Champions, ecco la notte di Amsterdam: stasera Ajax-Tottenham, l’ora della verità

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Una notte da brividi. Una notte da Leoni. Una notte da Anfield. La legge della Kop ancora una volta non ha tradito: ha saputo risucchiare i palloni più determinanti della stagione del Liverpool. Sono quelli che hanno riportato appena un anno dopo i Reds in finale di Champions, stavolta a Madrid, per coronare una stagione straordinaria, probabilmente la migliore dell’era Jurgen Klopp, e riportare in città quella coppa dalle grandi orecchie che sulle rive del Mersey manca ormai dal lontano 2005. Sarebbe la sesta, per la precisione. La sesta per onorare l’immensa tradizione dei rossi, dei rossi di Anfield.

Per farlo Manè e compagni dovranno superare l’ultimo scoglio, la finale del primo giugno. L’avversario? Beh, uscirà stasera. Uscirà da uno degli scontri più affascinanti della Champions, il secondo atto tra Ajax e Tottenham. Lancieri rivelazione della competizione e ovviamente favoriti, forti dell’1-0 dell’andata e robusti mentalmente dopo aver spedito all’inferno prima il Madrid poi la Juve. Sono ore quindi di grande tensione a White Hart Lane, sede della Londra bianca, il quartier generale Tottenham Hotspur. Un Tottenham che si appresta a giocare una delle partite più importanti della sua storia: in semifinale dopo 57 anni, mai in finale in 137 anni di storia. Un finale di stagione stremante, una squadra ridotta all’osso, un piazzamento tra le prime 4 conquistato tra rischi e tensione.

Bando alle ciance, parola al campo. Pochettino ha le idee chiare, e si vede. Occhio al palleggio, occhio al ritmo, occhio all’Ajax, occhio alla nuova terribile generazione lanciera. Ma serve determinazione e voglia di imporre gioco, esperienza e fisicità, le ultime due componenti assolutamente armi tutte dalla parte dei londinesi. Disteso, signorile, come sempre esprime tutto con chiarezza in conferenza stampa. “Ognuno ha potuto vedere un ottimo Ajax durante la prima mezzora a Londra. Sono molto bravi, hanno mostrato ancora una volta per quale motivo sono arrivati fin qui. Erano molto dinamici, molta più energia di noi. Abbiamo sbagliato approccio, me ne assumo le responsabilità. Certamente giocare una semifinale con un risultato negativo all’andata non è semplice, ma la partita più importante è quella di domani. Sappiamo che dobbiamo vincere, avremo bisogno di quel pizzico di fortuna decisiva ma soprattutto dovremo giocare al massimo, mostrando quelli che sono i nostri massimi livelli. Ma attenzione: meno pressione e più libertà! Non dobbiamo mostrare timore come i primi minuti di Londra”. 

E stasera, a differenza dell’andata, Mauricio potrà contare su uno dei migliori elemento, quel Son che all’Etihad ha messo da solo in ginocchio la difesa del Man City e che domani proverà a tagliare a fette i quotatissimi De Ligt e Veltman. “Tutti i calciatori sono importanti. Sonny era squalificato all’andata. Sabato ha sbagliato, sono cose che non possono capitare a questi livelli, quando giochi devi restare sereno e concentrato. Chiaro che Sonny è un giocatore importante, ma la cosa più importante resta la prestazione collettiva, quella di squadra, non quelle individualità”. 

Giocherà nella vecchia Amsterdam Arena, rinominata ormai Johan Cruijff Arena, nome legato alla migliore espressione del calcio olandese. Di sempre. “Sono stato fortunato a conoscere Johann Cruijff, un genio, un’ispirazione, un uomo incredibile. Vivevamo vicini a Barcellona. Ho anche giocato col figlio, compagno di squadra all’Espanyol. Avere la possibilità di giocare una semifinale qui, nella Cruijff Arena, è un onore, un piacere”.

Un Tottenham virtualmente quarto in Premier, quindi più sicuro e tranquillo: giocherà la Champions anche il prossimo anno, per la precisione il quarto anno consecutivo. “Penso solo a domani. Tutte le mie energie sono rivolte a preparare nel miglior modo possibile la gara di domani. Nessuno pensava ad un Tottenham in semifinale ad inizio stagione. Per quanto concerne il piazzamento tra le prime 4, avremo tempo per parlarne a fine stagione, trattando ciò che di buono o di negativo abbiamo realizzato quest’anno. Se dovessi vincere la Champions? Beh, me ne andrei a casa. E ridiscuterei con Levy tutto un altro Tottenham, perchè sarebbe impensabile replicare un miracolo così”.

E poi un pensiero ancora, proprio come alla vigilia della gara d’andata, all’evoluzione del progetto Tottenham targato Pochettino. Un progetto partito ben 5 anni fa, il 14 maggio del 2014, un progetto che oggi presenta una semifinale di Champions League. “Stiamo vivendo un sogno. La prima missione appena arrivato fu quella di ridurre il gap con le Top4 in Premier, poi quello di conquistare la Champions, poi gli ottavi e quindi i quarti. Oggi siamo arrivati in semifinale. Ma non sto pensando alle favole o a fare la storia, la cosa più importante è sempre dare il massimo, di trasmettere ai ragazzi la voglia di non arrenderti mai, di credere fino alla fine”. 

FORMAZIONE Oltre a Son il Tottenham recupererà Jan Vertonghen, esperto centrale forte e mancino uscito malconcio dopo uno scontro di gioco durante la gara d’andata. Farà coppia con Toby Alderweireld, un altro cresciuto nel settore giovanile dei lancieri. Giocherà con la mascherina, una mascherina da protezione. Ma lui no, proprio no, non poteva mancare. Ha vissuto i terribili anni di Villas Boas e Sherwood, ha visto i giovani colleghi offensivi crescere e diventare grandi giocatori. Serve la sua esperienza, serve la sua leadership. A destra agirà Trippier, a sinistra Rose. A centrocampo ballottaggio Dier-Wanyama per affiancare Sissoko. Davanti la fantasia di Eriksen ad innescare gli inserimenti di Alli e i tagli del terribile duo Lucas e Son, che all’Etihad hanno saputo far male, eccome.

Dall’infermeria il Tottenham recupererà Lamela. Andrà in panchina, a differenza di Aurier, ancora nemmeno convocato. Partiti con la squadra, seppur indisponibili, Harry Kane e Davinson Sanchez. Sono due elementi importanti, importantissimi per il gruppo: vietato mancare ad appuntamenti come questi, lo spogliatoio va vissuto dall’inizio alla fine. In panchina anche Davies e soprattutto Fernando Llorente, pronto a subentrare a gara in corso e consegnare ai suoi compagni centimetri ed esperienza, ingredienti mai banali a queste latitudini.

LLORIS A guidare i compagni con la fascia di capitano al braccio sarà un ragazzo che meno di un anno fa alzò al cielo una Coppa del Mondo, capitano del Tottenham ma soprattutto, in questo caso, capitano della nazionale francese. Hugo Lloris: “Jan Vertonghen sta bene, è motivato, è pieno di energia, è prontissimo per la gara di domani. Siamo tutti motivati. Siamo arrivati fin qui, proprio nella competizione più difficile e prestigiosa d’Europa, i migliori club internazionali spendono soldi su soldi per strapparla alla concorrenza. Siamo eccitati, così come i nostri tifosi. Tutti vorrebbero giocare questo tipo di gare, è l’obiettivo principale del club. E quando vivi queste serate vuoi sempre dar qualcosa in più. Dobbiamo crederci e dare tutto, proprio per non avere rimpianti. E l’unico modo per conquistare la finale è vincere la gara di domani, dopo aver perso la gara d’andata. Quindi dovremo attaccare perchè abbiamo un’altra chance, dopo la sconfitta all’andata, una gara che c’è servita per imparare dagli errori, visto che non siamo partiti come volevamo”.