TOFFEES CORNER – Palazzi senza ascensori

Benritrovati amici tifosi dell’Everton ed amici lettori di Passionepremier.com!

Commentiamo insieme la 15esima giornata di Premier League, che vede l’Everton di Roberto Martinez impegnato nella gara casalinga di Goodison Park contro il Crystal Palace, con le aquile che volano alto e i Toffees che cercano di scrollarsi di dosso lo scivolone di Bournemouth. Tre punti in questa situazione, in questa giornata dove c’è stato il pareggio tra Manchester United e West Ham, il pareggio del Tottenham e le sconfitte di Liverpool e Manchester City, sarebbero manna dal cielo e permetterebbero all’Everton di trovarsi coinvolta da protagonista nella lotta per l’Europa.

Quindi, è l’occasione giusta per sgarrare la partita.

Il Crystal Palace è un avversario ostico, col quale l’anno scorso ci giocavamo la salvezza e ci chiedevamo come fosse possibile che fossero sempre qualche punto su di noi nonostante la rosa inferiore. Quest’anno il valore della nostra rosa è ulteriormente aumentato ma i rossoblù di Alan Pardew ci guardano sempre dall’alto.

Una foto pubblicata da Everton (@everton) in data:

Il match parte intensamente, le squadre si affrontano a viso aperto ma il primo vero pericolo viene proprio dal Crystal Palace, con un preciso lancio di Bolasie che Wickham si vede neutralizzato da Howard, a due passi dalla rete. Capovolgimento di fronte, Lukaku fa tutto da solo, si libera e va al tiro ma il palo, per la prima volta durante questa lunghissima serata, dice di no. La partita è un monologo Toffees, per vedere nuovamente un’azione dei londinesi tocca arrivare all’ora di gioco ma i nostri non riescono a finalizzare. Deulofeu sgroppa e offende per Lukaku che però è tenuto bene dal suo diretto marcatore, Barkley stasera è molto attivo ma un po’ impreciso e Kone fa il pendolino a tutto campo, arrivando raramente in porta.

Una punizione di Barkley al 60esimo minuto rischia di far fare una brutta figura a Wickham che, saltando per sventare l’attacco, quasi insacca di testa un autogol meraviglioso e neanche cinque minuti dopo Hennessey è chiamato all’ennesimo miracolo per togliere dall’incrocio un velenosissimo pallone di un Cleverley che praticamente non ha sbagliato nemmeno un pallone. Al 74’ su un pasticcio difensivo, Puncheon si trova a tu per tu con Howard, che però lo neutralizza. Sul calcio d’angolo che ne segue, Barry non riesce a bloccare Dann che salta e insacca per il gol dello 0-1 che come sempre arriva a sparigliare le carte. Eccezion fatta per il cambio di Galloway per far rientrare Baines, si arriva all’80esimo senza sostituzioni, con giocatori abbastanza stanchi e Lukaku che colpisce un’altra traversa. Un minuto dopo, l’ennesimo cross di Deulofeu, aiutato dal velo di Barry, permette a Romelu di andare a segno per la quinta partita di Premier League consecutiva, segnando anche il suo cinquantesimo gol con la maglia dell’Everton in cento partite. Un gol ogni due partite è un ruolino di marcia molto simpatico, non trovate? Tuttavia la partita ha già detto quanto deve dire, c’è tempo solo per un altro brivido su un doppio scivolone di Funes Mori e per contare tre legni alla fine del match, 1-1 ed ennesima occasione sprecata.

Occasione sprecata perché la squadra ha giocato bene, si è espressa bene, non ha stradominato il match ma ha fatto quanto necessario per affermarsi sull’avversario. Ci si chiede il senso di una sola sostituzione, quando soprattutto Kone, sacrificatosi parecchio, ne avrebbe avuto bisogno. Avevamo tre partite a disposizione, in cui immagazzinare quanti più punti possibili in attesa di un gennaio traumatico, dove affronteremo Tottenham, Chelsea e svariate volte il Manchester City ed abbiamo fallito miseramente, cinque punti su nove non possono riflettere il cammino di una rosa di qualità che punta all’Europa. Da applausi la partita della coppia più in forma della Premier, Deulofeu e Lukaku così come da sottolineare la prova maiuscola di Howard, che toglie dalla porta palloni molto molto delicati, la gara di Cleverley e quella di Coleman, incaricato di neutralizzare il pericoloso Bolasie, che infatti tocca pochissimi palloni. Da pollice verso invece il Mister confuso, che sta chiaramente puntando forte su Kone non al top e non nella sua posizione naturale per una ripicca nei confronti di Mirallas, prossimo inevitabile destinato alla migrazione, danneggiando però soltanto la sua squadra. L’ivoriano infatti ha solo rallentato la manovra, permettendo agli avversari di recuperare ogni azione d’attacco che passava dai suoi piedi. In una partita in cui l’Everton ha iniziato a macinare gioco in contropiede, non ci si può permettere un giocatore lento, o meglio non si può pretendere che un giocatore lento giochi con la freschezza e la lucidità di un terzino sinistro, non si può proprio, a meno che non vi sia un motivo personale. In questo senso si coglie anche il senso di non effettuare sostituzioni nella parte finale della gara ma sebbene l’antipatia tra Mirallas e Martinez sia ormai esplosa, non si comprende il perché del mancato impiego anche di Naismith, che ha sempre risposto presente quando c’era da rimboccarsi le maniche. Chiediamo delucidazioni che sappiamo non arriveranno mai per bocca di un mister a cui più volte è stato rimproverato di avere il paraocchi ma ora si inizia a dubitare abbia anche il paraorecchi.

Prossimo appuntamento sabato prossimo, nel lunch time con il Norwich al Carrow Road. Che sia più appagante godersi il pranzo?