FOCUS – All’ombra di Oba Oba

Il calcio in Africa è una sorta di evasione dal mondo reale: rincorrere un pallone di stoffa su un campo sia di terra, che di sabbia o ghiaia serve come fuga dalla realtà, fuga dalla vita e dai problemi di tutti i giorni.
Lo sapeva bene Oba-Oba Martins. Ve lo ricordate? La sua velocità, le sue conclusioni, le sue capriole dopo un gol…
Spesso, però, durante partite giocate con palloni bucati o rattoppati, in condizione climatiche improbabili, in campi che del campo di calcio hanno solo il nome, si possono scoprire veri e propri talenti, quelli con qualcosa in più, quelli che vivono per il calcio, quelli che potrebbero farcela, nonostante tutto e tutti. Soprattutto in Premier, nella NBA del calcio, negli ultimi anni ragazzi provenienti dalle più svariate parti del mondo hanno avuto una chance, spesso, se non in rarissimi casi, buttata alle ortiche e malamente sprecata: giapponesicoreaniaustralianirussi, americani… Tutti con lo stesso obbiettivo, tutti che, per una motivazione o un’altra, hanno completamente “ciccato” l’ambientamento trovandosi completamente fuori posto, in campo e non. Stanno balzando però agli onori della cronaca, assai di recente, statistiche e, soprattutto, nomi interessanti riguardo la nazione più popolosa di tutta l’Africa: la Nigeria. Sembra infatti che una buonissima percentuale di Super Eagles , soprattutto negli ultimi anni, riescano ad eccellere ed esplodere senza troppi problemi nel campionato Inglese. Ragazzi spesso provenienti da quartieri difficili, da zone complicate, dove non regna ovviamente la ricchezza e il calcio serve solo a far sognare un futuro migliore. I nomi sono tanti: ne andrò ad analizzare qualcuno , con un occhio speciale verso i ragazzi acquistati e fortemente voluti da Arsène Wenger negli ultimi anni.
Il primo di questa lunga generazione di ragazzi nigeriani è ovviamente Odion Ighalo. Classe 89, attualmente in forza al Watford, dove nelle ultime 2 stagioni ha fatto la fortuna di Quique Sánchez Flores e dei tifosi delle Hornets. Odion viene da un quartiere difficile di Lagos: è cresciuto con sei fratelli. in una Bidonville di Ajegunle, dove la madre lavorava 17 ore giornaliere, pur di comprargli le prime scarpe da calcio. Poca elettricità, zero igiene: non è stato ovviamente semplice diventare grande in un quartiere dove le sparatorie tra gang locali e polizia sono all’ordine del giorno. Come spesso accade, però è stato il calcio a salvargli la vita. Nel 2008 viene acquistato per 2 milioni dall’Udinese per poi venir girato al Granada, dove il ragazzo esplode definitivamente diventando un autentico idolo al Nuevo Estadio de Los Cármenes (guardare per credere). Arriva al Watford nel 2014 : dove riesce ad imporsi grazie anche alla partnership con Troy Deeney, storico capitano delle Hornets con un caratterino “difficile”(espulso dalla scuola a 14 anni, condannato a 10 mesi di carcere dopo aver colpito la testa di un uomo con un calcio in una rissa) perfettamente compatibile con quello del nigeriano (difficilmente vedrete Odion tirare indietro la gamba in un contrasto). Il ragazzo è dotato di un ottimo scatto, un grande fiuto per il Gol e, soprattutto, una straordinaria forza fisica che lo ha portato a segnare splendidi gol contro avversari molto più alti e robusti. E’ arrivato a 14 marcature in 26 presenze in Premier League ed ha deciso la sfida contro l’Arsenal nei quarti di finale di FA Cup, trascinando il suo “piccolo”Watford in quel di Wembley… Storie del genere non possono non avere un lieto fine;poi non dite che non ve lo avevo detto.

 

Kelechi è uno di quei ragazzi con il calcio scritto nel destino. Ha raccontato qualche mese in un’intervista come in Nigeria fosse impossibile per lui seguire la Premier League: troppo costosa per la sua famiglia, si “accontentava” di farsi raccontare le azioni salienti dagli amici e di guardare 45 minuti della Liga spagnola, sognando di giocare un giorno come Yaya Touré (uno su tutti) e compagnia. Nonostante tutto non ha avuto problemi a farsi notare nel calcio che conta… Gol che decide la sfida contro il Crystal Palace dopo pochi minuti dall’ingresso in campo, tripletta all’Aston Villa in FA Cup , decisivo ancora una volta contro il Norwich, in Gol contro gli Spurs e un futuro più che roseo con Pep Guardiola come nuovo allenatore già dalla prossima stagione. Iheanacho si è fatto notare dagli osservatori di tutta Europa ed ha convinto lo stesso Manuel Pellegrini, che non ha acquistato un’attaccante nel mercato estivo fidandosi del talento del nigeriano, grazie al suo scatto bruciante, alla sua finalizzazione e soprattutto al suo fiuto per il gol che lo ha fatto risultare decisivo in più di un occasione. Il ragazzo ha ancora un paio di problemi con la lingua inglese, fondamentale per la comunicazione in mezzo al campo: magari non è ancora perfettamente strutturato ma ha davvero ampi margini di miglioramento, risultando una delle punte più promettenti di tutto il “continente nero” e non solo. “I’ve got to keep my head down, keep working hard. Il ragazzo che sognava Yaya Touré farà di tutto per continuare a seguire le impronte del suo maestro.

“So many teams were interested in me but it has been my dream at a tender age to play for Arsenal.” A primo impatto può sembrare una frase fatta, una frase di circostanza, da ripetere a giornalisti e tifosi, per convincere stampa e non che “sei l’uomo giusto al posto giusto”, ma stavolta sembrerebbe non essere così. Il ragazzo in questione è Kelechi Nwakali classe 98, capitano della compagine nigeriana Under 17 vittoriosa ai Mondiali di categoria in Cile lo scorso anno. La concorrenza è stata forte ed agguerrita per mesi; lui e Samuel Chukwueze (anche lui molto vicino ad approdare nel Nord di Londra) sono stati i pezzi pregiati dell’interessantissimo e giovanissimo gruppo delle Super Eagles. Wenger e il suo Staff, anche grazie all’aiuto e la mediazione di Nwanwko Kanu (ex Arsenal), sono riusciti a battere la concorrenza di Manchester City, West Ham, Chelsea, Sporting Lisbona ed Udinese, arrivando a firmare un pre-contratto con tanto di foto sui Social nel mercato di gennaio, rimandando l’ufficialità e la definitiva presentazione a giugno quando il ragazzo arriverà alla maggiore età. In Nigeria si parla di lui come di un “sicuro prospetto”, è stato paragonato trai tanti a Viera e Yaya Touré; è un centrocampista offensivo all’occorrenza anche mediano, con un ottimo senso della posizione,una buona struttura fisica, ma soprattutto i “tempi” per l’Assist e per la verticalizzazione, caratteristiche fondamentali se vuoi essere il futuro del centrocampo della squadra che, per anni, è stata la più spettacolare d’Europa.

Il nostro viaggio fra giovani talenti si conclude con Alex Iwobi, uno dei ragazzi più promettenti del calcio africano ed autentica “Rising Star” della Barclays Premier League. E’ delle ultime ore il tentativo disperato della FA di provare a convincere il ragazzo nipote di Jay-Jay Okocha ad abbandonare la nazione di provenienza: la Nigeria per entrare a far parte della nazionale dei 3 leoni, facendo leva sulla sulla sua lunga militanza all’Arsenal. Alex è un autentico prodotto del settore giovanile dei Gunners: entra a far parte della squadra a soli 8 anni di età, firmando il primo contratto professionistico solo nell’ottobre 2015. E’ stato capitano e capocannoniere della compagine Under 21 allenata da Steve Gatting; viene descritto come un ragazzo semplice, quello della porta accanto, con la testa sulle spalle, pronto a lavorare e dotato di un grande spirito di sacrificio. L’esordio ufficiale è avvenuto quest’anno in quel di Sheffield nel sedicesimo turno di Capital One Cup, dove, nonostante la sconfitta, il ragazzo ha fatto vedere buone cose ed ottimi spunti. Esordisce in Premier 4 giorni dopo; l’esordio ufficiale arriva in Galles in occasione della vittoria contro lo Swansea; riesce a farsi notare definitivamente in FA Cup dove parte titolare sia contro il Burnley che contro il Sunderland impressionando per personalità e spirito di sacrificio, fondamentali per far breccia nei cuori dei tifosi inglesi. Il colpo di fulmine definitivo avviene in quel di Liverpool dove riesce a stupire Supporters ed addetti ai lavori, grazie ad una splendida partita ed un importantissimo Gol che chiude definitivamente il discorso nel match contro i Toffee Man. Gioca la palla con personalità, non ha paura delle responsabilità, cerca i compagni, si muove negli spazi e aggredisce gli avversari senza un minimo timore reverienzale. Wenger si è complimentato con lui a fine partita, ha ricevuto il premio di MOTM , lo zio Jay-Jay Okocha ha twittato la sua “fierezza”…Lui? Rimane tranquillo, ha ringraziato i Supporters per il “tifo”, ha postato un paio di foto sul suo profilo Instagram ed ha voluto sottolineare come i 3 punti siano la cosa più importante. Tutto da copione Alex,continua così.

Un pensiero finale va necessariamente dedicato ad Obafemi Akinwunmi Martins, l’ispiratore di questo pezzo, meglio noto come Oba-Oba Martins, uno dei primi nigeriani a tentare l’avventura in Premier: prima al Newcastle, poi al Birmingham (dove risultò decisivo nella finale di Curling Cup contro l’Arsenal nel 2011), riuscendo ad entrare nei cuori dei tifosi (il mio compreso) grazie ad un impressionante scatto fulmineo (100 metri in 10.94) e, soprattutto, l’esultanza (l’indimenticabile triplice capriola) rimasta nella storia. Ti ricordi ObaOba e le sue capriole?

Eduardo

Eduardo

Giovane universitario marchigiano,innamorato del calcio e di tutte le sue sfumature.L'Arsenal significa per me più di quanto debba significare.
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