GOONERS CORNER – Ripartire da -9

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Autentica domenica di follia all’Emirates e non è nemmeno la prima volta, in questa stagione. Dopo un primo tempo di “studio”,l’Arsenal trova il vantaggio su calcio d’angolo nella seconda frazione, grazie a Shkodran Mustafi il tedesco sceglie un momento perfetto per trovare la prima rete della sua carriera con la maglia “Red and White”. Pochi minuti dopo, Granit Xhaka interviene duramente su Defour, con un classico intervento da giallo punibile spesso anche con un semplice richiamo verbale; Jonathan Moss, invece, dopo essersi consultato con il quarto uomo decide per il rosso diretto, obbligando l’Arsenal in 10 e provocando in questa maniera anche la squalifica di 4 giornate per il giovane kosovaro. Il Burnley, nonostante l’uomo in più, non crea esagerati grattacapi a Cech e compagnia, ma al minuto 92 Coquelin(entrato per sopperire all’assenza di Granit) interviene in maniera scomposta all’interno dell’area di rigore, consegnando a Gray (cuore Gooners) il pallone dell’1-1 dagli 11 metri. Il ragazzo, classe 91, tira un rigore non impeccabile che Cech riesce a toccare, ma non a parare gettando nello sconforto più totale Wenger (che rischia lo scontro fisico con il quarto uomo, dopo l’espulsione per proteste successiva al Gol delle Clarets) e la panchina. I 10 in campo non si scompongono e iniziano ad attaccare a testa bassa, nonostante l’uomo in meno; sull’ultima sciabolata della gara Koscielny (in chiara posizione di offside) viene colpito da una tacchettata di Mee all’interno dell’area di rigore. Dopo qualche secondo di indecisione, Moss decise di assegnare calcio di rigore alla squadra di casa. Alexis Sanchez, con calma glaciale,dopo una settimana di polemiche e critiche, trasforma con il più classico dei Cucchiai, bello e rischioso quanto imprevedibile per un portiere. Settimana positiva quella che si conclude con questi 3 punti: ci mettiamo dietro Totthenam, City, Liverpool e allunghiamo ulteriormente sullo United, bloccato fuori casa dallo Stoke City.

La prima senza Wenger in panchina dopo il “Touchline Ban”, successivo agli eventi di Arsenal-Burnley,poteva assolutamente andare peggio.
Due 11 pieni di riserve e giovani: i Gunners si presentano con una coppia assolutamente inedita in mezzo al campo: ChamberlainNiles, che si rivelerà decisiva, senza Sanchez, senza Koscielny ed Özil che non sono nemmeno in panchina.
La vera notizia, però, è quella del ritorno dal primo minuto di Danny Welbeck che trova già nel primo tempo la doppietta personale, permettendo poi a Theo Walcott d’iniziare la sua giornata di gloria, con un assist perfetto, a pochi minuti dalla fine della seconda frazione.
Nel secondo tempo, complici anche i cambi, le squadre si allungano ulteriormente e, prima del fischio finale, sempre Theo Walcott chiude i conti con una doppietta, imbeccato da Alexis Sanchez in entrambi i casi.
Martedì si torna in campo contro il Watford: ci sarà uno stravolgimento nell’11 di partenza e siamo curiosi di vedere se Welbeck,Perez e Chamberlain avranno convinto l’alsaziano tanto da meritarsi una chance dal primo minuto.

Perdere così fa male per una serie di ragioni: per il distacco in classifica che aumenta, seppur di un solo punto,per le rivali che continuano a faticare (United bloccato in casa dall’Hull City, il Totthenam che rischia addirittura la sconfitta a Sunderland), per il modo nel quale è maturata la sconfitta con un’avversaria che sembrava tutto meno che irresistibile.
Gli 11, in maglia bianco rossa, non scendono in campo nella prima frazione e prima Younes Kaboul poi Deeney puniscono la retroguardia disattenta di Wenger. La squadra “decide”di scendere in campo solamente nella seconda frazione, dove nonostante gli ingressi di Walcott, Perez e Chamberlain (entrato già nei primi 20 minuti della prima frazione dopo l’ennesimo “calf strain” subito da Ramsey) il team non riesce ribaltare la partita. il gol di Iwobi ad inizio secondo tempo aumenta solo i rimpianti.
Sabato si va a Stamford Bridge, con una formazione tutta da inventare e soprattutto un “All In”da dare in campo per poter continuare a sognare il titolo.

Eduardo

Eduardo

Giovane universitario marchigiano,innamorato del calcio e di tutte le sue sfumature.L'Arsenal significa per me più di quanto debba significare.
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