FOCUS – 1995/96: i Magpies sognano, Cantona li desta

Dopo il clamoroso successo dei Rovers, trascinati dalla superba coppia gol Shearer-Sutton, la Premier League è pronta a ripartire da tanti volti nuovi e, soprattutto, dalla riduzione del numero di squadre partecipanti. La Premier League 1995/96, infatti, vedrà battagliare venti squadre in luogo delle ventidue presenti sino alla stagione precedente; si tratta di una decisione legata al desiderio di provocare meno fatica psicofisica ai club di casa, in favore di uno spettacolo che possa essere più godibile. Le squadre inglesi impegnate nelle coppe europee, inoltre, avrebbero così potuto gestire al meglio le proprie sorti, grazie a un calendario meno fitto. In realtà, il livello dei team della Premier, ancora nettamente inferiore rispetto ai più talentuosi e ricchi club spagnoli ed italiani, continuerà a fare la differenza nonostante il tentativo effettuato dal board della massima divisione inglese.

Il calciomercato, intanto, continua a regalare colpi interessanti, sessione dopo sessione. Chiariamo: siamo ancora ben lontani dall’appeal che offre ai giorni nostri la Premier League ma alcuni trasferimenti sono comunque degni di nota. Il Newcastle di Kevin Keegan, ad esempio, regala ai propri tifosi il super bomber del QPR Les Ferdinand ed il talentuosissimo fantasista transalpino David Ginola. Il Liverpool acquista l’astro nascente del calcio di casa: il centravanti Stan Collymore, proveniente dal Nottingham Forest. Alex Ferguson decide invece di puntare forte sulla propria academy, lasciando partire mostri sacri come Mark Hughes e Paul Ince. Tanti sono, poi, gli acquisti provenienti dal calcio italiano; si tratta, comunque, per lo più di calciatori che in Serie A hanno fallito, come Bergkamp (Arsenal), oppure di atleti che sembrano aver imboccato la parabola discendente della propria carriera, come Gullit (Chelsea). Desta particolare curiosità, infine, l’arrivo in Premier del primo calciatore italiano: si tratta del centravanti del Torino Andrea Silenzi, chiamato a non far rimpiangere Collymore a Nottingham. Un compito tutt’altro che semplice.

Il 19 agosto del 1995 si dà il via alle ostilità. Già dopo poche giornate si delineano gli scenari che occuperanno tutto il resto della stagione. E’ un testa a testa fra il Newcastle e il Manchester United. Il Blackburn campione in carica rappresenta, invece, una grande delusione. Basti pensare che, dopo soli cinque turni, i Rovers sono addirittura sedicesimi e con soltanto quattro punti all’attivo.

Primo ottobre 1995. Una data da ricordare. E’ il giorno in cui torna in campo “The King”, Eric Cantona. La forma fisica non è delle migliori, per usare un eufemismo, ma la classe è talmente elevata che al francese basta per tornare immediatamente al gol e regalare un assist al giovane Nicky Butt, trascinando lo United al 2-2 contro il Liverpool. Nonostante il ritorno del numero sette, comunque, la squadra di Ferguson stenta a decollare. Il Newcastle della coppia dei sogno Ferdinand-Ginola è sempre più saldo in testa e alla diciannovesima giornata i punti che distanziano le due squadre sono ben dieci. Da questo momento in poi, tuttavia, si apre il sipario su uno spettacolo completamente nuovo e va in scena un campionato con un’altalena di emozioni mai vista prima.

In due giornate, complice anche la vittoria nello scontro diretto contro i Magpies, il Manchester United vola a -4 dalla capolista. Il ventiduesimo turno, però, frena gli entusiasmi mancuniani. La causa? Un sonoro 1-4 ricevuto dagli Spurs; e così, tra i due litiganti chi spunta? Il Liverpool di Collymore, che aggancia il secondo posto e si piazza a sua volta in scia del Newcastle. I Reds, comunque, si rivelano ben presto un fuoco di paglia e abdicano già dopo poche settimane la lotta al titolo.

Si arriva al 4 marzo del 1996. Stadio St.James’ Park. Ore 20. Newcastle-Manchester United. La distanza tra le due squadre è di sette punti. I Magpies sono lanciatissimi mentre i Red Devils sono ancora in cerca di capire cosa fare della propria stagione. Lo decide Cantona al minuto 51: è ora di tornare a vincere ragazzi. Finisce 0-1, -4 e tutto più in gioco che mai.

Il Newcastle, sin qui volato sulle ali dell’entusiasmo, accusa il colpo in modo devastante e dopo quattro turni getta alle ortiche la possibilità di tornare sul tetto d’Inghilterra dopo 69 anni; ancora Cantona si carica i suoi sulle spalle, stavolta contro l’Arsenal, mentre gli odiati rivali del Liverpool battono 4-3 il Newcastle. Quando mancano soltanto cinque giornate, il Manchester United si va a prendere la vetta con due punti di vantaggio sui bianconeri. Tutto finito? Macché! C’è ancora tanto da giocare.

Nel trentacinquesimo turno i Magpies cadono a Blackburn. Nel 2-1 finale non c’è però traccia di Alan Shearer, vecchio cuore di Newcastle. Cinque punti dal Manchester United a tre giornate dalla conclusione. Ora è davvero impossibile, pensano tutti; ma la Premier League è il campionato where amazing happens e infatti la settimana successiva la squadra di Ferguson cade fragorosamente in casa del Southampton mentre i Magpies passano tra le mura amiche contro l’Aston Villa. -2! Questo campionato sembra non voler finire mai.

Tutto si risolverà all’ultima giornata. Il Newcastle gioca per un sogno, a St.James’ Park, contro il Tottenham. Il 1996 non si rivela, però, l’anno delle favole e i Magpies impattano 1-1. Il Manchester United, invece, fa il proprio dovere e finisce a quota 82 punti, quattro in più degli unici, veri rivali dell’intera stagione.

Matteo Luciani