FOCUS – “Sono l’High Road Ground, ma potete chiamarmi White Hart Lane” viaggio alla scoperta degli stadi del Tottenham

Ben ritrovati cari lettori alla consueta puntata con il tour di tutti gli stadi presenti in England! Questa settimana parleremo dei tre stadi in cui ha effettivamente giocato il Tottenham Hotspur, una delle squadre più antiche di tutto il panorama del calcio inglese.

Il primo storico impianto in cui gli Spurs disputarono le loro prime partite fu nel lontano 1882 agli attuali Tottenham Marshes, oggi un enorme parco pubblico nella zona di Haringey. Si narra che i giocatori e la società, causa problemi finanziari costruissero da soli l’occorrente per giocare a pallone; porte comprese! Questo campo cominciò a stare “stretto” al Tottenham perché i tifosi cominciarono sempre più ad essere numerosi e soprattutto in questo terreno iniziò la rivalità storica che dura ancora oggi con l’Arsenal, meglio conosciuto in quegli anni come Royal Arsenal, come abbiamo potuto vedere nel nostro primissimo viaggio alla scoperta degli stadi inglesi. Questo stadio venne presto abbandonato nel 1888 e iniziò la vera e propria storia dei campi da gioco degli Spurs.
Dal 1888 in poi gli Spurs giocarono in un campo chiamato Northumberland Park, uno stadio che non presentava stand e appena ne fu messo uno venne distrutto da una bufera. Gli stand furono assolutamente necessari sei anni dopo quando il Woolwich Arsenal giocò in questo stadio e ben 14mila persone assistettero alla sfida. Durante il match il tetto di uno stand crollò causando, fortunatamente, soltanto alcuni feriti. Durante questo tragico evento si decise di cambiare posto, essendo il Northumberland Park dichiarato inagibile. In basso ecco la formazione del Tottenham di quegli anni, guardando il portiere ci fa sorridere il fatto di come il calcio sia radicalmente cambiato in 100 anni.
Tornando al nostro racconto, il Tottenham era alla ricerca di un nuovo stadio e colse al volo una preziosissima occasione. La nota famiglia inglese Charrington, proprietaria di un ricchissimo birrificio dell’epoca, con il denaro guadagnato volevano mettere su una zona residenziale nella zona di Tottenham High Road, ma la famiglia decise che fosse più saggio utilizzare quei lotti come nuovo stadio del Tottenham a condizione che ad ogni partita assistessero minimo 1000 tifosi. La società accettò e iniziò l’adattamento di quella zona come campo di calcio. La famiglia decise di non investire il loro denaro tutto e subito, ma nei primi anni di vita dell’High Road Ground, così chiamato dalla famiglia, si costruì solamente uno stand di legno che potesse contenere al massimo 2500 posti a sedere. La prima partita fu giocata contro il Notts County vinta 4-1 e nel 1899 si giocò la prima partita ufficiale con il QPR, che vinse 0-1. Nel 1901 la vittoria in FA Cup fece arrivare nelle casse della famiglia Charrington una tale cifra che i posti a sedere totali divennero 32mila con una Main Stand riservata a 500 persone. Le gradinate erano molto vicine alle linee del fallo laterale e le invasioni di campo erano così frequenti che si decise di allontanare le gradinate di qualche metro. Nel 1905 lo stadio si ampliò nuovamente con l’acquisto di nuove terre limitrofe, la spesa totale di 11.500 sterline fu divisa quasi equamente fra la società e la famiglia Charrington. Quattro anni dopo il nostro ormai conosciutissimo Archibald Leitch, che abbiamo potuto ammirare anche nell’articolo riguardante il Fulham, disegnò e costruì la West Stand, enorme per l’epoca (poteva contenere 12mila posti) e sopra il tetto dello stesso fu posto il galletto, storico simbolo del Tottenham Hotspur, che deve questo secondo nome al suo mitico fondatore Harry Hotspur, chiamato così perché portava abitualmente gli “spurs” ossia gli “speroni”. In questa foto possiamo vedere la West Stand e le migliaia di tifosi che ormai affollavano le tribune dell’High Road Ground.
I tifosi non accettando il nome dello stadio imposto dalla famiglia Charrington ribattezzarono il terreno come “White Hart Lane”, chiamato così per via della stazione più vicina all’impianto. Durante la prima guerra mondiale con le attività calcistiche cessate, lo stadio fu utilizzato come campo d’addestramento dei soldati specializzati nell’uso dei fucili. Cessata la guerra, nel 1919 e successivamente con la seconda vittoria in FA Cup arrivata nel 1921, i posti a sedere furono ampliati arrivando a toccare quote impressionanti per l’epoca: 50mila posti, 30 dei quali tutti magistralmente coperti sempre con l’aiuto di Leitch. I progetti per l’ampliamento dello stadio arrivarono anno dopo anno, Leitch lavorò anche nella East Stand, ma la famiglia aveva bisogno di liquidi che a quel tempo scarseggiavano per via della retrocessione nella Division Two. Nel 1934 la East Stand fu finalmente realizzata grazie alla Barclays Bank che finanziò tutto il progetto con grande felicità della società e dei tifosi, che continuavano ad essere sempre più numerosi.
In questa nuova stand erano 16mila i posti a sedere coperti e 8mila erano in piedi scoperti dalla tettoia, nonostante questi rinnovamenti la squadra rimaneva mediocre e successe l’impensabile. La rivale di sempre, l’Arsenal, trionfò in campionato e gli Spurs furono nuovamente retrocessi nel giro di pochi anni. Coperta dai debiti la squadra fu risollevata solamente dai tifosi che con il loro patrimonio personale “tapparono i buchi” finanziari. In quegli anni, nel momento sicuramente più difficile della storia del Tottenham, i tifosi accorsero in maniera incredibile allo stadio, tanto da toccare l’inimmaginabile record di 75mila tifosi che assistettero contemporaneamente alla partita contro il Sunderland. Durante i tremendi anni Quaranta, dilaniati dalla guerra, White Hart Lane fece da “casa provvisoria” ai rivali dell’Arsenal, avendo l’Highbury distrutto per via delle bombe. Dopo la guerra, fra il 1952-53 il terreno era in condizioni pessime, divenuto molto fangoso, si decise di rifarlo da zero, e durante gli scavi per costruire il nuovo manto erboso vennero alla luce dei reperti archeologici incredibili: un antico pozzo e un impianto idrico che furono presto rimossi. Nel 1962 si installarono per la prima volta nella storia di questo stadio quattro riflettori con un altezza di poco inferiore rispetto ai tetti delle stand. In questa immagine notiamo un’azione di gioco fra Tottenham e Portsmouth e sullo sfondo la storica West Stand con il galletto posto sul tetto.
Nel 1975 la federazione inglese emanò il Safety of Sports Ground Act, un atto nel quale si diceva che la West Stand e molte tribune di altri stadi fossero ormai divenuti fuori legge perché ritenute pericolose per la sicurezza dei tifosi. In quegli anni era presidente un certo Wale, il quale è ricordato da tutti per il suo motto “vinci e costruisci”, motto che il Tottenham si tirava dietro fin dall’epoca dei Charrington. Questa volta il sopra-citato patron del Tottenham fece un eccezione, in quanto ricostruì la West Stand, realizzata durante gli anni Ottanta tra mille controversie. Risultato? Una stand gigantesca, con 72 “exclusive boxes”, il lavoro fu enorme e anche il tempo per costruire questa nuova West Stand, con dei pannelli di vetro che dividevano i boxes dallo stadio vero e proprio. I tifosi non trovarono gioia nel vedere questa novità essendo molto lontana dal progetto originario di Leitch che era vista come “più adatta per lo stadio”. Nonostante le critiche, i risultati dopo questa immensa costruzione arrivarono, grazie a due vittorie di fila in FA Cup e una semifinale persa in Coppa delle Coppe, così facendo tutti i bilanci tornarono a quadrare. A metà degli anni Ottanta fu introdotto il divieto di bere alcolici dentro lo stadio con il conseguente calo di spettatori presenti alla partite. La lega inglese, inoltre, dichiarò che bisognava fare un ridimensionamento di posti a sedere del White Hart Lane, che così tornò a 55mila. Un ridimensionamento molto forte lo subì la East Stand che passò da 11mila a 5mila posti a sedere scatenando l’ira dei tifosi degli Spurs che non volevano abbattere lo storico tetto di questa tribuna. Alla fine non si demolì ma nell’estate 1989 arrivò la seconda beffa per i tifosi nel giro di poco tempo: il galletto, simbolo del team, posto nella West Stand fu distrutto, in quanto si pensava contenesse all’interno della palla una capsula del tempo, alla fine si trovò solo un blocchetto con appunti del 1909, senza valore. Per rimediare a ciò fu creata una vera e propria capsula del tempo e inoltre venne ricostruito un galletto simile a quello progettato da Leitch. In questa immagine un’azione di gioco fra Tottenham e Brighton datata 1980.
Durante gli anni Novanta, più precisamente nel 1994, il White Hart Lane fu ufficialmente definito “all-seater”, quindi uno stadio con soli posti a sedere. Il WHL come lo conosciamo oggi, fu inaugurato nel 1998, un campo con una capienza minore (36mila posti tutti coperti e a sedere) rispetto all’idea che ebbe Leitch, ma molto innovativo, infatti grazie allo Stadium Grow Lighting, un progetto illumino-tecnico, che permette grazie alle molte fonti di luci presenti, di controllare molti aspetti del terreno di gioco e di garantire una giocabilità pressoché perfetta durante le partite di Premier e non. Nella foto sottostante ecco come si presenta oggi il White Hart Lane.
Spero vivamente che questo articolo, seppur poco più lungo rispetto agli altri due sopracitati, sia stato di vostro interesse e che vi siate immersi in questa lettura alla scoperta della storia di questi tre stadi. Un saluto e a presto con un prossimo stadio!
“Oh When the Spurs Go Marching In”
-Giovanni Maria Zinno