TOFFEES CORNER – Howard Kendall, l’addio alla bandiera

Ho l’onore di essere il manager di maggior successo nella storia dell’Everton Football Club, uno dei migliori e più grandi club del mondo. Parole che da sole descrivono l’amore di Howard Kendall, morto sabato all’età di 69 anni, per l’Everton Football Club, squadra che gli si è cucita addosso come una seconda pelle. Kendall era parte della “trinità” di centrocampo composta da lui, Alan Ball e Colin Harvey nella gloriosa stagione del 1970, in cui l’Everton vinse campionato e Community Shield ma senza dubbio alcuno i suoi successi maggiori li ottenne quando torno a Liverpool, nel 1981, in veste di allenatore. Due titoli nazionali (1985 e 1987), la Fa Cup del 1984, la Coppa delle Coppe del 1985 e tre Charity Shield dal 1985 al 1987 venendo per giunta premiato due volte come miglior allenatore d’Inghilterra nel 1985 e 1987. Tornò all’Everton una terza volta sul finire degli anni Novanta, riuscendo, nella stagione 1997-98 ad evitare la retrocessione dei Toffees all’ultima giornata, prima di volare in Grecia a concludere la sua esperienza da allenatore all’Ethnikos Piraeus.

L’Everton ricorda uno dei suoi simboli, entrato nella English Football Hall of Fame nel 2005, con una sentita comunicazione riassunta in questo tweet: “È con grande tristezza che apprendiamo della morte di Howard Kendall. Il manager di maggior successo nella storia dell’Everton Football Club e uno dei migliori giocatori che abbiano mai portato la casacca dell’Everton è morto in ospedale a Southport stamattina all’età di 69 anni, circondato dall’affetto dei suoi cari. I pensieri di chiunque abbia a che fare col Club sono rivolti alla famiglia di Howard in questo momento difficile e sarebbe bello se chiunque rispettasse la loro richiesta di riservatezza”. Jamie Carragher, bandiera del Liverpool ma scouser di tradizione evertoniana descrive Kendall come “Il miglior allenatore che l’Everton abbia mai avuto” e gli fa eco Robbie Fowler:

mentre Andy Gray, che sotto la guida tecnica di Kendall vinse la FA Cup, il campionato e la Coppa delle Coppe tra il 1984 e il 1985 ha dichiarato ai microfoni di BeIN Sports: “Howard mi ha aiutato a diventare parte della storia del calcio. Era un uomo meraviglioso ed amava questo sport”.

Neville Southall, legendario portiere dell’Everton invincibile dei metà anni ’80 ha espresso il suo cordoglio su Twitter ricordando così Howard: “Un grande allenatore e un uomo ancor più grande. Qualsiasi cosa io abbia fatto è dovuta esclusivamente a lui. Gentiluomo, amico, guida. Ci mancherà”.

Gary Lineker fu arruolato nell’Everton da Kendall all’inizio della stagione 1985-86, ed aiutò l’Everton a finire seconda in classifica, con i suoi oltre 40 gol. Ora è un conduttore televisivo ma ha sentito l’esigenza di ringraziare chi, per 800mila sterline lo portò da Leicester a Liverpool, dichiarando sul suo account Twitter “Sono rattristato dalla notizia della morte di Howard Kendall. Ha allenato brillantemente la miglior formazione con cui abbia mai giocato all’Everton”.

Peter Reid, ex-centrocampista dei Toffees, a BBC Radio 5 live ha detto: “L’Everton non sarà più lo stesso senza Howard. Lo spogliatoio era sempre vivace, quando si vinceva ed ancor più quando si perdeva. Una grande persona, allenatore astuto e uomo fantastico. Sono devastato, era il mio mister ma anche e soprattutto un amico”. Il tributo continua anche attraverso le parole di Graeme Sharp, ex-attaccante dell’Everton, che a Sky Sports News dice: “Sicuramente è stato l’allenatore dell’Everton che ha raccolto più successi. È stata una gioia giocare con un simile team all’epoca. Oggi è un giorno triste ma sono sicuro che nessuno dimenticherà Howard Kendall sia come giocatore che come allenatore ma soprattutto come vincente. Era un uomo fantastico, è una grande perdita per tutto il calcio”. Kendall ha giocato per Preston, Birmingham, Stoke e Blackburn prima di allenare, tra le altre società, gli stessi Blackburn Rovers, l’Atletico Bilbao, il Notts County, lo Sheffield United, due esperienze in Grecia allo Xanthi e all’Ethnikos e un breve passaggio al Manchester City, che Howard amava commentare così: “Con il Manchester City è stata una storia d’amore, ma con l’Everton è stato un vero e proprio matrimonio”. I Citizens ricordano l’allenatore inglese esponendo la bandiera a mezz’asta mentre i cugini dello United gli tributano rispetto, segnalando l’intenzione di giocare col lutto al braccio.

Commovente, infine, il tributo del club, che gli dedica un emozionante minuto prima della partita di sabato contro il Manchester United.