LETTERE A PP – “In trasferta al Craven Cottage per il mio Sunderland”

Cari amici di Passione Premier League, siamo lieti di annunciarvi una nuova rubrica, una rubrica che sarà molto vicina a voi lettori e tifosi. Si tratta di Lettere a PP, dove voi lettori potete diventare i protagonisti delle nostre storie. Si tratta infatti dei vostri racconti vissuti in prima persona, del vostro viaggio, della vostra partita e di tutto il resto.

Il protagonista di questa puntata è Enrico Milani, grande tifoso del Sunderland, che ci ha voluto raccontare la sua “Trasferta in casa del Fulham”, datata 18-19 ottobre 2008.

“Siamo nel 2008, nel mese di ottobre, in quel periodo solitamente ogni mese facevo una trasferta in UK per vedere il mio Sunderland e per non andare da solo era mio solito portare qualche amico, ovviamente anch’esso con la passione del football in UK. Quella volta fu il turno di Paolo, un amico e dirigente della squadra di rugby per la quale ho fatto il preparatore atletico per diversi anni, al quale avevo trasmesso un pochino la passione per il Sunderland, in più avendo lui un amico londinese, grande tifoso del Fulham, era giusto portare lui nella mia mensile trasferta britannica per vedere le gesta dei miei Black Cats impegnati proprio nella tana dei bianconeri. Non son un tifoso da gruppo enorme e mi piace gustarmi la partita in posizione privilegiata in tribuna, questo grazie a delle fortunate conoscenze, e normalmente porto con me uno o al massimo due amici del fan club Black Cats of Italy i quali son felicissimi di vivere queste avventure con un apparentemente tranquillo Enrico ma che poi si rivela un pazzo scatenato nei pub e locali inglesi dopo la partita. In questo caso il mio contatto per i due biglietti del Craven Cottage è stato un mio cliente che di professione fa il procuratore di calciatori. Come sempre ci sentimmo telefonicamente il mercoledì per la partita del sabato e la sua solita frase di non preoccuparmi, di andare sabato mattina e che mi avrebbe detto il giorno se mi avesse procurato i biglietti mi aveva rassicurato parecchio.”

Enrico continua spiegandoci il motivo di cosi tanta fiducia verso questo amico: “Mi fido di lui perché non ha mai tradito la mia fiducia, mi basta ricordare di quella volta che allo Stadium of Light di Sunderland mi procurò due biglietti per il derby con il Newcastle facendomelo sapere 30’ prima del fischio d’inizio quando ero nei paraggi dello stadio senza saper se avessi visto o meno il match, e poi andando a ritirare la busta con i biglietti ho trovato scritto sopra per Enrico da N.Quinn, si si, proprio lui, il presidente del Sunderland.”

Dopo la parentesi eccoci ritornare alla trasferta londinese: “Tornando alla trasferta di Londra, Paolo ed io prendemmo il volo del mattino da Bergamo a Londra e sull’aereo ci imbattemmo in un foltissimo gruppo di fans degli Scorpions che andavano a Londra per il concerto e scambiammo qualche battuta con alcuni di loro i quali ci dissero che avrebbero anche guardato il risultato del Sunderland contro il Fulham avendoli colpiti con la nostra passione per una squadra a loro sconosciuta. Arrivati a Londra facemmo in tempo a bere un caffè e far colazione, sapendo che poi, molto probabilmente saremmo vissuti solo a birra, e così fu. Poco dopo ci trovammo con il simpaticissimo Matt, grande supporter dei Cottagers, e dico grande soprattutto per la mole. Con lui andammo nella sua bella casa in una zona tranquilla di Londra e li conoscemmo sua moglie ed il suo gatto. Tra birre, racconti di calcio, di vita quotidiana e risate arrivò il momento della fatidica chiamata dell’ultimo secondo per sapere dei biglietti. Tutto si risolse in due minuti di telefonata ma questa volta però c’era un piccolo problema. Nella telefonata il mio amico procuratore mi disse di vestirci bene perché saremmo stati in un posto speciale, e ridacchiando mi salutò. Io avevo con me una giacca elegante ma Paolo, dirigente d’azienda sempre obbligato alla cravatta era in jeans e felpa da rugby. Il simpatico Matt propose di prestargli un abito ma vedendo le sue dimensioni era veramente divertente immaginare il risultato. La seconda opzione era quella di andar a fare shopping ma il tempo ormai non lo permetteva. Arrivò in soccorso la moglie di Matt che non so da dove portò dei vestiti che sarebbero serviti alla nostra causa e successivamente tutti e 4 partimmo per attraversare Londra in metropolitana per raggiungere lo stadio. Le tappe ai pub furono infinite ed io iniziavo a temere di non riconoscere i colori della mia squadra. Ci salvo’ il fatto che Matt e moglie eran abbonati e quindi ad un certo punto ci dividemmo, noi andammo alla reception dello stadio per i nostri biglietti e quando dissi il mio nome, la receptionista si alzo’ e mi strinse la mano facendomi un sorriso a 200 denti e poi fece una telefonata. Dopo 30” arrivò una ragazza bellissima con tailleur elegante e ci disse una mitica frase che ancora oggi io e Paolo ci ricordiamo, ovvero follow me. Paolo mi disse che lo spettacolo era già iniziato. Seguimmo la ragazza la quale ci fece entrare addirittura in campo e camminammo dietro la porta mentre il Sunderland si stava riscaldando e strinsi la mano a Richardson che stava recuperando un pallone. Arrivati nel nostro stand salutammo la ragazza che ci disse di chiedere agli stewards indicazioni per il nostro posto. I nostri seggiolini erano in una posizione spettacolare, nel box del Presidente del Fulham, ovvero nel settore dirigenti Sunderland. Ero seduto dietro a Niall Quinn e sua moglie, credo. La partita non fu nulla di straordinario, unica nota da ricordare fu il goal annullato, ancora oggi non ne conosco il motivo, a Richardson su punizione. Ma fu un bellissimo pomeriggio di sport ed aria british che sommato alle birre, comprese nel pacchetto biglietto, ci allieto’ per i 90 minuti ed oltre. “

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Enrico Milani in trasferta al Craven Cottage

Il racconto però non finisce qui, perché una vera trasferta british continua anche dopo il match: “Finito il match, il quartetto iniziale si ricompose e Matt ci porto’ in un pub elegante nel quale dopo ogni partita c’era il 2 x 1, ossia ad ogni ordinazione ne avevi una gratis, io non sapevo nulla di questa offerta ed inconsapevolmente ordinai 4 birre e subito ne arrivarono 8. Ognuno di noi offrì un giro e successivamente per riprenderci andammo a cena in un posto che non riconoscerei mai, ricordo solo di aver mangiato una grigliata mista molto buona. Tornati alla Matt’s house finalmente bevemmo un caffettone inglese da ½ litro e li il padrone di casa diede il meglio di se. Per tutto il viaggio di ritorno gli dicevo che il goal era regolare e lui allora verso mezzanotte accese la tv su un canale che dava la partita, lui resistette 8 minuti e crollo’ sul divano, Paolo ed io essendo ospiti ci pippammo tutta la partita e il gatto che ci girava attorno. Verso le due di notte lo svegliammo dicendo che noi andavamo a letto, lui si congedò dicendo che era giusto che il goal fosse stato annullato, ma senza dire il motivo. E notte fu, la mattina seguente, anche se mi sembrava di essere via dall’Italia da giorni e conoscere Matt da anni, facemmo colazione e ci congedammo dal nostro simpatico amico, salutammo Londra e sull’aereo ritrovammo i reduci del concerto degli Scorpions con i quali parlammo delle nostre reciproche avventure. Questa sicuramente sarà una delle avventure che mai dimenticherò e che porterò sempre dentro il mio cuore.”

Racconto di Enrico Milani

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Cinus Antonio

Nato a Cagliari il 21/02/1992, laureando in Economia e Gestione Aziendale nella facoltà di Cagliari. Il mondo del calcio è la mia vita, pratico questo sport sin da quando avevo 5 anni. Bomber ? Ovviamente, dentro ma soprattutto fuori dal campo.
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