IRONS CORNER – Siamo alle solite

E così ci ritroviamo all’ennesima pausa per le nazionali… siamo alle solite, sopportiamo un po’ di lontananza dai colori claret&blue e armiamoci di pazienza fino al momento di rivedere di nuovo calcio vero. La speranza è che lo stop faccia rifiatare i ragazzi e dia modo al coach di sistemare quelle “cosucce” che ancora non funzionano a dovere, come dimostra anche l’ultimo pareggio in campionato col Sunderland.

Gli artigli dei Black Cats – I ragazzi di Advocaat hanno fatto il loro lavoro, e nel primo tempo, complice un ritmo imbarazzante da parte nostra, sono anche riusciti a metterci sotto per bene con due meritate reti! Solo grazie ad un Adrian pazzesco e al goal del buon Jenkinson ci siamo salvati da una stroncatura completa, che dire? I soliti problemi di una squadra che entra in campo molle e che soltanto dopo essere stata punta riesce a trovare lo spunto per tirare fuori le proprie qualità. La gara non era certo delle più semplici, con un allenatore praticamente all’ultima spiaggia (lascerà poi il club a fine partita), il Sunderland ha venduto cara la pelle, e forse, se Lens non si fosse fatto buttare fuori, per noi anche il pareggio sarebbe stato ben più arduo da raggiungere.

Naturalmente una volta in parità, e di questo ringraziamo anche l’incauto Costel Pantilimon (portiere sì, ma più in forma da gatto domestico), la partita è cambiata: Sunderland nervoso e WHUFC che ha controllato agevolmente il match. Certo, per quanto visto in campo, una nostra vittoria sarebbe stata un risultato ben troppo punitivo per la compagine di casa, tuttavia un po’ dispiace per quei venti minuti finali in cui un po’ più di pressing alto e convinzione, forse avrebbero potuto regalarci l’ennesima pazza vittoria in trasferta viste le qualità dei nostri ragazzi.

Bilic abbraccia sportivamente Advocaat a fine gara

Rientrate for God’s sake! – Rimpiango gli sciapi zero a zero che caratterizzavano il regno di Big Sam? Proprio no! La squadra mi piace, lotta, attacca, mi fa soffrire come mai e mostra voglia di imporsi. Vorrei un po’ più di quadratura nelle retrovie? Beh… non mi dispiacerebbe proprio: questo però richiederebbe un po’ più di sacrificio dei tornanti, che ultimamente vanno a corrente alternata, al top in avanti, a rallentatore nei rientri, lasciando i centrali in balia (di sé stessi e ) degli avversari. Concediamo spesso calci di punizione pericolosi e spezziamo il gioco, negandoci la possibilità di quelle veloci ripartenze in cui siamo letali.

Automatismi tattici da perfezionare, insomma, con un occhio particolare alla forma fisica dei giocatori: un sistema di gioco come quello di Bilic richiede una prestanza atletica non da poco. C’è da lavorare, ma né allenatore né giocatori lo nascondono: dobbiamo essere contenti di quanto abbiamo fatto fino ad ora ( sesti in classifica a 14 punti? Chi ci avrebbe scommesso in una partenza così a razzo?)e continuare a lavorare sodo per toglierci delle soddisfazioni… almeno quelle che dipendono da noi, il Chelsky ci pensa da solo ad allietarci i sabati con gli ultimi “brillanti” risultati.

Gente che parla e gente che va – Dal momento che per un po’ dovremo fare a meno di calcio in claret&blue, occupiamoci di qualche amenità relativa ai nostri colori: il West Ham è indimenticabile, c’è poco da fare, sarà per questo che la nostra vecchia conoscenza Ravel Morrison, passa tutto il suo tempo libero a parlare di noi… “Un allenatore mi aveva sconsigliato di andare al West Ham, ma io ero giovane e non l’ho ascoltato, ora non farei più lo stesso errore”, o ancora “Al West Ham ho perso la voglia di giocare a calcio, perché per quanto mi impegnassi non ero mai in squadra”. Ora se la memoria storica non mi inganna, questo è lo stesso giocatore che arrivava agli allenamenti in ritardo, si faceva fotografare con maglie di altre squadre (tipo i Gooners), e quel poco che giocava non faceva certo gridare allo scandalo per la decisione di saldarlo in panchina, per non parlare dell’assenza non giustificata costatagli due settimane di multa: notizia bomba, a noi, caro Ravel, non manchi per nulla, ma se vuoi continuare a renderti ridicolo, insisti con questa tua campagna contro i nostri colori, magari le baggianate che racconti potranno distrarre la stampa dalle tue mediocri prestazioni.

Quanto alla gente che va, salutiamo il buon caro vecchio Amalfitano: non si indispettisce il condottiero croato senza pagarne le conseguenze (sanzione disciplinare per lui e scomparsa dalla prima squadra), avrebbe dovuto capirlo subito Morgan, che qualche giorno fa, in accordo col club, è ritornato free agent. Ti auguriamo migliori fortune Amalfitano e ci teniamo ben stretto il nostro inflessibile coach Bilic.

Battaglia al Selhurst Park – La prossima sfida in programma per i nostri ragazzi è prevista per il 17 ottobre contro il Crystal Palace: Bolasie, Sako, Zaha e Cabaye ci aspettano a casa loro con le armi ben affilate, riusciremo a sorpassarli in classifica mettendo in cascina l’ennesima vittoria in trasferta? Le nostre ripartenze (e la sofferenza) saranno ancora la chiave per i tre punti lontano da Upton Park? Lo scopriremo solo sabato 17 alle italiche ore 16:00 quando, birretta in mano, saremo pronti a cantare a squarciagola

COME ON YOU IRONS!

Elisa Villani

Elisa Villani

Veronese nata nell'anno del Mundial, ex giuri-studente ora logimasterata e giuri-praticante, ha tre grandi amori: il suo Mr D., il West Ham United e l'Unendo Yamamay Busto Arsizio. I suoi sport preferiti sono il jogging, il Subbuteo, entrambi praticati a un buon livello amateur, e il sollevamento forchetta in cui è fuoriclasse alla Maradona.
Vive, ama e impreca tra la Bassa Veronese, i Tribunali veneti, il Palayamamay e il divano da dove segue le partite degli Irons.
Elisa Villani