando in maniera netta la politica di gestione societaria del Man Utd, definita come un qualcosa di astratto e di lontano dalla passione smodata della gente. Troppo forte, a detta loro, la perdita dei valori ancestrali del glorioso club, una spersonalizzazione forse fin troppo eccessiva dell’antica logica della working class mancuniana.
Grande fu il coraggio nell’abbandonare lo strepitoso Old Trafford per scegliere di trascorrere i Saturday Afternoon nei piccoli, freddi e malconci campi delle serie minori.
La nascita del nuovo club, FC United of Manchester, avvenne quindi soprattutto per rivendicare quel sincero e romantico attaccamento che i tifosi da sempre hanno nei confronti del calcio, ponendo l’accento in maniera rivoluzionaria su quello che è uno dei temi principali del gioco: il senso di collettività.
Molto spesso può accadere che, genericamente parlando, l’eccessiva omologazione ed alienazione messa in atto da chi ha la volontà di trasformare le persone in numeri possa condurre verso la morte della nobiltà di ogni sport, con la conseguente lapide posta sul rispetto, sull’educazione, sull’aggregazione e su tutti gli altri valori che conseguono dalla pratica sportiva.
Il business è oramai, visti i tempi che corrono, anch’esso inevitabilmente parte integrante del mondo del calcio, ma porre lo stesso come unica colonna portante appare quantomeno ambiguo; distruggere la componente poetica del fooball in nome del solo ed unico comandamento del profitto finirà per dare ragione al qualunquismo generale ed al luogo comune dell’ “è solo un gioco”.
L’ FC United of Manchester ha iniziato sin da subito ad adottare invece una politica calmierata sui prezzi dei biglietti, rendendoli accessibile per tutti gli strati sociali e per tutte le tasche; inferiore alle 10 sterline il prezzo per gli adulti, addirittura inferiore alle 5 sterline il prezzo per i bambini. Strepitose sono invece le politiche rivolte ai diversamente abili, ai ragazzi delle case famiglie ed ai figli di genitori disoccupati: l’FC United non mancherà mai di contribuire al mantenimento dei crismi delle pari opportunità e del sostegno ai bisognosi.
Il club ha inoltre da poco siglato degli accordi di cooperazione e di sinergia lavorativa con alcuni canali del welfare state della Contea, arrivando persino ad organizzare attività di volontariato a beneficio di anziani e pensionati ed attività didattiche extracurricolari rivolte agli studenti in difficoltà.
Una rivoluzione copernicana, la cui esistenza sta iniziando ad essere scoperta solo ora, in un momento di profonda crisi economica e dei valori, ed in cui esempi come quello offerto dall’ FC United possono solo che far del bene.
Lo stesso è posseduto direttamente dai propri tifosi, organizzati in maniera maniacale ma democratica, una vera e propria intesa tra pari anche nella gestione del bilancio e delle casse.

Il club viene realizzato grazie all’entusiasmo ed al contributo di decine di migliaia di tifosi che hanno scelto di propria spontanea volontà di depositare in banca una cifra ben oltre le centomila sterline, permettendo l’iscrizione della squadra a quella che era allora la categoria di base, vale a dire la North West League (decima serie!). Nel corso degli anni i ragazzi che sono scesi in campo hanno sempre mostrato lo stesso identico entusiasmo dei tifosi e, malgrado le difficoltà che inevitabilmente il campo ha presentato, sono riusciti ad ottenere ben tre promozioni.
La quarta promozione ha poi un qualcosa di veramente speciale e leggendario: ottenuta nell’Aprile di quest’anno, la vittoria per 2-1 ai danni dello Stourbridge ha permesso allo FC United of Manchester di salire in Conference North, vale a dire la sesta serie del football inglese.
Adesso, ad un passo dal professionismo, è arrivato anche il nuovo stadio. Broadhurst Park4.500 spettatori – è costato una cifra pari a 6 milioni di sterline ed è stato inaugurato il 29 Maggio nel match contro la squadra B del Benfica. Un sogno ad occhi aperti, un’atmosfera da pelle d’oca ed un seguito popolare con una passione da far invidia alle mansuete tifoserie di alcuni blasonati club europei. Il messaggio lanciato dai Red Rebels è chiaro ed eloquente : anche un piccolo gruppo di tifosi, distribuendo i propri risparmi con perizia ed oculatezza, può giungere alla realizzazione di uno stadio di proprietà ed a ottimi risultati sul campo dopo una storia di soltanto 10 anni.
Lo spirito duro ed incorruttibile sicuramente sopravviverà al logorio del tempo, e ciò che si augurano a Broadhurst Park è di arrivare a disputare la League Two nel più breve tempo possibile. Vi immaginate una trasferta ad Old Trafford in FA Cup?

Gabriele Fumi

Gabriele Fumi

Gabriele Fumi

Il mio unico credo è il football, tutto il resto è in discussione
Gabriele Fumi