ARSENAL – Wenger dichiara: “La mia missione è allenare: il ritiro mi fa paura”

L’allenatore più longevo della storia dell’Arsenal, Arsene Wenger, dichiara di avere paura del ritiro e, intanto, e si prepara a festeggiare le 400 panchine in Premier League.

Arsene Wenger, con le sue 21 stagioni sulla panchina dei Gunners, è l’allenatore più longevo della storia dell’Arsenal, il più vincente ma anche il più bersagliato dai tifosi, almeno da un paio di stagioni a questa parte. Ma nonostante questo, non sembra avere ancora alcuna intenzione di lasciare la sua panchina, anche se sa che quel giorno non è poi così lontano. Il solo pensiero gli fa già paura.
Il tecnico francese, 68 anni, ha rinnovato con l’Arsenal fino al 2019 prolungando così la sua avventura iniziata nel 1996 e si appresta a tagliare il traguardo delle 400 panchine in Premier League: “Ho iniziato questo lavoro a 33 anni, per cui sono 35 anni che non mi fermo, nessuna pausa, 35 anni di completi concentrazione e impegno nel calcio. Perché continuo? Perché amo farlo, perché è un lavoro dove penso si possa avere un’influenza positiva, sulle vite delle persone, sui risultati, sulla dimensione di un club, sui valori, perché un club è prima di tutto una questione di valori, cosa che oggi tendiamo spesso a dimenticare. È come se fosse una missione la mia, portare avanti questi valori per questo club perché penso che l’Arsenal sia rispettato in tutto il mondo per i valori che porta avanti generazione dopo generazione“.

Wenger non vuole proprio pensare al ritiro: “Il ritiro mi spaventa perché davanti a ogni fine c’è l’ignoto e l’ignoto può un tantino fare paura. Ma non sono troppo spaventato, voglio solo fare quello che faccio finché penso di poterlo fare bene e ho la motivazione per farlo. Su questo nessun dubbio. Detto questo, quel giorno arriverà, magari presto, magari no, ma ad oggi resto completamente concentrato e dedito al mio lavoro

Sull’inizio di stagione non proprio all’altezza delle aspettative, Wenger dichiara: “Il calcio è questione di momenti. Quello che sembra inarrestabile a ottobre, magari non lo è a dicembre. Ma questo può succedere solo se le altre squadre continuano a credere nelle proprie qualità“.