MIDDLESBROUGH – Boro retrocesso, Gibson: “Questo è il momento più brutto della mia vita”

Ieri sera la sconfitta contro il Chelsea per 3-0 ha sancito la retrocessione del Middlesbrough in Championship dopo soltanto un anno. Il club aveva raggiunto la promozione la scorsa stagione dopo ben otto anni di digiuno della massima serie inglese. Tanti gli errori commessi in quest’annata, l’obiettivo ad inizio campionato era sicuramente la salvezza e nei primi mesi le cose sembravano andare per il verso giusto. Ma da gennaio i risultati sono stati sempre più negativi, soprattutto dal punto di vista del gioco; una critica, in questo senso, l’ha fatto un comico e fan del Boro Bob Mortimer che dopo la sconfitta contro il Crystal Palace a febbraio per 1-0, con un tweet ha espresso la sua opinione: “Il Palace ha giocato con energia e passione, mentre il Boro si è scansato e li ha lasciati giocare”. Dal punto di vista delle reti realizzate la squadra ha il peggior attacco della Premier con appena 26 gol segnati in 36 partite, di questi Negredo, giocatore da cui ci si aspettava di più, ne ha messi in rete soltanto 9. Gli ultimi risultati, in particolare il 2-0 al Sunderland e il 2-2 casalingo contro il Manchester City, avevano dato fiducia al team di Agnew, ma era ormai troppo tardi e il calendario non si apprestava a diventare favorevole (Chelsea, Southampton e Liverpool nelle ultime tre). A marzo era stato esonerato Aitor Karanka, indicato come responsabile della disastrosa stagione, ma forse aveva ragione il manager spagnolo quando disse che nella squadra mancava l’attaccamento a quella maglia, secondo lui poco apprezzata dai suoi giocatori. Il proprietario, Steve Gibson, aveva optato così per Steve Agnew come allenatore, ma i numeri anche in questo caso sono pessimi: guadagnati soltanto 6 punti su 27 disponibili, che mostrano l’inesperienza per una panchina importante per Agnew; un grosso errore, dunque, lo ha commesso anche il presidente che doveva scegliere un manager in grado di svegliare la squadra dal lungo sonno invernale. Uno dei migliori giocatori quest’anno è stato sicuramente Ben Gibson, centrale difensivo classe ’93, che nel post-partita di ieri sera ha commentato la dura retrocessione: “Non abbiamo fatto abbastanza per restare in Premier, ognuno di noi dai giocatori allo staff. Se ci troviamo in questa posizione è solo colpa nostra. Il Chelsea ha dimostrato di essere migliore di noi sotto ogni aspetto e il match sarebbe potuto finire 4-0, 5-0 e anche 6-0, è stata davvero una pessima serata che conclude una stagione negativa. Senza dubbio questo è il momento peggiore della mia carriera, ho toccato il fondo. Ora dobbiamo ripartire riflettendo sui nostri errori. Non è soltanto il punto più basso della mia carriera, ma lo è anche della mia vita, anche per i miei compagni è così. Una cosa che vorrei sottolineare è stata la continua presenza dei nostri tifosi, che anche stasera non hanno smesso di cantare, tutti e 1400 che erano venuti qui a Londra; ovunque siamo andati a giocare quest’anno sono stati sempre presenti e ci hanno sempre dimostrato il loro affetto. Questi tifosi meritano di vedere il proprio club giocare in Premier League e noi non siamo stati in grado di farlo ancora. Ma lotteremo la prossima stagione per realizzare il loro sogno. Ora dobbiamo soltanto riflettere su ciò che è andato storto e ripartire”.