10 giocatori che non ricordavi al Chelsea

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Photo by Getty Images

Giocatori esplosi in altri club, calciatori che hanno fatto bene altrove e si sono rivelati un flop o semplici meteore e scommesse perse. Di fiaschi sul mercato ne hanno fatti tutti i club e anche il Chelsea non è esente da colpe. Tra i giocatori che non hanno mantenuto le stesse aspettative e altri esplosi altrove, ne abbiamo scelti dieci, di cui, siamo certi, farete fatica a ricordare un loro passato in maglia Blues.

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Da questa stagione Tammy Abraham sta riuscendo a sfatare la maledizione della maglia numero 9. Un numero che raramente ha portato fortuna nel club londinese, spesso indossato da giocatori che si sono rivelati grandi delusioni, almeno nella loro esperienza al Chelsea. Un esempio? Radamel Falcao, acquistato in prestito dal Monaco nell’estate 2015 dopo che la stagione precedente aveva deluso con il Manchester United. Complice anche un infortunio al ginocchio, la sua stagione in blu è la meno prolifica della sua carriera: 10 gare di Premier e una sola rete segnata. Numeri tutt’altro che esaltanti per un attaccante che ha siglato oltre 300 gol in carriera. Come nuovo attaccante, visto l’infortunio di Falcao, a gennaio di quella stagione arrivò Alexandre Pato, che tre anni prima aveva lasciato il Milan per tornare in Brasile. Le premesse sembrano buone: rigore procurato e segnato nella gara d’esordio. Ma è tutto lì. Bilancio conclusivo dell’esperienza londinese: due partite giocate e una rete.

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Oltre a Falcao il numero 9 non aveva portato fortuna nemmeno ai suoi predecessori. Non tutti però erano attaccanti. Come Khalid Boulahrouz, difensore olandese arrivato nell’estate 2006. 13 gare complessive, tanti infortuni e un addio che si è concretizzato l’anno dopo. La stagione seguente il 9 finì sulle spalle di Steve Sidwell, acquistato a zero dal Reading. A 25 anni il centrocampista inglese sembrava pronto per il grande salto, ma le premesse non vennero mantenute. 15 presenze in Premier, nessun gol e la cessione all’Aston Villa l’estate seguente.

Chelsea, i giocatori dimenticati: flop portoghesi

José Mourinho lo volle fortemente nel gennaio 2006. Lui, perno della nazionale portoghese e migliore in campo nell’Intercontinentale 2004 vinta dal Porto, era stato uno dei perni dei Dragoes guidati dal tecnico lusitano. Ma l’esperienza di Nuno Maniche al Chelsea è tutt’altro che da ricordare. Arrivato in prestito dalla Dinamo Mosca, scese in campo otto volte, senza mai brillare e nell’estate venne acquistato dall’Atletico Madrid. Giusto il tempo con i Blues di vincere una Premier League, decisamente non da protagonista. Tra i vincitori della FA Cup 2009 c’è invece Ricardo Quaresma: cinque presenze complessive dopo essere arrivato a gennaio dall’Inter. A volerlo era stato Felipe Scolari, ma il portoghese tornò a Milano dopo soli sei mesi non proprio esaltanti.

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Tra i giocatori dimenticati c’è anche chi, lanciato troppo giovane, è stato mandato via un po’ troppo presto. Come Patrick Van Aanholt, che dopo una stagione e mezza ai Blues (una manciata di presenze tra coppe e campionato) e un girovagare infinito di prestiti, si è costruito una buona carriera tra Sunderland e Crystal Palace, entrando anche nel giro della nazionale olandese. O come Lassana Diarra, arrivato a 20 anni a Londra come l’erede di Makelele e ceduto all’Arsenal una stagione e mezza dopo. Lui che, nonostante non abbia mai mantenuto le aspettative di quando era ragazzo, tra Real Madrid, Olympique Marsiglia e tante presenze nella nazionale francese ha comunque avuto un importante carriera. Ma il rammarico più grande si chiama sicuramente Mohamed Salah. Acquistato per 15 milioni di euro nel gennaio 2014, un anno dopo venne spedito in prestito alla Fiorentina. Nell’agosto 2015 la Roma lo compra dai Blues per 5 milioni di euro. Il resto, come si suol dire, è storia.