A spasso per il South London: vivere un pre-partita al Selhurts Park

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È un sabato pomeriggio come tanti. Ma sabato 10 agosto da queste parti è tempo di football, è ufficialmente iniziata la Premier League 2019|2020.

Per noi la prima di Premier della stagione è Crystal Palace – Everton.

Siamo a Londra, bardati con sciarpa e k-way . Come detto in precedenza è il 10 agosto.
Avremmo tanto voluto lasciare il nostro giubbotto nell’armadio ma purtroppo il meteo da queste parti gioca spesso brutti scherzi.
Il cielo non ci aiuta, i nuvoloni sopra la nostra testa non promettono nulla di buono. Quando sei a Londra, la prima cosa che fai la mattina è andare a guardare fuori dalla finestra, i più temerari lo fanno, quelli meno coraggiosi danno un’occhiata alle previsioni meteo sul cellulare, tanto se anche oggi non c’è il sole se ne accorgeranno presto.

Il tempo uggioso e il clima poco tropicale crea in molti una depressione costante, che poi diventa un’abitudine; col tempo inizi infatti ad accettare che il sole da queste parti si è dimenticato di fare il suo dovere.

Oggi siamo a spasso nel South London, tra verdi prati e casette con le porte colorate.
Nel Sud di Londra fa ancora più freddo rispetto al resto della città, la vicinanza al Kent e la zona collinare non aiutano, noi fortunatamente il nostro k-way lo teniamo sempre a portata di mano, nell’armadio, in prima fila rispetto agli altri vestiti, quasi in segno di rispetto.
Oggi è la classica giornata cupa, dove tira anche il vento, del sole manco a parlarne.

Ci affacciammo alla finestra per capire come vestirci. Ma non guardiamo il cielo, quello è troppo imprevedibile. Preferiamo affidarci alla gente che cammina. Scorgiamo persino qualcuno con i guanti, ma distogliamo subito lo sguardo, fingendo di non vedere. La sciarpa e i guanti sarebbero davvero troppo. Aprire la finestra e mettere il dito indice fuori per controllare la temperatura è ormai un gesto di consuetudine, come secondo lavoro potremmo fare gli esperti meteo. Sorseggiando la brodaglia, che qui chiamano caffè, riguardiamo ancora una volta fuori dalla finestra, scrutando l’orizzonte come vecchi marinai. Niente, nemmeno un timido raggio di sole. Così, indossando il giubbotto più pesante che abbiamo, usciamo di casa. Il South London è la parte della City che vive sotto il Tamigi, da Brixton in giù siamo nel Sud, la parte più verde della città, dove si contano innumerevoli parchi, spazi verdi e circa 400 mila alberi, che fanno di questa la zona col più alto rapporto di alberi rispetto alle persone di tutta la città.

Ci lasciamo alle spalle la porta di casa, che il vento tenta di farci scivolare dalle mani, controlliamo di avere in tasca la nostra fidata Oyster Card e ci mettiamo in marcia. Percorriamo Anerley Road, la via principale che collega la stazione dell’Overground di Crystal Palace al sobborgo di Croydon. Sono le 11 circa, tendenzialmente non sarebbe ancora ora di pranzo, ma da queste parti si mangia a tutte le ore. Le nostre narici sono attratte dagli odori e dai fumi degli svariati locali, che sin dalle prime luci dell’alba aprono i battenti: il famoso Full english breakfast da queste parti è una cosa seria.

C’è l’imbarazzo della scelta e non vorremmo fare un torto a nessuno, quindi non ce la sentiamo di consigliarvi qualcuno in particolare. Vi suggeriamo solo, una volta consumata la vostra abbondante colazione, di farvi una bella camminata per i sali scendi di Crystal Palace, aiuta la digestione. Noi, avendo già fatto colazione a casa, arriviamo davanti alla fermata Seymour Villas stop D e aspettiamo pazientemente il nostro Bus, che arriva in perfetto orario. Siamo sul Bus 157 direzione Morden. In una città come questa la pigrizia è una chimera, anche fare quattro passi in una giornata senza sole è una di quelle cose di cui non ci si stanca mai. Stiamo percorrendo Croydon Road, una strada stretta, dove la densità di popolazione è tra le più alte del mondo, ben 6 mila circa per km quadrato. Il quartiere di Crystal Palace è uno tra i più multiculturali della città, si parlano circa 25 lingue diverse, dal bengalese al tanalog, dal farsi all’arabo, per arrivare al più classico maccheronico italiano, i ristoranti Da Lorenzo, Pizza Napoli e Ask Italian da queste parti sono infatti i più gettonati. I classici sali e scendi del Sud di Londra sono mozzafiato e la vista collinare offre panorami che distolgono lo sguardo e la mente dai rumori della City.

La diversità di questo quartiere è un connubio di colori, che si specchiano alla perfezione, come in un quadro di Van Gogh, negli abiti e nel modo di vestire della gente che cammina per strada. Percorrendo le vie limitrofe a Westow Street incontriamo infatti molti uomini di religione ebraica, vestiti di nero con il loro immancabile peot e con la classica kippah sul capo, lunghi capelli ai lati del viso. Voltandoci dall’altra parte della strada incrociamo lo sguardo dei fruttivendoli africani, con i loro baracchini di frutta di mango e papaya; siamo nell’Inghilterra profonda, quella che ha scavato i solchi nelle guance del pakistano seduto dentro l’Off License. Sempre di Inghilterra si parla e allora ci immergiamo in Selhurst Road, la strada classica, con i pub incastonati tra le finestre delle case vittoriane. Gli inglesi, tutti rigorosamente con la loro birra in mano, chiacchierano e ridono a squarcia gola, appollaiati sulle panchine all’aria aperta, in maglietta a maniche corte; noi per sicurezza col naso all’insù volgiamo ancora lo sguardo al cielo, inizia anche a piovere. La pioggerellina londinese è infima, non ti lascia scampo, è talmente fine che se vai in giro con l’ombrello ti prendono per scemo, ma è talmente fitta che ti punge le mani. Attraversiamo la strada all’altezza del Clock Tower, eccoci finalmente nella zona calda del quartiere. Siamo davanti al famoso The Albion, il pub di riferimento dei tifosi del Crystal Palace.

Il giorno della partita il The Albion si riempie in fretta fino a scoppiare, costringendo chi non trova posto a dirottare al vicino e storico Jolly Sailor, altro pub di riferimento dei tifosi delle Eagles.

Continuando a camminare per Selhurst Road ci compiaciamo di essere dove siamo, infatti lo spettacolo è un piacere per gli occhi. Vedere i giardini delle vecchie case vittoriane pieni di persone che bevono litri di birra, con la maglia del Crystal Palace, vale già il prezzo del biglietto, come si suol dire. Dall’altra parte della strada notiamo due uomini, che indossano la classica kandura, tunica che arriva all’altezza della caviglia, probabilmente dirigersi verso la moschea più vicina, mentre a poche centinaia di metri, come in un meraviglioso quadro imperfetto incrociamo la famiglia che va alla Messa cristiana.

Il contesto surreale offre uno spaccato di vita inedito, unico nel suo genere, tanto raro quanto folle e intrinseco di significato. Da una parte si prega, dall’altra parte si beve. Come diceva Giacomo Leopardi, nella poesia il Sabato del villaggio, l’attesa del piacere è essa stessa il piacere. E’ il quadro di vita paesana durante un sabato qualunque, in cui le strade iniziano a popolarsi, il quartiere lentamente si riempie, la gente affolla le vie, c’è chi aspetta la partita, c’è chi aspetta di entrare in chiesa, c’è chi aspetta il Bus, tutti aspettano qualcosa, e noi siamo protagonisti di questo splendido quadro. Nel nostro avvicinamento allo stadio notiamo con stupore che qualche raggio di sole inizia a fare capolino tra i nuvoloni, che però minacciosi restano sempre in agguato; stiamo percorrendo Homelsdale Road e di qui a poco dovremmo iniziare a intravedere i riflettori dell’impianto. Ecco infatti che dopo pochi passi, proprio lì in mezzo alle case, ci troviamo davanti ai cancelli del Selhurts Park!

 

 

 

 

 

 

 

Da queste parti avere uno stadio di calcio in mezzo alle case è la cosa più normale del mondo, la vicinanza mentale e fisica degli abitanti del quartiere al Crystal Palace nasce da lontano. All’inizio della partita manca ancora un po’, allora ne approfittiamo per farci un giro allo Shop delle Eagles, a caccia di qualche affare.

 All’inizio della partita non manca molto e infatti inizia a formarsi una lunga fila all’ingresso della Arthur Wait Stand, purtroppo riprende quella fastidiosissima pioggerellina che tanto ci disturba, ci rimettiamo il cappuccio e ci apprestiamo anche noi a entrare al Selhurst.

 

 

La cosa tremendamente affascinante è, mentre siamo in fila per entrare allo stadio, riuscire a scorgere attraverso le finestre delle case sull’altro ciglio della strada, distanti appena pochi metri. Nella prima casa riusciamo a intravedere una televisione accesa, mentre in quella di fianco notiamo un’anziana che legge su una poltrona, le tende sono aperte.

Il brusio dei tifosi intorno allo stadio viene smorzato dal rumore degli zoccoli dei cavalli, che trottano sulla strada bagnata; i poliziotti fanno il classico giro di ricognizione per controllare che tutto sia in ordine. Ogni volta è come se fosse sempre la prima, tutto è sempre maledettamente uguale ma tremendamente bello e affascinante. Per noi è tempo di far vedere il nostro biglietto agli steward e di entrare al Selhurts Park, per goderci la partita tanto attesa.

 

Di ritorno dal Selhurst Park abbiamo percorso la strada di ritorno con il nostro k-way slacciato; il tempo ci ha dato finalmente una tregua, giusto il tempo di concederci un attimo  di tempo per immortalare la quiete dopo la tempesta da uno dei famosi sali scendi e pensare a come raccontarvi come si vive da queste parti una partita al Selhurts Park.

Alla prossima.