Storia di una rivalità – Millwall e West Ham: la Rivoluzione Industriale, i Peaky Blinders e oggi

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Oggi Passione Premier vi porta sulle tracce di una delle rivalità più accese di tutto il mondo. Abbiamo intrapreso per voi un viaggio in uno dei quartieri più caldi di tutta Londra, là dove un tempo c’erano solo paludi e cumuli di rifiuti che l’acqua del Tamigi portava lentamente a galla. Quest’oggi ci troviamo nella zona di South Bermonsdey. Una volta usciti dalla stazione della Jubilee Line di Bermonsdey, abbiamo evitato di fare due passi a piedi, non essendo una zona molto accogliente.

Così ci siamo diretti alla fermata Bus Stop Lynton Road Stop GS e con la nostra fidata Oyster Card, sempre a portata di mano, siamo saliti sul Bus 381, per poi scendere dopo poco allo Stop Galleywall Road Stop GT. Ci siamo guardati bene dal girovagare da queste parti con sciarpe o magliette di altre squadre. Camminando per circa 10 minuti in direzione nord ci siamo trovati davanti alla famosa officina di autoriparazioni Bermonsdey Car Repairs; da lì abbiamo iniziato a scorgere le tribune dello stadio che s’intravedono già da parecchi metri di distanza.

 

Di lì a poco ci siamo trovati dinnanzi al famigerato The Den, la tana dei Leoni del Millwall. Eccoci nella zona di South Bermonsdey, percorrendo più precisamente Zampa Road.

Siamo a due passi dalla City, dove si scorgono le punte dei grattacieli e degli edifici della finanza di Bank, dove però la lontananza di pensiero e le differenze sociali a malapena fanno intravedere i motivi di un odio consumato nel tempo. In questa puntata narreremo la storia e le origini della rivalità tra Millwall e West Ham, Lions contro Hammers, uno dei derby più sentiti di tutta l’Inghilterra e del mondo intero, che negli anni 70′ ha infiammato gli stadi dell’East End londinese. In questo viaggio nel South East London non ci siamo fatti mancare proprio nulla, quindi riavvolgiamo il nastro e cominciamo dal principio.

Il Millwall Football Club  nasce nel 1885, nel Sud-Est di Londra, in un quartiere centrale a ridosso della City, ma molto degradato e con un livello di povertà sopra la media. Siamo intorno agli inizi del ‘900, in piena Rivoluzione Industriale, il quartiere Isle of Dogs o Isola dei cani all’epoca era una distesa immensa di paludi, con montagne di rifiuti abbandonate sulla riva del fiume. Il fumo nero che usciva dalle ciminiere dei cantieri navali era la sola aria che respiravano gli operai dell’ East End londinese, che lavoravano a ritmi impressionanti, senza mai fermarsi.

La zona londinese delle Docks, attualmente in crescita, dove oggi viaggia la metro della DLR, all’epoca era il fulcro dello sviluppo cittadino e il motore trainante di tutto il Paese. La Rivoluzione Industriale era uno snodo cruciale per l’economia e lo sviluppo e la manodopera fu spremuta sino all’ultima goccia, come un’arancia, cui rimane solo la scorza per non sprecarne nemmeno una goccia. I carichi di lavoro imposero l’immigrazione di altri operai, che arrivarono a dar manforte addirittura dall’Irlanda e dalla Scozia.

Nel frattempo, Londra, al passo della Rivoluzione Industriale, visse anche un momento di evoluzione del mondo calcistico, con i Club che trassero profitti economici non indifferenti e iniziarono a costruire stadi e a darsi un tono importante. L’unica squadra che rimase indietro e venne in qualche modo emarginata dal progetto fu proprio il Millwall, che nel 1910 provò, da autodidatta, a costruire una struttura. Il risultato fu uno stadio fatiscente, costruito sulle carcasse delle navi, in mezzo all’aria irrespirabile dei rifiuti che il Tamigi aveva riportato a galla. La metafora della squadra di calcio ricalcava molto la storia del Brutto Anatroccolo e la gente di Bermondsey si aggrappò alla squadra di calcio del Millwall, come segno d’appartenenza. L’emarginazione e il vittimismo divennero ben presto il punto di forza di quella gente.

Tutta l’Inghilterra, e in particolar modo Londra, trassero benefici e agi grazie alla manodopera e al lavoro incessante della gente delle Docks, non tributandogli però la giusta importanza e mostrando ingratitudine e indifferenza. Nessuno ebbe particolarmente a cura i casi di emarginazione che si svilupparono a quel tempo, ma gli studiosi più attenti lanciarono l’allarme, affermando che quella avrebbe rappresentato la quiete prima della tempesta.

Nel 1920 mai previsione fu più azzeccata. Infatti ci fu una crisi profonda che coinvolse il Paese, la famosa Grande Depressione.

Il resto del paese scioperò per i propri diritti e per quelli dei lavoratori. A scioperare fu anche tutta Londra, compresa la zona paludosa delle Docks, e quasi tutto il South East London. Quasi e non tutto.

Infatti a Bermondsey ci fu un’inversione di tendenza, la gente si rifiutò di scendere in piazza a manifestare, poiché la fame e la povertà non lasciavano molte alternative. Il gesto di non aggregarsi al resto della popolazione era una necessità, legata anche a un gesto simbolico molto forte, una protesta nella protesta, volta a creare un solco e una sorta di emarginazione autonoma e volontaria. In poco tempo, la gente di South Bermonsdey passò da vittima a carnefice.

La parte Sud del quartiere di Bermondsey precipitò in un degrado fuori controllo, dando vita a pericolosissime bande criminali come i Richardson che decisero di sfidare persino i temutissimi Peaky Blinders (sì, proprio loro), una pericolosa gang sanguinaria di Birmingham, alleata con la Mafia italiana, che a Londra aveva il controllo delle scommesse clandestine.

La criminalità di quegli anni si trascinò sino agli anni 60′, quando dalle parti di South Bermonsdey, la gente  del Millwall, conseguenza della criminalità che ormai era diffusa a macchia d’olio, decise di portare la criminalità negli stadi. Nacque una corrente criminale chiamata Hooligans, che decise di alzare l’asticella in modo pericoloso e sconsiderato.

Nacque subito una faida d’odio con coloro che geograficamente erano più di casa, ovvero quelli del West Ham United, tacciati di non aver mostrato solidarietà durante la Grande Depressione. Al contrario, gli Hammers, accusarono la gente del Millwall di non aver scioperato e di non aver fatto il bene del paese.

La rivalità, negli anni, è sfociata sotto il punto di vista dell’odio razziale, le origini indo-pakistane dei tifosi del West Ham  non potevano abbinarsi alla borghesia operaia dei supporters del Millwall.

Negli anni a venire, il fenomeno degli Hooligans attrasse molte tifoserie d’Inghilterra, ma quelli più spietati restarono sempre coloro che provenivano dalle parti di Bermonsdey, protagonisti di episodi incresciosi, come la la bomba lanciata  al Griffin Park, lo stadio del Brentford.

Un’altra situazione orribile si materializzò nel 1967 durante  la partita Millwall – Plymouth: i Lions furono protagonisti di un’aggressione verso i giocatori avversari, rei di aver interrotto una striscia positiva di risultati utili consecutivi, che al The Den durava da 59 partite.

In quegli anni, contraddistinti da criminalità e violenza, si fecero largo i Bushwakers, la frangia più cattiva e spietata dei tifosi del Millwall, che andarono avanti forti del motto “No one likes us, we don’t care”, ovvero “Non piacciamo a nessuno, non ce ne fotte”.

Nel 1985 proprio i Bushwakers furono i protagonisti di quella che dalla polizia inglese venne definita La Guerra Civile di Kenilworth Road. Infatti, all’interno dello stadio del Luton F.C. si sviluppò una battaglia sanguinosa, con i tifosi ospiti del Millwall che in maniera incontrollata iniziarono a lanciare contro tutto e tutti qualsiasi cosa gli capitasse davanti, arrivando a sradicare persino parti dello stadio, quali mattoni, seggiolini e pezzi di ferro contundenti. In quell’occasione, arrivarono in soccorso della polizia addirittura le Firm del Chelsea e del Brentford. In totale ci furono quasi 400 arresti e Scotland Yard, il giorno dopo, indusse una conferenza stampa che andò in trasmissione sulla BBC.

Gli episodi di violenza incontrollata dei tifosi del Millwall purtroppo sono molteplici, dall’aggressione brutale ai tifosi dell’Ipswich Town alla guerriglia urbana contro Scotland Yard nel 1988, dopo la sconfitta con l’Arsenal.

Uno dei fatti più gravi però ci riporta al 2002: scontri fuori controllo all’esterno dal The Den, dopo la sfida play-off persa col Birmingham. In quell’occasione furono feriti più di 70 poliziotti e i rispettivi cavalli. Voci di corridoio riportano ancora all’antica rivalità tra le gang dell’East End londinese e i famigerati Peaky Blinders, banda criminale dei sobborghi di Birmingham.

Il 25 agosto del 2009 resterà una delle date tristemente indelebili del calcio d’oltremanica, purtroppo. Ci fu quella che Scotland Yard soprannominò la battaglia di Upton Park. Prima e dopo la partita, valevole per il secondo turno d Carling Cup, le tifoserie di West Ham e Millwall si fronteggiarono in una battaglia senza eguali. Il tutto avvenne nella via di Green Street, lo stradone in pieno East End di Londra, che conduce alla fermata dell’Overground di Upton Park, appena fuori il Boylen Ground. La polizia lottò nelle strade di Londra come in una guerra civile, dentro il campo gli steward durante il match non riuscirono a contenere le invasioni di campo e la situazione degenerò. I disordini continuarono fino a tarda notte e gli agenti ci misero una settimana ad analizzare tutti i filmati, che portarono a centinaia di arresti. I fatti accaduti diedero ispirazione alla pellicola cinematografica di Lexi Alexander, che nel 2005 raccontò la battaglia di Upton Park nel film intitolato Green Street.

Il calcio Inglese ripiombò nell’incubo degli anni 70′, il Governo Inglese e la Football Association si unirono in una comunione d’intenti, restringendo il campo e ripromettendosi di fare una pulizia generale, raddoppiando le pene e creando leggi ad hoc. Oggi, negli stadi inglesi, non è permesso nemmeno fumare una sigaretta e ogni minimo movimento sospetto viene passato al setaccio dagli steward. Il classico modello inglese pare funzioni, la gente si diverte, il calcio è visto in maniera diversa e la gente rispetta le regole. Le scene delle famiglie, degli anziani e dei bambini durante le partite di Premier, sono il frutto di anni di duro lavoro e di una consapevolezza che c’era qualcosa da cambiare.

Dalle parti di South Bermonsdey però qualcuno non la pensa ancora così; infatti il 26 gennaio 2019, dopo la partita di FA Cup tra Millwall e Everton, un tifoso dell’Everton è stato ferito gravemente. La bruttissima fama dei Leoni del Millwall purtroppo si trascina ancora sulle orme di quello sciopero durante la Grande Depressione del 1920.