Tottenham, non se ne esce: col Watford soltanto un misero punticino

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di Simone Dell’Uomo

Niente da fare. Crisi profonda. Il Tottenham non ne esce. Nemmeno la pausa, la sosta per le nazionali, fondamentale per riequilibrare le idee e ripartire con più serenità, ha portato i suoi frutti. Anche il Watford esce indenne dal Tottenham Hotspur Stadium, e pensare che il fanalino di coda della Premier ha per larghi tratti annusato, captato, sognato il colpo grosso. “Grosso”, di questi tempi, nemmeno troppo.

CRONACA Al nuovo Lane finisce 1-1. Pochettino saluta finalmente il rombo per scegliere un altro modulo mai consono alle qualità degli Spurs, il 352. Sanchez torna in mezzo a staccare Alderweireld e Vertonghen, non si capisce bene perchè. Meccanismi che non funzionano e si vede: Doucoure taglia a fette la difesa di Gazzaniga e trafigge il portiere argentino. Hornets che si chiudono bene, il Tottenham è poca roba, Winks è misero dinanzi ai giganti avversari, come al solito. Si va in parità all’intervallo e nella ripresa Poch sceglie il 433 con Son al posto del disastroso Sanchez. Un cane che si morde alla coda, nemmeno a dir la verità aiutato dalla fortuna. Perchè Son stampa sulla traversa il pareggio chiave ad inizio ripresa e si prosegue a lancioni e spazi intasati senza creare chissà quante occasioni. Pareggia in mischia un deludente Alli, che approfitta della follia di Foster e dei suoi compagni. Un punto che non cambia niente, ne’ i destini, ne’ quelli di Pochettino.

FORMAZIONI E MARCATORI

Tottenham 352: Gazzaniga, Alderweireld Sanchez (46′ Son) Vertonghen, Aurier Sissoko Winks (71′ Ndombele) Alli Rose, Lucas (63′ Lamela) Kane

Watford 532: Foster, Janmaat (71′ Femenia) Cathcart Dawson Kabasele Holebas, Cleverley Doucoure Chabolah, Pereyra (84′ Hughes) Welbeck (4′ Deloufeu)

Marcatori: 6′ Doucoure, 86′ Alli

Le tre lezioni apprese

A) Poch in totale confusione. Dal disgraziato rombo ad un insensato 3-5-2, con un Sanchez che un mese fa giocava a destra ed oggi torna a spezzare Alderweireld e Vertonghen schierandolo al centro. Manca un fantasista, da sostituire Eriksen, da recuperare Lo Celso: Lamela ottimo contorno ma in 7 anni non ha mai dato garanzie. Winks, signori, il punto debole degli Spurs. Erede sopravvalutatissimo di Parker, un marziano in confronto. Non si vede Wanyama, ormai a fine ciclo, non si vede più Dier, e questo sorprende molto di più.

B) Non può pagare solo l’allenatore. Per giunta in questo caso il secondo migliore della storia del club, dopo Bill Nicholson. Ma Poch cerca invano di trovare soluzioni, lavora e pensa, ma puntualmente sceglie male. 4231, questa sarebbe la storica carta giusta. I ragazzi nel finale hanno dato il massimo per lui, ma talvolta purtroppo può servire aria nuova, per stimoli e metodi di lavoro diversi. Purtroppo per Poch, che aveva chiesto un cambiamento generazionale, è rimasta più o meno la sua storica rosa. Ed i ragazzi sono stanchi di ascoltare sempre la stessa voce. A volte, ripeto, purtroppo, può scattare l’ora di un cambiamento. Levy riflette, il Tottenham comincia seriamente ad allontanarsi dalle prime 4 posizioni necessarie per far rifiatare le casse del club: un esonero, oggi, non è più un’utopia.

C) Il Watford deve ripartire da qui. Annata sfortunata quella Hornets, ma con solidità, fisicità, linee chiuse e ripartenze possono arrivare i risultati. E’ purtroppo solo questa la strada da seguire.

Simone Dell’Uomo