NEWS – La lettera di ringraziamento di un tifoso del Plymouth allo staff di Anfield

Liverpool-Plymouth 0-0, un incontro sicuramente memorabile per tutti i tifosi del club di League Two, che hanno seguito la loro squadra nella trasferta di Anfield. Una giornata ricca di emozioni sportive fortissime, che fanno da sottofondo alla disperazione di Kevin May, un 53enne tifoso del Plymouth. Poco prima di entrare ad Anfield, il figlio maggiore lo chiama per avvertirlo, che l’altro figlio Daniel, disabile e con frequenti crisi respiratorie, stava per spegnersi. La disperazione e il dolore hanno subito preso il sopravvento, tuttavia alcuni di poliziotti di Anfield hanno aiutato questo signore in un momento tanto difficile e lui a distanza di alcuni giorni ha deciso di ringraziarli con questa lettera.

“Sono un tifoso del Plymouth Argyle ed ero presente al match domenica. Attorno alle 12, proprio quando ero in procinto di entrare ad Anfield, ho ricevuto una telefonata dal mio figlio più grande, Terry. Mi ha riferito che l’altro mio figlio Daniel, che si trovava in terapia intensiva, aveva perso le ultime forze che gli erano rimaste e stava per spegnersi. Ovviamente ero sconvolto e facevo anche fatica a sentire cosa mi diceva a causa del rumore della folla attorno a me. Ho girato lo sguardo verso il campo per provare a nascondere le mie preoccupazioni quando ho notato difronte a me un poliziotto piuttosto alto e robusto, che ho scoperto poi chiamarsi Graham.Ho provato a raccontargli quanto mi stava accadendo ma le parole a fatica uscivano dalla mia bocca e immediatamente mi ha portato all’interno dello stadio, nella stanza d’attesa della stazione di polizia. Ha cominciato a parlarmi, mentre mio figlio Terry continuava a tenermi informato su quanto stava accadendo all’ospedale di Guildford, nel Surrey. La connessione è saltata diverse volte ma cercavo comunque di rimanere a conoscenze delle condizione di Daniel.A quel punto un altro uomo è arrivato ma purtroppo non riesco a ricordare il suo nome. È stato, insieme a Graham, un valore aggiunto per il Liverpool FC. Non potevano fare molto per me ma sono stati gentili con le loro parole di conforto nei miei confronti. Mi hanno fatto alcuni te per calmarmi e sono stati tutto il tempo ad ascoltarmi, mentre parlavo di Daniel. Sono stato con questi due scousers per circa una mezz’ora ma non posso far altro che ringraziarli. Poco dopo, mi hanno accompagnato al mio posto nel settore ospiti e, continuando a rassicurarmi e tranquillizzarmi, mi hanno pregato di far sapere allo staff o agli steward nel caso avessi avuto bisogno di ulteriore aiuto. Sfortunatamente sono rimasto seduto al mio posto per soli 10 minuti, prima di ricevere un messaggio da mia figlia Stacey che recitava semplicemente: ‘Se n’è andato’.Il mio bellissimo figlio Daniel era ormai in arresto cardiaco, non c’era nulla da fare. Ho dovuto lasciare gli spalti in cerca del disperato aiuto di Graham che, nonostante non lo abbia trovato subito, è riuscito a raggiungermi grazie all’aiuto di un altro gentile poliziotto.Nell’esatto momento in cui sono entrato nell’ufficio della polizia di Anfield, sono scoppiato in un mare di lacrime. Ho iniziato a singhiozzare come un bambino. Graham, insieme ad altri membri dello staff di Anfield mi hanno abbracciato in segno di affetto, compiendo un gesto che di assoluta umanità e gentilezza che mai e poi mai dimenticherò. Quelle persone sono il vero valore aggiunto del Liverpool Fc, della città di Liverpool e della polizia di Liverpool.Quando mi sono calmato, ho capito che ormai non c’era più niente da fare. Se n’era andato. Non potevo nemmeno tornare a casa perché avevo viaggiato in macchina con altri tifosi. Nuovamente, Graham e i suoi colleghi mi hanno accompagnato al mio posto sugli spalti. A quel punto mi sono sentito solo e isolato, lontano dalla mia figlia e da mio figlio Daniel.Pochi secondi dopo i tifosi del Liverpool hanno cominciato a cantare il loro famoso inno, You’ll Never Walk Alone. Mi è sembrato di sentire come se fossero a conoscenza di quanto mi era successo e, almeno nella mia testa, ho pensato che lo stessero cantando a me personalmente. Per favore, se qualcuno conosce personalmente le persone delle quali sto parlando, potete per cortesia passargli il mio messaggio e ringraziarli sinceramente per la cura che si sono presi di me e per le gentili parole che hanno usato nei miei confronti quando ne ho avuto bisogno.

Grazie ragazzi e grazie Anfield”.

 

Andrea Pierantozzi

24 anni,laureato in Economia.Il mio credo calcistico si basa sulla trinità Totti,Henry,Ronaldinho.Faccio parte di quelli che " noi non supereremo mai questa fase."