Ashley Barnes, una certezza! E Burnley se lo gode

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di Simone Dell’Uomo

Tra gli attaccanti di cui non si parla mai abbastanza ai nastri di partenza della nuova Premier c’è un giocatore fantastico, qualcuno che sa come castigare le difese avversaria, una garanzia assoluta della categoria: Ashley Barnes, la punta coi fiocchi del Burnley. Anche sabato partenza col botto: doppietta fantastica, seria, calcisticamente cattiva al Southampton demolito al Turf Moor. E Sean Dyche se lo gode, eccome.

CHE STORIA La storia di Ashley è tremendamente affascinante. Doppio passaporto, inglese e austriaco. La trafila nel settore giovanile proprio austriaco, prima di sposare definitivamente la patria calcistica, l’Inghilterra. E’ uno che s’è fatto da solo, uno alla Jamie Vardy, un ragazzo che ha assaggiato tutte le categorie della piramide calcistica britannica, uno che ha annusato i campi polverosi di League One per apprendere arte e movimenti del gol.

IL SUD Cresciuto a Sud, sulla Manica, sposando i colori del Plymouth. Un Plymouth che però non ha creduto in lui fino in fondo, che per crescere fu costretto ad emigrare sulle limitrofe coste del Brighton e pensate, della piccola e affascinante Torquay. Addirittura una militanza nell’Essex, nell’Estebourne Borough.

SVOLTA BURNLEY Poi 4 anni a Brighton, dove però non riesce mai a decollare, non si sente protagonista. Capisce che per il suo carattere arcigno è meglio il Nord, è molto meglio il Lancashire. Sposa il Burnley, con cui progetterà il ritorno in Premier. Ed al Turf Moor è subito amore a prima vista: il Benzema di Bath diventa immediatamente il Dennis Bergkamp di Burnley. Una seconda punta, tosta, che combatte per chiunque e lega il suo collega di reparto alle due restanti linee del 4-4-2 che da sempre contraddistingue il pragmatico ma determinato marchio stampo di Sean Dyche. Gol pesanti, pesantissimi, a sancire prima la promozione dei Claret&Blue, poi le consecutive salvezze in Premier, oltre a quel fantastico settimo posto che poco più di dodici mesi fa avrebbe potuto garantire il calcio europeo al Turf Moor.

CERTEZZA Ne sono passati tanti al suo fianco, specialmente là davanti. Dagli arieti Wood e Sam Vokes, alle punte più mobili come Walters, Jay Rodriguez e Andy Gray. Ma è sempre stato lui l’unica certezza: dove gli altri fallivano lui lasciava sempre il suo marchio. Ed è per questo che adesso Burnley se lo gode, la città se lo gode, Sean Dyche se lo gode. E lui sogna i Tre Leoni. Ashley Barnes, la classe operaia in paradiso.