United-Liverpool: quando la Kop fu la casa dei rivali

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Sudafrica, gennaio 1900. Gli “afrikaner”, altrimenti detti boeri, popolazione di origine olandese che sta contrastando il dominio dell’impero britannico in quella zona, affronta in minor numero di uomini e mezzi la grande potenza mondiale. Vince la battaglia, ma perderà la guerra. Quella battaglia, svoltasi sulla Spion Kop, collina alle porte di Ladysmith, cittadina chiave per la predominanza di quell’area, a 180 chilometri da Durban, resterà nella storia non solo della civiltà, ma del football. Molti soldati che combatterono quella battaglia venivano da Preston e da Liverpool: un giornalista della sezione sportiva del Liverpool Echo utilizzerà Kop per ribattezzare così la curva dei tifosi più caldi del Liverpool ad Anfield. Il Manor Ground, impianto dell’Arsenal prima dell’avvento di Highbury nel 1913, fu a dire il vero il primo a fregiarsi del nome, che spetterà a numerosi altri impianti inglesi come per esempio l’Hillsborough di Sheffield, teatro di una tragedia proprio con il Liverpool protagonista, nel 1989.

Luogo sacro, chiesa laica dove si tiene una vera e propria messa ogni saturday. Questo era ed è la Kop, ancora oggi ammantata di leggenda, seppur quella originale sia stata abbattuta nel 1994 per far posto a una nuova gradinata di soli posti a sedere dopo i ben noti fatti di Sheffield. Eppure ci fu un tempo, e siamo nel 1971, quando su quei gradini gloriosi che erano e sono patrimonio non solo del club ma dell’intera città sul Mersey, posavano i piedi gli odiati rivali a un’ora di treno di distanza: quelli del Manchester United. La piaga dell’hooliganismo ha flagellato l’Inghilterra nei Settanta e negli Ottanta, figlia, forse, anche della grande depressione e disoccupazione che investì il paese, soprattutto al nord. Mese di agosto, prime giornate della nuova stagione, con l’Arsenal campione in carica che aveva conquistato quello che sarà l’ultimo titolo prima del ritorno al successo nel 1989 con Michael Thomas proprio ad Anfield. Il Manchester United, ancora di Busby e George Best, deve giocare due turni, le prime due giornate del torneo, fuori da Old Trafford. La stagione 1970-71 è stata particolarmente deleteria, in campo (ottavo posto e niente qualificazione alle coppe europee) ma soprattutto fuori, con uno tra i più gravi episodi di ordine pubblico da segnalare: in febbraio, a Manchester-Newcastle, scontri, bottiglie, coltelli e addirittura le freccette tipiche del gioco che si trova nei pub britannici, la fecero da protagonisti. Punizione? I primi due incontri casalinghi da disputare in campo neutro. Se la scelta del Victoria Ground di Stoke-on-Trent poteva apparire sensata, non fu così per la prima di queste due partite, da disputare venerdì 20 agosto 1971, e che la federazione decise di far disputare… a Liverpool. Ad Anfield.

Consapevole di viaggiare ai duecento allora a fari spenti, il calcio inglese ne pagò le conseguenze: la sera prima di Manchester United-Arsenal i mancunians arrivati nell’odiata città rivale, si fronteggiarono con circa 600 tifosi del Liverpool: botte da orbi, un centinaio di macchine danneggiate e una notte di durissimo lavoro per la polizia. E il giorno dopo, la partita: 27.000 persone circa affollarono le gradinate, con la Kop piena all’inverosimile… di tifosi dello United. Finisce 3-1 per la squadra di Busby, con Gowling, Charlton e Kidd che ribaltano l’iniziale vantaggio degli “ospiti”. Che cercano di venire raggiunti da un gruppo di tifosi dello United in barba ai provvedimenti e alla squalifica del campo, venendo però ricacciato indietro dalla polizia. Un ex addetto di Anfield dell’epoca, ricorda: “Era come se giocasse il Liverpool in casa. Ad un certo punto andai a bordo campo, appena uscito dal tunnel degli spogliatoi, per vedere se era tutto in ordine. Mi girai verso destra e vidi la Kop: traboccava di gente al canto di ‘Uni-ted! Uni-ted!’. Non riuscivo ancora a realizzare che giocasse il Manchester United nel nostro impianto. Un dirigente del Liverpool, mi chiamò dopo il match, e mi chiese di far pulire bene lo spogliatoio. Aveva paura restasse l’odore dei giocatori di Manchester”.

L’ex segretario del Liverpool Peter Robinson, pochi anni fa ha comunque precisato che a dire il vero la rivalità non era così accesa come oggi. “All’epoca il vero rivale era l’Everton, era così sin da quando iniziai nel club negli anni Sessanta. Il Manchester United addirittura retrocesse tre anni dopo quella partita”. Il Manchester gioca poi a Stoke contro il West Bromwich, ma anche qui non si va oltre le 23 mila persone. I Red Devils devono addirittura pagare il Liverpool il 15% delle presenze allo stadio, e anche i tifosi dell’Arsenal arrivati ad Anfield. Anche George Sephton, lo storico speaker di Anfield, ha ricordato quella sera confermando le impressioni di Robinson: “Era la mia terza presenza in cabina ad Anfield, ero all’inizio della mia carriera. Ricordo ancora lo stadio mezzo vuoto, pensavo fosse una sera tranquilla. Io ero in fondo felice: avevo trovato un lavoro, volevo mettermi da parte un po’ di soldi per comprare una casa. Ma la rivalità non era così forte, certo se accadesse oggi tiferei per l’Arsenal, ma senz’altro giocherebbero a porte chiuse. Di sicuro, sono certo di non aver fatto partire il nostro inno, ‘You’ll never walk alone’, prima del match!”. Era già abbastanza vedere quegli altri occupare il sacro luogo. Figuriamoci se avessero potuto usurpare anche la canzone delle canzoni.