Man Utd-Hull 3-0. I Red Devils mostrano i denti alle tigri

Manchester United-Hull City 3-0, apre Smalling, chiude Van Persie.

Formazioni Iniziali:

 

Fortuna/Sfortuna. Da una parte lo United di Van Gaal, una sola sconfitta nelle ultime 7 partite. 19 punti e quarto posto in classifica frutto di una lenta, ma inopinabile crescita, dall’altra le Tigri di Steve Bruce, indomabili nelle prime uscite stagionali, dimenticate dalla Dea della buona sorte nelle ultime apparizioni. Una sola vittoria nelle ultime 11, un solo gradino separa l’Hull dalla terzultima piazza, e l’Old Trafford non sembra il palcoscenico adatto per rimettersi in carreggiata.

Primo Tempo:
Sono quarantuno le candeline sulla mega torta di Ryan Giggs che ritrova l’Hull, sparring partner della sua ultima presenza in Premier League. Rooney prova molto presto a confezionare l’1-0, ma il suo destro si spegne sul fondo. Lo United sembra in palla, ma dopo 11′ Di Maria si ferma a metà campo toccandosi la coscia destra. Una smorfia, poi un’altra ed è costretto ad abbandonare il terreno di gioco sostituito da Herrera. Il cielo sopra l’Old Trafford sembra ingrigire, ma sugli sviluppi di un corner Smalling in mischia calcia di destro, McGregor prova a salvare sulla linea di porta ma “l’orologio dice si” e il direttore di gara indica il cerchio del centrocampo. Vantaggio United. I Red Devils continuano ad imperversare nella metà campo dei Tigers. La punizione calciata da Mata e poi respinta dalla difesa dell’Hull carambola dalle parti dello spagnolo che sontuosamente controlla servendo il taglio di Smalling, questa volta fermato solo dal legno. Steve Bruce, stizzito dalla prestazione dei suoi al 33′ richiama in panchina Ben Arfa, ma è ancora lo United a fare la voce grossa sfiorando il raddoppio che non tarda ad arrivare pochi minuti più tardi. Rooney apre il piatto destro sulla sponda di Van Persie e battezza l’angolo basso a destra. Decima rete in tredici partite per il numero 10 dei Tre Leoni.

Secondo Tempo:
Il referee fischia l’inizio della ripresa, ma i 22 in campo sembrano sordi. A suonare la sveglia ci pensa Young, che alza i ritmi e sul controllo elude l’intervello di Chester, che lo falcia senza mezzi termini. Al 56′ un meraviglioso assist di Carrick mette Van Persie nelle condizioni di emulare il gol che ha reso dolce il suo Mondiale (il volo del pareggio nella partita d’esordio contro la Spagna), ma il colpo di reni di McGregor nega all’olandese la gioia di abitare i piani alti nella TL di Twitter per qualche ora. Il gioco si fa duro, Dawson atterra Van Persie e becca il giallo, il 9 dei Red Devils non la prende bene e al 65′ mira il sette da fuori aria prima di congedarsi. Tre a zero. Tutto troppo facile per gli uomini di Van Gaal. L’Hull prova timidamente a far capolino dalle parti di De Gea regalandogli un’inquadratura sullo stacco di Jelavic. Mata e Smalling tentano di arrotondare il risultato, poi l’inutile girandola di cambi accompagna i titoli di coda.

Non si può certo parlare di tigri affamate, ma l’impronta del genio olandese sugli schemi di gioco dei Red Devils si intravede. Van Persie, dopo il richiamo infrasettimanale del suo mentore sfodera una prestazione maiuscola che gli vale il titolo di MVP. “Mamma Van Persie”, proprio così.

 

Marco Lauria

Il filetto al pepe verde, lo spritz amblè, AM degli Arctic Monkeys, Woody Allen, Kevin Spacey, Chandler Bing, i dropshot di Dolgopolov, il mancino di Morfeo

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