GOONERS CORNER – Salvare il salvabile

A giugno, molto probabilmente, assisteremo ad una vera “rivoluzione”: con tutta probabilità, ci sarà un cambio alla guida della squadra dopo 21 anni di gestione Wenger: uno tra Sanchez ed Özil, se non entrambi, farà i bagagli verso “migliori lidi”, molte presunte stelle, in procinto di esplodere da anni, saluteranno l’Emirates.. Sempre difficile fare previsioni da qui a 3 mesi. Ma quest’estate, per i tifosi che non amano il calciomercato e la classica girandola di acquisti cessioni o presunti tali, bisognerà fargli mettere “la testa sotto la sabbia”e sperare che arrivi presto metà agosto, quando i giochi saranno finiti. Fondamentale però per sperare nel miglioramento effettivo di questa squadra: il classico piazzamento Champions quest’anno sembra essere meno scontato che mai. Ad Anfield, senza Özil fuori per influenza, Wenger decide di giocarsi la faccia non schierando dal primo minuto Alexis Sanchez; la squadra ne risente pesantemente e torna negli spogliatoi sotto di due gol, dopo 45 minuti di nulla. Nella ripresa, soprattutto grazie anche all’ingresso del cileno, la squadra trova il 2-1 (a firmare la rete della speranza è il “Dat Guy”Danny Welbeck) e una maggiore fluidità di gioco; non basta però per pareggiare i conti contro un Liverpool attento e solido difensivamente. Martedì si torna in campo contro il Bayern,ed il non avere nulla da perdere questa volta suona più come una minaccia che come un’iniezione di fiducia.

Terzo 5-1 in 2 anni contro il Bayern Monaco: e questo, per una serie di ragioni, è quello che fa più male. La squadra non si trova in un buon momento di forma, per usare un eufemismo, lo spogliatoio sembra spaccato più che mai, c’è incertezza sul futuro e pochi giocatori sembrano realmente tenere alla causa. Ieri, però, nei primi 45minuti, abbiamo visto un Arsenal unito, solido che si è trovato meritatamente in vantaggio a fine primo tempo, grazie al gol di Theo Walcott, per giunta con un rigore solare negato, a pochi minuti dalla fine della prima frazione.
Ecco perché, quando nel secondo tempo Lewandoski trova il gol del pareggio su rigore (con conseguente cartellino rosso per Koscielny), la rabbia è tanta e giustificata.
Il resto è un autentico assolo dei bavaresi che decidono di “sparare sulla croce rossa”, senza accontentarsi del classico passaggio del turno, ma preferendo servirci un’autentica umiliazione, chiudendo il doppio confronto con un passivo di 10-2.
Sabato contro il Lincoln serve una reazione d’orgoglio, per continuare a sognare realisticamente l’unico trofeo stagionale .

L’FA Cup è, senza ombra di dubbio, l’unica competizione rimastaci, nella quale possiamo ancora dire la nostra in questa stagione disastrata. Complice anche un sorteggio favorevole, ci troviamo in Semifinale senza aver sofferto nessuno dei turni precedenti in maniera particolare (escluso magari quello con il Preston) . L’ultimo ostacolo, prima di Wembley, era dato dal Lincoln City, squadra militante nella Conference Premier quinta divisione inglese, una delle tante bellissime storie di questa FA Cup.
Wenger sceglie di schierare gli 11 titolari, senza risparmiare Alexis,Walcott,Giroud rendendo chiaro già, prima del fischio d’inizio, che non bisognava sottovalutare questa partita .
Il risultato finale, forse fin troppo pesante, parla da sé: 5-0 a segno Walcott,Giroud,Sanchez e Ramsey in mezzo anche l’autogol di Waterfall. Il sorteggio di lunedì sera ci prospetta un’interessantissima semifinale il 22 aprile contro il Manchester City di Guardiola, mentre il Chelsea di Conte se la vedrà con gli odiati Spurs di Mauricio Pochettino.

Eduardo

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18 anni, Marchigiano, tifoso dell'unica squadra di Londra degna di nota.
"Il calcio ha significato troppo per me e continua a significare troppe cose"
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