Angry Klopp e il dono dell’ubiquità

In questi giorni abbiamo avuto un Angry Klopp, sebbene in versione diversa dal solito. Non esiste il dono dell'ubiquità, che al Liverpool oggi servirebbe

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Di Angry Klopp ne abbiamo sentito parlare tantissime volte. Il manager tedesco è noto al pubblico calcistico per le sue storiche ‘smascellate’, la più famosa delle quali al San Paolo contro il Napoli in un Napoli – Borussia Dortmund di qualche anno fa. Non le manda a dire Kloppo, per la verità non lo ha mai fatto. Non usa giochi di parole, parla sempre in maniera schietta. In fondo è per questo che i tifosi del Liverpool, e in generale gli amanti del calcio, lo amano maggiormente. Oltre le sue meravigliose doti di allenatore, si intende. Ecco che anche questa volta il tedesco si è ‘arrabbiato’ per certi versi, riguardo la situazione coppe del suo Liverpool. Ecco perché oggi, senza alcun dubbio, è doveroso parlare di un Angry Klopp e il dono dell’ubiquità.

Photo by Getty Images

La conferenza stampa

A voler dire tutta la verità, questa volta Klopp l’ha messa più sul piano ironico. Nella conferenza stampa pre-Genk (a proposito, altra vittoria dei rossi) il manager era tornato sull’assurda situazione che vede coinvolti i Reds a metà dicembre. Il 17 dicembre viene previsto il quarto di finale di Coppa di Lega contro l’Aston Villa a Birmingham, proprio il giorno prima della semifinale del Mondiale per Club che si disputerà in Qatar. Solo qualche migliaio di chilometri ad est rispetto a Villa Park. Poiché il dono dell’ubiquità non è mai stato messo a punto dall’ingegno dell’uomo, né mai lo sarà, è letteralmente impossibile che il team riesca nell’impresa di giocare, in situazioni normali, entrambe le partite.

Photo by Getty Images

Il tecnico tedesco si è addirittura lanciato in una proposta allettante: «perché non chiediamo all’Aston Villa di venire con noi in Qatar e giocare lì la partita?». Un commento sicuramente ironico e distensivo nei confronti degli avversari, che non hanno nessuna ‘colpa’ se non quella di volersi giocare un grande quarto di finale, probabilmente indispettito nei confronti della Football League, artefice di un calendario bizzarro.

Ufficialmente però il Liverpool non ha presentato nessuna richiesta di spostamento della partita. Motivo per cui, strano ma vero, in 24 ore la stessa squadra scenderà in campo due volte in due parti del mondo diverse.

Cosa aspettarci

Indubbiamente qualche indizio lo abbiamo già avuto dalle ultime conferenze stampa. Nei pre partita in Coppa di Lega Pepijn Linders ha intrattenuto i giornalisti al posto di Klopp. Inoltre, proprio in coppa, hanno fatto il loro esordio diversi giovani quest’anno: Elliott, Jones, Hoever, Brewster e Kelleher, per dirne alcuni.

Verosimilmente la prima squadra volerà in Qatar per portare ad Anfield il trofeo che nel 2005 sfuggì in finale. Dall’altro lato rimarranno tutti i giovani che sperano di impressionare Linders a Villa Park. Non è una brutta situazione per Klopp a pensarci: le coppe nazionali non sono mai state nei suoi pensieri. Tranne i primi due anni in coppa di lega sono sempre arrivate precoci eliminazioni. Per non parlare della FA Cup, dove i Reds non sono mai arrivati oltre il mese di febbraio negli ultimi 4 anni. Accadrà effettivamente così? Rimane solo da aspettare!

Daniele Calamia

Daniele, 22 anni. Palermitano, studente di Economia.
"2.5.15, ultimo gol di StevieG ad Anfield, io c'ero!".