Ai confini della realtà. Var e lacrime, Man City-Tottenham 4-3: trionfa Pochettino, Guardiola al tappeto

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di Simone Dell’Uomo

Ai confini della razionalità umana. Contro ogni pronostico. In un thriller di lacrime, paura e follia. Il Tottenham Hotspur perde la partita più importante dei suoi ultimi 56 anni e dopo 57 primavere conquista le semifinali di Coppa dei Campioni. Cosa? Che? Come? Scopriamolo.

CRONACA

11 minuti di ordinaria follia Partenza a spron battuto del Manchester City, spinto dall’Etihad delle grandi occasioni. Guardiola affonda a sinistra: spinge Sterling, salta Trippier, rientra e batte Lloris col destro a giro. Tutto come previsto, City avanti e Spurs sorpresi. Il merito degli ospiti è quello di non demordere e restare sul pezzo, mi si passi la metafora giornalistica. Eriksen e Alli palleggiano tra le linee: la missione è imbucare centralmente, laddove manca Fernandinho, storico schermo citizens. La palla arriva a Son, conclusione sporca, male Ederson: sorprendente 1-1. Ciò che succede qualche minuto più tardi vanta ancor più del clamoroso: grande strappo di Lucas, sfera per Eriksen (mai una brutta idea), cercato ancora Son, destro a giro meraviglioso e Tottenham in vantaggio. Si riparte, palla a Bernardo, tentativo deviato, Lloris battuto: è 2-2. 11 minuti di ordinaria follia. Già, non è calcio, è follia, è follia collettiva. 22 criminali e un attentato alle coronarie dei due popoli, quello blues e quello whites.

3-2 Man City Partita che rallenta? Nemmeno per sogno. Affondo di De Bruyne, scivola Son, cross basso e teso, Trippier s’addormenta ancora e Sterling sul secondo raccoglie e insacca per il 3-2. Ancora emozioni, ancora ritmi altissimi, nonostante poche palle gol. C’è tempo per l’infortunio di Sissoko, un elemento fondamentale in una battaglia come questa: Poch rilancia e inserisce Llorente, per Eriksen e Alli più compiti di copertura per aiutare Wanyama. Finisce così il primo tempo, probabilmente il più bello dell’intera competizione.

Ripresa pazzesca Nella ripresa stessa trama. O meglio, stessa folle trama. Parte forte, tanto per cambiare, quel Manchester City che da anni domina e doma il palcoscenico britannico. Due palle gol clamorose, soprattutto la botta di De Bruyne, due miracoli di Lloris. Il Tottenham sembra uscire finalmente dal guscio: testata di Llorente, destro a giro debole di Eriksen. Sul più bello, contropiede letale: De Bruyne spacca centrocampo e Tottenham, filtrante per Aguero, botta potente dalla destra e Lloris battuto. Esplode l’Etihad: il Manchester City l’ha ribaltata! Spurs chiamati alla prova del nove: restare in partita, senza mai mollare. Difendere la sconfitta, come verrebbe quel birbante paradosso di Gianni Brera. E così è: serie di corner ad un quarto d’ora dalla fine, mischia in area, deviazione di Llorente, gol del pareggio. Delirio nel settore ospiti, crolla tutto. Attenzione, var: l’Etihad trattiene il respiro, ma la deviazione col braccio è quella di Laporte: confermato il gol. Adesso passerebbe il Tottenham. Già, passerebbe, condizionale.

Late Drama 15 minuti d’apnea più 5 di recupero: la palla scotta, entra Sanè, la sostanza non cambia. Follia di Eriksen: pallone all’indietro, deviazione di Silva, entra in area Aguero, diagonale di Sterling e Lloris battuto, ad una manciata di secondi dalla fine. La solita notte, il solito destino amarissimo per gli Spurs. Guardiola impazzisce, corre, guadagna gli spalti: il delirio vero. Attenzione, Var. Ancora rigorosamente Var. Fuorigioco d’Aguero. Il dramma. Il dramma più puro. Follia vera. Altri 100 secondi di sofferenza, lacrime e tachicardia e poi il triplice fischio: esplode Mauricio Pochettino, il Tottenham Hotspur torna in semifinale di Champions League dopo 57 anni. Lacrime amarissime per i calciatori del City, Guardiola fallisce ancora.