FOCUS – Il “santuario” del calcio inglese, vi presentiamo l’Hawthorns! Viaggio alla scoperta dello stadio del WBA

Eccoci nuovamente tornati con un nuovo appuntamento, o se volete chiamatelo viaggio “virtuale”, degli stadi di tutta l’Inghilterra. Oggi andremo nel West Midlands a visitare lo stadio del West Bromwich Albion denominato “The Hawthorns” (e poi vedremo perché) ma anche “The Shrine” ossia “il santuario”. Non ci resta che partire, mettetevi comodi e buona lettura!

Prima di parlare dell’attuale stadio del WBA, iniziamo col dire che il The Hawthorns non è stato l’unico stadio nel quale hanno giocato gli Albion, anzi. Il primo home ground fu Coopers Hill dove giocarono per solo 1 anno: dal 1878 al 1879, seguì Dartmouth Park dal 1879 al 1881 e dall’ 81 all’82 Bunns Field. Poi si arrivò al Four Acres, stadio nel quale i Baggies potevano giocare solo il sabato o il lunedì, in quanto la squadra di cricket del posto era più seguita del WBA. Abbandonato nel 1885 il sopracitato Four Acres, la squadra si trasferì a Stoney Lane ma l’affitto da pagare era molto alto e quindi società e tifosi si divisero: da una parte il club voleva andarsene, mentre dall’altra i supporters volevano rimanere, anche perché lo stadio era divenuto un simbolo della squadra. Alla fine prevalsero, però, i primi e la squadra si trasferì definitivamente al The Hawthorns nel 1900 (è da ricordare che a quel tempo era chiamato Sandwell Park). Tale stadio fu inaugurato il 3 settembre del 1900 con la partita fra WBA e Derby County terminata 1-1 con un affluenza di tifosi da record: 20mila persone assistettero al match. Più avanti, nel 1937, aumentata notevolmente la capienza, vediamo che nel match di FA Cup fra i Baggies e l’Arsenal, pagarono il biglietto circa 64mila tifosi! Quest’ultimo dato rimane storico in quanto è ancora oggi ineguagliato.

È molto semplice risalire all’etimologia della parola hawthorns: l’area di gioco, agli inizi del Novecento era ricoperta di biancospini che troviamo anche attualmente nel simbolo ufficiale dei Baggies, insieme al famosissimo Throstle, il tordo, simbolo per eccellenza del WBA.

La prima stand realizzata al The Hawthorns fu la cosiddetta Noah Ark Stand, presente già a Stoney Lane, per ridurre notevolmente i costi, fu solamente trasportata nel nuovo stadio. La seconda stand costruita veramente da zero durò pochissimo: durante la celebrazione della Guy Fawkes Night, festa famosissima in tutta l’Inghilterra nella quale si utilizzano in quantità industriale fuochi d’artificio, tale stand bruciò, essendo fatta di legno. Fu una grave perdita, in quanto questa stand poteva ospitare un massimo di 5000 persone, numeri da capogiro per quegli anni. Nel 1905 si lavorò per posizionare uno scoreboard, nella Birmingham Road End e l’anno dopo si costruì un’altra stand dal lato opposto di questa ultima citata: la Smethwick End. Negli anni a venire, grazie anche all’acquisto definitivo del terreno da gioco (1913), lo stadio e le entrate economiche subirono un drastico aumento: negli anni Trenta e Quaranta la media di tifosi alle partite era di 50 o 60mila! Tutte le end, verso la fine degli anni Quaranta, erano coperte non più con tetti di legno, ma con vero amianto, per garantire ai tifosi una maggiore sicurezza; per esempio durante le intemperie. I lavori furono poi interrotti per via della Seconda Guerra Mondiale, che fece divenire il ground un vero e proprio terreno per addestramenti bellici. Con la fine della guerra si tornò subito al lavoro, e nel 1945 si installarono gli altoparlanti e a tempo di record furono creati i tornelli elettronici (fu il primo club che ne fece uso). Negli anni Cinquanta per 18mila sterline, furono montati al The Hawthorns 4 pali che permettevano di illuminare artificialmente tutto il campo in maniera omogenea. Nel 1962 fu costruita la notissima Rainbow Stand, chiamata così per via del colore dei seggiolini, tutti diversi fra loro. Fra il 1979 e 1982 anche il “santuario” fu colpito dal fenomeno degli hooligans e quindi si decise di modernizzare tutta la struttura, decidendo di limitare il numero di posti a sedere (divennero circa 30mila) ma soprattutto si aumentarono protezioni e barriere per provare a migliorare la sicurezza del campo; quasi sempre con scarsi risultati. Nel 1990 si rifece da zero il terreno da gioco e il vecchio manto erboso fu comprato, sì avete capito bene, dai tifosi fissati per questo genere di cose.

Tutto ciò portò alla realizzazione dello stadio che conosciamo noi oggi, divenuto nel 1993 tutto completamente all-seater e il 26 dicembre (giorno del Boxing Day) fu inaugurato lo stadio attuale con una capienza di circa 26mila posti. Per gli amanti delle statistiche, la prima partita che si giocò nel “nuovo” stadio fu contro il Bristol City, partita che vide trionfare i Baggies per 1 rete a 0. Le migliorie di carattere tecnico non si conclusero con l’arrivo del 1994: nel 1998 un innovazione portò il The Hawthorns ad essere considerato come uno stadio all’avanguardia: il terreno, rifatto più volte, adesso ha un sistema di riscaldamento che permette di far crescere l’erba in maniera omogenea e di conseguenza garantire una buona tenuta, anche a distanza di varie settimane. Nel 2001 una modifica allo stadio fece infuriare letteralmente tutti i tifosi: la colorata Rainbow Stand venne demolita per far posto ad una stand più “seria”, se proprio vogliamo definirla così: così nacque la nuova East Stand. Nel 2002 l’ultima innovazione: l’installazione di un maxischermo per controllare con precisione ora, punteggio e risultati dagli altri campi in tempo reale. Pochi anni fa il terreno ha subito nuovamente un rifacimento con l’erba naturale che è stata miscelata a fibre sintetiche così da rendere il gioco più veloce e movimentato. L’attuale stadio è considerato un must per chi ama visitare i terreni da gioco sparsi per l’Inghilterra ma soprattutto per vedere un buon match di Premier League.

Una bellissima curiosità è quella che il programma del match viene stampato dal 1905 e tale tradizione continua anche attualmente! All’ingresso dello stadio, quindi, possiamo notare dei fogli stampati con su scritto il match che i tifosi si apprestano a vedere.

Anche questa puntata è giunta a termine e ci rivedremo presto con un nuovo tour alla scoperta degli stadi dell’Inghilterra! A presto e vi lascio, con un passo tratto dall’inno dei Baggies:

«The Lord’s my Shepherd, I’ll not want:
He makes me down to lie
In pastures green; he leadeth me
The quiet waters by.»