FOCUS – Granit Xhaka: un Guerriero per l’Arsenal

Granit Xhaka, non è come gli altri.

Lo ha fatto vedere a più riprese in campo e fuori. Basta visitare il suo profilo Instagram per rendersi conto di come non sia il classico “calciatore moderno” tutto “Selfie e distintivo”; peraltro la sua strabordante personalità traspare fin da subito anche nei Social… Sono stato colpito in particolar modo da una frase da lui pubblicata che descrive alla perfezione il suo modo di essere:

It’s what you do in the dark, that puts you in the light

Non è solamente una splendida trovata pubblicitaria, non è solo uno dei motti della sua Under Armour; questa per Granit è qualcosa di più, una sorta di filosofia di vita.

Nato a Basilea in Svizzera da genitori Kosovari, muove i primi passi nel mondo del calcio con il Concordia Basel, per poi trasferirsi al Basilea dove resterà fino al 2012 vincendo 2 Swiss Super League e il premio di giovane dell’anno nella sua ultima stagione con la maglia rosso/blu.

Esordisce in nazionale a soli 18 anni contro l’Inghilterra, a Wembley in un Match valevole per le qualificazioni ad Euro 2012, mostrando una discreta personalità e soprattutto un sinistro niente male: due costanti che lo hanno accompagnato fino ad oggi.

Arriva in Germania al Borussia Mönchengladbach per “soli” 9 milioni, riuscendo nel giro di 3 stagioni ad essere inserito nell’11 ideale della Bundesliga e a trasportare i suoi compagni ad un terzo posto finale che garantisce la qualificazione alla fase a gironi della Uefa Champions League.

E’ un ragazzo che non ha paura delle responsabilità, non ha paura dei fischi, dei tackle, della pressione… Basti pensare che ha preferito la nazionale Svizzera rispetto a quella Albanese (a differenza del fratello Taulant, anche lui calciatore professionista) giustificando la sua scelta con una “lettera aperta” – nella quale spiega che la FSHF non ha fatto nulla per mostrarsi interessata a lui-. Ha una media di 2.8 falli a partita che lo hanno portato anche a 8 cartellini rossi in carriera, è un Leader nato che è riuscito anche a scrollarsi di dosso l’etichetta di “Testa Calda” (e solo Dio sa quanto abbiamo bisogno di giocatori del genere in campo e fuori…).

Il suo stile di gioco lo ha più volte portato a paragoni scomodi: Schweinsteiger e Xabi Alonso su tutti; restando in “casa nostra” ricorda molto il primo Patrick Viera: grintoso, potente e soprattutto senza paura. E’ tecnicamente dotato, capace di leggere la partita e soprattutto grazie anche ad un fisico da Boxeur ed una discreta (per usare un eufemismo) grinta è in grado di fare il classico lavoro sporco, trai primi 30 della Bundesliga per numero di Tackle ed intercetti a partita.

Con Granit Xhaka andresti volentieri in guerra e il “vecchio” generale Arsene Wenger ha deciso di affidargli le chiavi del centrocampo per circa 30 milioni di sterline, le somme si tireranno a fine stagione, ma essere riusciti a battere la concorrenza del Manchester City di Pep Guardiola vuole dire già qualcosa.

Essere “diverso”, essere “vero”, essere un Guerriero nel calcio moderno è qualcosa di speciale, ti rende un eccezione pur non volendolo.

Lui non è come gli altri ed il campo parlerà per lui.

Eduardo

Eduardo

Giovane universitario marchigiano,innamorato del calcio e di tutte le sue sfumature.L'Arsenal significa per me più di quanto debba significare.
Eduardo

Latest posts by Eduardo (see all)