FOCUS – Ruud Van Nistelrooy, professione cecchino

La leggenda della Premier League protagonista della puntata odierna è una punta olandese che nei primi anni Duemila ha letteralmente bombardato le reti degli avversari, sia nel campionato inglese che nelle competizioni europee disputate. Stiamo parlando di Rutgerus Johannes Martinus, per tutti Ruud Van Nistelrooy.

Nato ad Oss il primo luglio del 1976, il futuro beniamino di Old Trafford entra a far parte del settore giovanile del Den Bosch a 17 anni dopo un lungo girovagare tra squadre minori. In questo periodo avviene anche il cambio di posizione in campo che rappresenterà la fortuna della sua carriera. Van Nistelrooy era infatti originariamente un centrocampista centrale, ma ben presto ci si accorse delle sue grandi capacità realizzative. Nel quadriennio con la maglia del Den Bosch, Van Nistelrooy mette insieme 69 presenze e 17 gol, attirando su di sé le attenzioni dei principali club militanti in Eredivisie. Il salto di categoria avviene nel 1997, quando l’Heerenveen si assicura le sue prestazioni per l’odierna cifra di 360.000 euro. Non c’è che dire, davvero un affare. Il primo ed unico anno con i Superfriezen, si conclude con un bottino di 16 reti totali. Ad Eindhoven si accorgono di lui e decidono di spendere poco più di 6 milioni di euro per portarlo in maglia biancorossa. Qui avviene la definitiva esplosione. 38 gol in 46 partite tra campionato e coppe. La stagione seguente, 1999/2000, il campione di Oss riesce addirittura a migliorarsi con 32 gol in 32 partite disputate. Una media impressionante.

 

Sir Alex Ferguson decide così che è il momento di muoversi e accaparrarsi questo ragazzo di neppure 24 anni che sta imperversando in Olanda ed Europa, una vera e propria macchina da gol. La fortuna, però, sembra voltare le spalle a Van Nistelrooy proprio sul più bello. Nell’estate del 2000 infatti, ad accordo praticamente concluso tra Red Devils e PSV, Ruud si rompe il crociato durante un allenamento e Ferguson decide di non concludere il trasferimento. Sembra l’inizio di un lungo calvario ma Van Nistelrooy riesce a tornare in tempo per il finale della stagione 2000/2001, realizzando anche 5 reti in 12 partite. A questo punto Ferguson torna sul ragazzo e stavolta, dopo aver brillantemente passato le visite mediche, Van Nistelrooy firma finalmente col club di Manchester. La cifra è alta, soprattutto per un calciatore reduce da un così grave infortunio, ben 19 milioni di sterline; ma l’olandese nel corso della sua presentazione si presenta con frasi importanti: “Il prezzo non è un qualcosa che mi mette pressione, anzi. Riesce a tirarmi ancora più su perché vuol dire che Ferguson ha tanta fiducia in me”. E’ l’inizio di un quinquennio di trionfi, sia personali che di squadra. Dal 2001 al 2006 Van Nistelrooy gioca 219 partite con la casacca rossa e segna ben 150 gol. I successi personali sono infiniti: Calciatore dell’Anno in Premier nel 2002, Capocannoniere del campionato inglese e Miglior Giocatore UEFA nel 2003 ma soprattutto Capocannoniere della Champions League per ben tre volte; della maggiore competizione internazionale per club Van Nistelrooy è inoltre il quinto miglior marcatore di sempre e addirittura il primo per il Manchester United. A livello di squadra, poi, l’olandese vince tutto il possibile a livello nazionale ma purtroppo non corona il sogno di alzare la coppa dalle grandi orecchie in cui è comunque spesso protagonista di prestazioni memorabili. Nonostante tutto, il rapporto con Sir Alex è piuttosto tormentato tanto da arrivare – nel maggio del 2005 – alla richiesta ufficiale ai vertici del club per poter essere messo sul mercato. Ruud è però troppo importante per lo United e viene blindato. Resta un altro anno alle dipendenze di Ferguson ma la frattura diventa insanabile quando il tecnico scozzese lo tiene in panchina nelle ultime 7 giornate della Premier 2006/2006, permettendo così ad Henry di superare l’attaccante oranje in cima alla classifica marcatori.

Van Nistelrooy non ne vuole più sapere di Ferguson e riesce stavolta a trasferirsi. Non gli va decisamente male dal momento che la destinazione è Madrid, sponda blancos. In tanti lo danno ormai per finito ma Capello punta forte sulla sua voglia di rivalsa e la classe è comunque ancora intatta. E Don Fabio non sbaglia. 25 gol in 37 presenze nella Liga, titolo di Pichichi al primo anno in Spagna e titolo vinto al termine di una clamorosa rimonta ai danni del Barcellona. Nonostante il successo nella Liga, Capello viene sostituito da Schuster ma la sostanza non cambia. Van Nistelrooy continua a segnare gol a grappoli contribuendo in maniera decisiva al secondo titolo consecutivo delle Merengues. Nei due anni successivi, sia a causa di infortuni sempre più insistenti che per scelta tecnica, l’olandese vede il campo più sporadicamente decidendo infine di trasferirsi ad Amburgo.

17 gol in 44 partite in un anno e mezzo di Bundesliga prima di tornare in Spagna e chiudere al Malaga nella stagione 2011/2012. Straordinario campione sul campo e figura dalla forte personalità nello spogliatoio, lo ritroveremo presto sui palcoscenici internazionali in una nuova veste.

Gabriele Fumi

Gabriele Fumi

Gabriele Fumi

Il mio unico credo è il football, tutto il resto è in discussione
Gabriele Fumi