FOCUS-Gary Lineker: il calcio è un gioco semplice…!

La leggenda intorno a Gary Winston Lineker nasce alla fine della seconda semifinale dei “nostri” mondiali: il 4 Luglio del 1990 la Germania Ovest batte l’Inghilterra e accede alla finale di Roma dopo la lotteria dei rigori. E in un intervista nell’immediato post partita il nostro Gary regala in mondo visione la sua perla:  “Il calcio è un gioco semplice: 22 uomini rincorrono un pallone per 90 minuti e, alla fine, vincono i tedeschi!”.

Fortunatamente non è cosi, certamente non lo pensa davvero e sicuramente l’amarezza e la delusione furono elementi fondamentali per la formulazione della frase ma nonostante queste “attenuanti”, le parole entrano nella storia del gioco e come spesso accade con frasi, azioni, avvenimenti ecc. ecc. oscurano il protagonista che viene ricordato più per una singola circostanza che casomai per una lunga e fruttuosa carriera sportiva.

Si spera che non sia il caso di Sir Gary Winston Lineker nato il 30 Novembre 1960 a Leicester (anche Winston Churchill nacque il 30 Novembre e da qui arriva il secondo nome del buon Gary). Fa la trafila nelle squadre giovanili della sua città e a 18 anni fa il suo esordio in prima squadra lasciandola dopo 194 presenze e ben 85 gol solo nel 1985 per passare al più quotato Everton. Attaccante ,anzi pardon, cannoniere implacabile è senza ombra di dubbio tra i più grandi calciatori britannici della storia.

Sulla riva del Merseyside esplode: 41 presenze e 30 marcature nell’ 85/86 e poi di nuovo via ma questa volta con un biglietto aereo in direzione Barcellona.Nella decisione di lasciare l’ Everton (squadra di grande livello europeo in quel tempo) e l’ Inghilterra fu fondamentale la lunga squalifica delle squadre inglesi  nelle competizioni europee che durò per tutta la metà degli anni ottanta. Fra il trasferimento in Spagna e l’ inizio di questa nuova avventura ci furono i famosi mondiali del Messico. Anche se la sua nazionale fu eliminata ai quarti da due gol indimenticabili di un certo Diego Armando Maradona, lui si rivelò al mondo: capocannoniere della competizione con 6 reti.

Quindi iniziò l’avventura spagnola che durò tre anni conditi da un buon numero di gol e da due trofei: una coppa del Re nel 1988 e da una Coppa delle Coppe nell’anno successivo. Torna nella terra d’Albione e nel successivo triennio nei Spurs con 105 “caps” e 67 reti conferma le sue grandi doti: rapidità, freddezza sotto porta, eleganza nell’esecuzione, imprevedibilità nelle giocate, sconfinata signorilità( mai un cartellino giallo o rosso in tutta la carriera!!!). Tutte doti che possedeva in quantità ben superiore alla media e che si esaltavano quando indossava la maglia dei Tre Leoni. Ai suddetti 6 gol nel mondiale messicano vanno aggiunti altri 4 ai mondiali del 1990 dove si conferma bomber di livello internazionale e trascina la sua squadra ad un ottimo quarto posto che rappresenta il miglior risultato ad un mondiale dopo quello vinto in casa.Ovviamente è il capocannoniere inglese all-time dei mondiali. Inoltre è anche il terzo miglior marcatore con la maglia della nazionale inglese dietro Bobby Charlton e Wayne Rooney. Chiuderà con l’Inghilterra nel 1992 con 80 presenze e 48 reti.Per quanto riguarda la carriera nei club prima di abbandonare e diventare uno stimatissimo e tagliente opinionista televisivo, disputerà due stagioni in Giappone con Nagoya Grampus Eight che lascerà nel 1994 per un serio infortunio.

Quindi se vogliamo ben vedere, ci sono tanti motivi e tantissime giocate e soprattutto tantissimi gol per ricordare un immenso cannoniere come Gary Lineker che vanno ben oltre una frase pronunciata a caldo dopo una semifinale mondiale persa ai rigori.Ma a pensarci bene bisogna assolutamente mettere insieme anche quest’ultimo aspetto nel ricordare Gary soprattutto perché sarà quasi impossibile riascoltare nelle nostre vite un inglese che descrive cosi semplicemente il “loro” gioco e sarà sicuramente impossibile sentire un inglese dire che un tedesco alla fine vincerà contro di loro, fosse calcio, guerra o un torneo di carte al bar!