TOFFEE CORNER – Riassunto delle puntate precedenti

toffees corner

Ricomincia la stagione, ricomincia il Toffee Corner.

Il campionato è alle porte e la valigia sul letto è quella di un lungo viaggio. Sabato pomeriggio, subito dopo la Supercoppa Italiana, andrà in scena la prima giornata di Premier League 2015/16 che vedrà l’Everton di Roberto Martinez impegnato a Goodison Park a fronteggiare il neopromosso Watford, squadra che si è molto rafforzata in vista della sua campagna in prima serie e che sicuramente ci riserverà tante sorprese da qui a maggio. Ma questo è il Toffee Corner, e dei Toffees vogliamo parlare. Ammesso che si abbia qualcosa da dire.

Ci eravamo lasciati a maggio con le ossa rotte, con alle spalle un campionato di stenti in zona retrocessione nonostante la rosa che sembrava promettere mari e monti e che invece ci ha regalato solo conchiglie e ciottoli. Ci ritroviamo a luglio in una situazione più o meno identica.

Sul fronte del mercato, operiamo sempre con una mano avanti e l’altra dietro. Abbiamo perso abbastanza a cuor leggero Alcaraz, Distin e Atsu, mai entrati nei cuori degli evertonian e mai fondamentalmente funzionali al progetto tecnico, qualunque esso sia stato nel corso degli anni, abbiamo ceduto per l’ennesima volta Garbutt in prestito, tanto che ormai lo si potrebbe rinominare “Alsazia e Lorena” per la sua particolarità di essere usato come merce di scambio, mandandolo costantemente in giro a maturare. E dev’essere davvero molto immaturo se negli ultimi tre anni ha sempre avuto bisogno di crescere altrove. Il mercato in entrata registra pochi ingressi. Dal 1° luglio Tom Cleverley è un giocatore dell’Everton, arrivando a parametro zero dopo la scadenza del suo contratto col Manchester United, ed è tornato alla base Gerard Deulofeu, protagonista di una stagione interessante due anni fa e mai particolarmente calatosi nei meccanismi offensivi del Siviglia, squadra dove ha disputato la stagione precedente vincendo l’Europa League in panchina.

Nonostante le parole di Martinez, che ha ammesso di avere bisogno di un rinforzo in fase difensiva, durante tutta l’estate la squadra di Liverpool ha concluso solo l’acquisto a titolo definitivo di Henen, stellina dell’Anderlecht che già nella scorsa stagione giocava nell’under-21 royal blue ed è stata affiancata per lo più a giocatori offensivi, che sicuramente fomentano meglio le testate giornalistiche, ma che ormai vengono salutati dai Blue Nose con una scrollata di spalle, ben sapendo che nonostante tutte le bombe su Podolski, Mertens, Negredo, Shaqiri, Dembelé dovranno accontentarsi anche quest’anno di “nonno” Arouna Koné, che sebbene abbia finalmente rinunciato a quella ridicola chioma bionda, non ha tuttavia deciso di imparare a giocare il giuoco del calcio, fornendo una serie di prestazioni a dir poco imbarazzanti nella pre-season, dimostrandosi sempre del tutto fuori rispetto al gioco della squadra, inadatto a ricoprire il ruolo di vice-Lukaku ma anche a ricoprire quello di semplice punta in Premier League, al punto che si era pensato di proporgli di dargli un incarico dirigenziale degno di un giocatore della sua caratura, proponendolo come custode di Finch Farm ma è una notizia che al momento pare non sia ancora confermata dai diretti interessati. Per quanto riguarda il mercato in uscita invece, la strategia impatto zero inaugurata dalle tasche di Bill Kenwright ormai diversi anni fa, implica la conservazione dello stato delle cose attuali, rendendo così l’estate un lungo susseguirsi di articoli sulla sfida tra le big inglesi per l’acquisizione del cartellino di John Stones. L’Everton pare intenzionato a non mollare ma certamente di fronte ad un’offerta adeguata ci si potrebbe sedere a discutere. Sarebbe un vero dispiacere donare un pezzo di cuore a due piranha ma se serve a far cassa, sperando che venga reinvestita, allora prego, lorsignori sono i benvenuti. Altri tormentoni estivi riguardano James McCarthy e Kevin Mirallas, entrambi in scadenza di contratto alla fine della stagione. Entrambi i giocatori, soprattutto nella scorsa stagione, sono stati a lungo corteggiati da molte squadre ma la resistenza dell’Everton ha trattenuto i due a Liverpool, dove però non si è riusciti a trovare l’accordo per il rinnovo del contratto, con la prospettiva di perdere due giocatori che avrebbero sicuramente potuto ossigenare le casse del club a parametro zero, lasciando Martinez e la società con in mano un pugno di mosche, che accorrerebbero a milioni perché ormai sappiamo tutti dove esse tendono a posarsi.

Una squadra però non è composta di solo calciomercato, sapete com’è, esiste anche il calcio giocato. Pur essendo un dei maggiori sostenitori dell’inutilità del calcio estivo al fine di tracciare ipotesi e bilanci sull’andamento di una squadra, dalle prime partite stagionali dell’Everton emergono diversi punti interrogativi. Se di Arouna Koné abbiamo già parlato di sfuggita, ed evitiamo accuratamente di approfondire l’argomento, possiamo aprire un capitolo grande grossomodo quanto la Bibbia per parlare di Ross Barkley. L’estate scorsa si parlava di cifre da capogiro, vicine ai sessanta milioni, per portare in altri lidi il ragazzo d’oro che aveva incantato nella miglior stagione dell’Everton degli ultimi anni, quando ad appena vent’anni, con 34 presenze e 6 gol si era guadagnato di diritto le chiavi del centrocampo dei Toffees. La seguente stagione in chiaroscuro ha decisamente attenuato la luce dei riflettori puntati su di lui. Il ragazzo è parso a tratti svogliato ed a tratti incapace, rendendo difficile la comprensione del fenomeno per cui l’anno scorso di colpo si è avuta l’impressione che fossero diventati tutti brocchi. In molti casi addirittura Barkley è stato l’anello arruginito della catena, di una catena costruita per metterlo a suo agio e che ha finito invece per soffocarlo di responsabilità. E in questa fase preliminare della stagione la musica non è affatto cambiata, con un Ross che quando è stato chiamato in campo ha dimostrato sia di essere abbastanza alieno alle impostazioni del mister (e un gran bel gol in amichevole non ci permetterà certo di cambiare idea) sia di non avere ben chiare le idee sulla sua condizione e il suo ruolo.

Nel 4-2-3-1 di Martinez, Barkley è chiamato a costituire il raccordo tra centrocampo ed attacco, proponendo soluzioni per la fase offensiva, imbeccando i compagni di reparto o la punta, con Lukaku che spesso ha provato anche ad allargarsi di molto per lasciargli spazio per le sue progressioni sempre abbastanza efficaci ma che, se non si “sfogano” su un compagno, se non portano al gioco di squadra, possono risultare anche inutili. Con un Barkley a mezzo servizio, la squadra tutta fa difficoltà a creare, che guarda caso è la cosa che più è emersa nelle amichevoli estive. Il problema è il ruolo o forse il problema è il ragazzo? Ha davanti tutta la stagione per riscattarsi, non possiamo far altro che attenderlo.

Forse è per questo che quest’anno l’atteggiamento nei confronti della squadra è più mite e meno speranzoso, meno fomentato. Si crede fortemente nel valore della squadra e dei singoli elementi, ma a tre giorni dall’inizio del campionato, tracciando un bilancio velocissimo, abbiamo fatto un mercato inconsistente, e quel poco che abbiamo acquistato – come Deulofeu – lo abbiamo già rotto (lo spagnolo salterà infatti le prime partite della stagione per un infortunio muscolare) ed abbiamo ancora tanti dubbi sulla qualità del gioco dei nostri uomini. Ottimisticamente si spera che questo Everton opaco sia l’Everton che sta risparmiando le proprie bocche da fuoco in attesa dell’inizio di stagione e scopriremo tutto nelle prossime settimane, nel frattempo Come On You Blues e ci salutiamo, a mercoledì prossimo col nuovo Toffee Corner.