Brentford-Stoke City: un pomeriggio al Griffin Park

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Da queste parti, nella stagione 1929-30, un secolo fa, detengono un curioso primato: la vittoria di tutte e 21 le partite casalinghe. Il Brentford FC, allora, militava in Third Division e, incredibile a dirlo, nonostante questo record non riuscì a salire di categoria. Il Griffin Park quell’anno fu un fortino inespugnabile, e novant’anni dopo è arrivato ai saluti. Il prossimo 2 maggio, con Brentford-Barnsley, si chiuderà il sipario su uno dei più nostalgici e romantici impianti della terra d’Albione. E in un caldo pomeriggio di settembre noi di Passione Premier ci facciamo un salto, per seguire Brentford-Stoke City, prima che sia tardi.

Le “Bees” ospitano i “Potters”, ultimi in classifica, dopo la sconfitta di sette giorni prima in casa del Preston North End. Quando scendiamo alla stazione di Brentford, nord-ovest londinese, a pochi passi da Twickenham, tempio del rugby, alcuni tifosi sciamano giù per Ealing Road già in maglia biancorossa verso un impianto immerso in mezzo alle case, come spesso si può vedere da queste parti. Quasi non si scorge, così basso e nascosto, quasi a non voler invadere gli spazi altrui. Siamo nella Braemar Road Stand, una delle due tribune, proprio dietro a dove verranno battuti i calci d’angolo, al costo di 25 sterline. Lo shop del Brentford è davvero minuscolo: pare di entrare in una abitazione, dove stipati ci sono supporters tutti intenti a esplorare il loro mondo bianco e rosso. Ma le vere attrazioni sono i quattro pub posti all’angolo dell’impianto: metteremo la spunta su due di loro, il Princess Royal e il The Griffin, e non poteva esserci nome più azzeccato da queste parti.

Ce la prendiamo comoda e siamo dentro a dieci minuti dall’inizio della contesa. Nonostante questo, nessuna fila e nessun intoppo: in Italia probabilmente saremmo entrati a partita iniziata. Gli spazi sono certamente angusti: per raggiungere il nostro settore costeggiamo un muro rosso simile a una via Crucis, poiché ad ogni metro sono appiccicate gigantografie dei giocatori passati dal club e i seggiolini lasciano poco spazio tra una fila e l’altra. Ma la peculiarità, salendo le scale per dirigerci al block 305, è ciò che si trova al di là del muro e lo possiamo scorgere solo sulle rampe: la posizione così attigua alle abitazioni, fa sì che troviamo una fila di panni distesi proprio al di là del perimetro della tribuna. La cifra tecnica non è particolarmente elevata: più Stoke City che Brentford, e gli ospiti ai punti meriterebbero la vittoria. I loro away supporters, accanto a noi, fanno baccano ma nessuno passa. Finisce 0-0, ma noi restiamo ancora un po’. Non abbiamo fretta e vediamo l’impianto svuotarsi: un grande cartello alla nostra sinistra recita “19 GAMES TO GO”. C’è ancora tempo. Ma noi oggi, al Griffin Park, ci siamo presi un tempo che non dimenticheremo più: un altro vecchio impianto, datato 1904, che a fine stagione ci saluterà. Lo stewart decide che è sufficiente: ci indica di uscire, e così ci andiamo a fare un’altra pinta. Farewell, Griffin Park.